On 2 Dic, 19:16, "Max D'Orso" <maxdorsoTOGL...@libero.it> wrote:
> So che non avete voglia di scrivere... tantomeno di rispondere ; )
> ma io la butto là lo stesso... tanto qualche anima pia la si trova sempre!
> : )))
Ma certo!
Il quesito è assai grazioso e viene da una persona di provata
simpatia ... insomma un invito a nozze! :-)
> Ho ascoltato 2/3 brani di CB, sequenza casuale (iPod) e mi è sembrato di
> sentire
> più volte nominare una certa "Simona" (...e il suo diario): chi era codesta
> nella vita del CB?
Simona è un personaggio di pura fantasia, privo di qualsivoglia
riscontro nella sua vita privata; questa ragazza, lasciata a casa
dall'io narrante messosi a peregrinare in macchina senza meta nella
sua smania di libertà e di ricerca di se stesso, era il filo
conduttore - assieme alla Citroen 2CV chiamata Camilla (in realtà la
vera protagonista del disco era l'auto) nell'album del 1973 al quale
appartengono tutte le canzoni che ne contengono il nome e che tu hai
ascoltato, ossia "Gira che ti rigira amore bello".
Quando questo disco fu realizzato (sulle forti pressioni della RCA,
che voleva immediatamente avere un clone "scala-classifiche"
dell'album QPGA già a pochissimi mesi dall'uscita di quest'ultimo),
ossia nei primi mesi del 1973, CB era saldamente fidanzato con Paola
Massari, che infatti sposò il 4 agosto di quello stesso anno.
CB si inventò in fretta e furia la storia concept del viaggio-fuga di
casa in 2CV, tutta priva di agganci con la realtà, fidanzatina
fittizia compresa.
Citazione tratta dal libro autobiografico "Claudio Baglioni - Il
romanzo di un cantante", Lato Side Editore, 1978:
GIRA CHE TI RIGIRA AMORE BELLO (pagg. 39-41)
"Tra me e gli altri si confermò la voglia di mantenere l'equipe del
primo disco, di non dividerci, e da parte della RCA ci fu una certa
fretta
di farci rientrare in sala per fare il bis, per ripetere l'exploit ...
la
cosa non fu semplice, la storia del piccolo grande amore io l'avevo
maturata in un paio d'anni, mentre adesso si proponeva il problema di
non
snaturare questa idea imbarcandosi nelle ripetizioni meccaniche, nei
sotto
prodotti fatti tanto per sfruttare un filone; c'era poco tempo, la RCA
voleva
immediatamente il nuovo disco, anche perchè la prima volta, non
prevedendo un successo così immediato, il mio disco era uscito
contemporaneamente
a quello di Battisti, che era distribuito dalla RCA; e si creò questa
rivalità di mercato fra me e Battisti, per cui volevano a tutti i
costi
distribuire le uscite in momenti diversi (E infatti da quel momento i
miei dischi
e quelli di Battisti sono sempre usciti in periodi diversi), comunque
queste erano considerazioni di mercato prettamente discografiche, in
cui io
non avevo la minima parte (...). ; in un primo tempo questa
automobile
doveva essere la protagonista principale del nuovo disco, 'Gira che ti
rigira
amore bello', poi, come quasi sempre succede, il progetto originario
cambiò
e l'automobile divenne il filo conduttore dei vari momenti della
storia, diventò un personaggio come gli altri; purtroppo in sala non
si ricreò
la stessa atmosfera del disco precedente, anche se eravamo sempre gli
stessi, ma se prima avevamo inventato una locomotiva, adesso ci
ritrovavamo a
fare un vagone, tutto nacque in un'atmosfera di freddezza
incredibile,
sembrava di dover svolgere un'equazione matematica ... Almeno a me
sembrava
così, e ci ritrovammo questa pesantissima eredità da amministrare, di
un disco
che contro le aspettative di tutti, noi compresi, era entrato in
classifica a quindici giorni dall'uscita. Il 33 fu fatto in pochi
giorni e
tecnicamente venne meglio, a mio parere, di 'Questo piccolo grande
amore', anche se
da parte nostra c'era meno calore ed entusiasmo, trovammo delle
soluzioni tecniche più eleganti, più raffinate ... Riproponevo il
racconto in
stile cinematografico con gli effetti sonori, le dissolvenze, gli
stacchi
improvvisi: incominciavano addirittura con un flash-back, con una
sfilata di personaggi che diventava comprensibile solo alla fine della
storia
(...) ... comunque uscì questo disco che ebbe molto meno successo del
precedente, tra lo stupore e la costernazione della casa discografica,
che non si
spiegava bene il perchè, anche se in tempi lunghi questo disco ha
funzionato
bene anche commercialmente; all'inizio però mi ritrovai a soffrire di
questo bis mancato, la crisi dell'eredità non raccolta con tutti gli
addentellati emotivi del caso, grande confusione, sensazione di
inutilità, ripudio
dei figli partoriti e rifiuto di questo lavoro (...)".
> Sono curioso e credo di non averlo neanche notato (questo nome) nei primi
> ascolti.
> Grazie a chi mi risponderà. : P
>
> Max D'Orso
Ciao, un salutone!
Alberta