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[UFV] "Lettera a tre mogli" (Mankiewicz, 1949)

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  Sujet:   [UFV] "Lettera a tre mogli" (Mankiewicz, 1949)  
 De: returningTOGLIQUE...@alice.it (Roberto)
 Groupes: it.arti.cinema
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 11. Oct 2008, 13:36:38
W O W!!!
Straordinario pezzo di sceneggiatura e regia, questo Mankiewicz che sguazza
nelle vite di tre donne diverse ma tutte e tre accomunate dal terrore di
aver perso il marito. E così, per le tre donne, quella che doveva essere una
tranquilla giornata all'aperto si trasforma in una profonda riconsiderazione
del rapporto con il proprio uomo, nell'attesa spasmodica di rientrare a casa
per conoscere la verità. Tre grossi flashback approfondiscono altrettante
relazioni sentimental-coniugali. Ma in questi "episodi" c'è anche molto di
più. C'è la divisione in classi, l'ossessione per la scalata sociale, la
contrapposizione fra la cultura dei libri e quella volgare dei media
(SPLENDIDO il monologo del professore Kirk Douglas contro la tipa della
radio, una cosa di eccezionale attualità, da mandare a memoria!). Magistrale
l'uso del punto di vista, con i tre flashback che ci mostrano TUTTE le 
relazioni che intercorrono fra un numero finito di personaggi, precisa e 
senza una sbavatura la regia (si fa presto a dire impianto teatrale: qui non 
c'è un movimento di macchina sprecato, una dissolvenza che non significhi 
qualcosa, un fuori campo che non sia cruciale!), e decisamente GENIALE la 
presenza fantasmatica di Eva Ross (donna misteriosa
sempre citata ma mai mostrata) che aleggia su tutta la vicenda,
costituendone, ad un tempo, il motore, lo sguardo critico, la componente 
sarcastica. Tutte le
volte in cui si tirava in ballo questa donna misteriosa, che forse non 
esiste, che forse è solo la materializzazione delle paure e dei timori delle 
tre protagoniste, ho pregato che il
regista NON me la faccesse vedere, e tutte le volte sono stato accontentato.
Poi, nell'ultimissima scena, ho quasi esultato nella notte. Una scena che 
oggi, oppure anche nel 1949 ma fatta da chiunque altro, sarebbe potuta 
risultare eccessivamente didascalica. Ma nelle sublimi mani di Mankiewicz 
diventa il sigillo perfetto e definitivo, anche per quello che la voce del 
"fantasma" (sconfitto!) dice in quel momento. Un fantasma che è pure 
Manipolazione, pura Essenza, pura Voce Suadente e Tentatrice, ma che infine 
è costretto a gettare la spugna.
Magistrale.

R.


DateSujet  Auteur
01.01.
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