(RECE+HELP) Changeling (lieve spoiler)
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Ci sono molte verità in Changeling. Una sola è incontrovertibile:
William Collins, di anni 9, è scomparso. Tutto il resto del film
rimane costruito su un contrasto irrididucibile fra verità oggettive e
verità soggettive, con un gioco continuo di straniamenti e di
scambiamenti di ruolo: e spesso la verità "oggettiva" si rivela
semplicemente quella creduta da più (e dunque solo una verità
soggettiva plurale) fino al successivo giro di boa e allo scambio dei
ruoli - e non a caso, in un'America al giro fra gli anni '20 e i '30,
la lotta, all'ultimo sangue, fra i protagonisti per far trionfare la
*propria* verità è combattuta non solo nella aule di tribunale ma
attraverso un accurato uso dei mezzi di informazione di massa: i
giornali, la radio.
Va a merito di Eastwood e dello scenggiatore se un film così
filosofico non scade mai nel didascalico ma rimane in ogni momento una
storia robusta e avvincente, con una bella galleria di personaggi e
uno sviluppo che non ha mai pause o parti inutili.
Così concentrato è Eastwood sul suo tema fondamentale, che le
omissioni del racconto diventano clamorose: per esempio, lo spettatore
di cultura cinematografica media non può non sentire in sottofondo la
citazione di Ellroy (e in particolare di LA Confidential), e quello
appena più scafato riflettere sul fatto che la Los Angeles in cui i
fatti truci del film avvengono è lo stesso luogo che, negli stessi
anni!, assume defintivamente lo status di mito americano ufficiale...
non è che di tutto questo non si aprli, perché il tema è lì,
enunciato, ma evidentemente Eastwood non ritiene di aver bisogno di
dire altro: il che certo sorprende. E d'altra parte, questa omisisone
ne spiega l'altra, ancora più clamorosa, che è la capacità di fare un
film che va dal 1928 al 1935 senza mai citare la Grande Depressione,
neanche di sfuggita, neanche in un particolare di contorno. O forse
Eastwood si riserva quello che ha da dire sul tema in altra occasione,
visto che la cura generale del film sembra suggerire che il periodo
gli è congeniale.
Questa evidentemente deliberata omissione (o citazione appena
suggerita) fa risaltare invece ancora di più l'unica palese citazione
del film, che è quella di "Accadde una notte". Siccome non credo che
Clint ci abbia semplicemente voluto far sapere qualcosa dei suoi gusti
cinematografici, sospetto che una citazione così evidente sia il
suggerimento di una chiave interpretativa del finale o forse di tutto
il film; solo che non ricordandomi assolutamente nulla di "Accadde una
notte" sono uscito dal cinema con la sensazione di essermi perso
qualcosa. Se qualcuno vuole aiutarmi, gliene sarò grato.
R.

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