Rufus Fabbricastorie <rsedda@tiscali.it> wrote:
> Comunque lo si voglia considerare, un film che non lascia indifferenti
Ma sai che pure io pensavo peggio? Mi ci hanno trascinto ieri sera, dopo
settimane che facevo resistenza. Film certo non indimenticabile e certo
non indispensabile, ma certo ben impacchettato. Da quel che avevo
sentito dire, mi aspettavo la vigorosa e quasi compiaciuta bruttezza di
"Cuore sacro". Invece no: un film, come tu dici, con forse troppi rivoli
secondari senza sviluppo, ma che non meritava le levate di scudi che mi
pare ci siano state.
> Non che ci sia molto da speigare in sé, dato che le storie che si
> intrecciano sono tutte molto lineari; piuttosto non si capisce perché
> tutte quelle storie debbano essere messe assieme nello stesso film.
/me annuisce
> E poi c'è il problema che il film e sbilanciato, e la storia di
> Bentivoglio/Ferrari si mangia tutto ilr esto, probabilmente sfuggendo
> di mano al regista. D'altra parte, è troppo più forte, troppo più
> diretta... e anche troppo più facile.
Bentivoglio, ovviamente, qui vuol dire Mastandrea.
> Infine, avrei probabilmente gradito di più il film se a tutta la foga
> a togliere (nella storia, nella caratterizzazione dei personaggi,
> nella recitazione - ingenerale ottima) avesse corrisposto analogo
> trattamentod ella colonna sonora, che è invece magniloquente, pesante
> ed inutilmente enfatica, e, insieme con certi movimenti di macchina
> attorno ai personaggi (e primi piani) sembra rappresentare la "firma"
> più evidente di Ozpetek.
C'è un buon momento, al termine della scena del mancato stupro, in cui
la musica magniloquente non c'è - ma non c'è più nulla, nè l'audio
ambiente, nè dialogo, nè niente. Mastandrea e la Ferrari che si
guardano, silenzio completo per una decina di secondi, il momento in cui
entrambi capiscono che stavolta è davvero finita. Un'idea, quantomeno.
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http://www.albertofarina.tk