Divino ha scritto:
> Giuliano R.I. scrisse:
>
>> "ricordati che il miglior strumento che puoi portare in ambulanza è il
>> tuo cervello"
>
> Questo va bene un po' ovunque (lasciarlo a casa sul comodino non va
> bene) ma il buon Tresette si riferiva più al "non fare mai di testa
> tua", il cervello devi usarlo per capire quale protocollo va applicato e
> ricordarti come applicarlo al meglio, ci sono dietro anni di studi che
> nessun "intuito" può superare, comprese le possibili conseguenze.
>
> Inoltre questi "studi" ti parano il culo perché davanti ad un ipotetico
> giudice se dimostri di aver applicato un protocollo riconosciuto
> dall'asl di appartenenza sei "salvo" ma se dici di aver fatto di testa
> sua metti "il culo nelle pedate", ricordati che l'assicurazione ti copre
> solo per la parte civile ma per la parte penale sono membri di segugio!
>
i protocolli sono una bellissima cosa, e vanno rispettati. per le
ragioni che hai detto tu e per quelle che ha detto tresette.
quindi un po per ridere e un po sul serio, ti racconto un intervento di
qualche anno fa.
chiamata del 118 moto contro macchina (giallo o rosso non ricordo)in
arrivo anche forze dell'ordine
arriviamo sul posto la dinamica è, la macchina frena allo stop e la moto
gli finisce addosso. il motociclista fa un doppio carpiato in avanti e
plana sull'asfalto senza sbattere in altri ostacoli.
protocollo
immobilizzazione testa estrazione casco spinale ragno ossigeno... il
solito insomma.
realtà
il tizio in moto si è rialzato da solo e si è tolto (o non l'aveva) il
casco, ha varie escoriazioni e una ferita lacero contusa che ha bisogno
di qualche punto di sutura.
ma soprattutto è ubriaco, e si rifiuta categoricamente di venire in
ospedale, comunque ci segue in ambulanza sove cerchiamo di medicarlo per
quanto possibile, telefono al 118 che mi dice "aspetta sul posto
l'arrivo delle forze dell'ordine".
dopo un 10/15 minuti il tizio vuole andarsene, ritelefono al 118 e
chiedo "i carabbbinieri non si vedono questo se ne vuole andare, cazzo
faccio?" -- "aspetta in linea", (immagino che abbiano chiesto
informazioni) un paio di minuti dopo "ok fallo firmare e rientrate".
ottimo penso io, solo che non è quello che pensa la mia collega, la
quale è evidentemente etrata in simpatia dell'ubriaco tanto da fargli
cambiare idea, adesso vuole venire in ospedale.
ritelefono al 118 che mi da un verde
di collari spinale e ossigeno neanche a parlarne, però il paziente ha
una sbornia allegra e si mette di buon grado sul lettino
(a volte simili pazienti si rifiutano di farsi cinghiare, nel qual caso
non mi muovo, o fai come dico io o scendi)
il bello (molto per modo di dire) arriva a un paio di chilometri
dall'ospedale, il paziente si slaccia le cinghe e per dimostrarci che
non è ubricaco si mette a zompare sull'ammbulanza "vedete anche su una
gamba!", lo guardo e penso, adesso casca si rompe un braccio e lo devo
pagare come buono.
che fare? fermarsi chiamare di nuovo il 118, far intervenire le forze
dell'ordine, per un tizio che tutto allegro mi saltella in ambulanza il
tutto a non piu di due chilometri dall'ospedale?
.....siamo arrivati in PS a venti all'ora, e con solievo abbiamo
registrato all'accettazione e consegnato il nostro amico, che a quel
punto a pensato bene di lasciare il PS e andare fuori a fumarsi una
sigaretta (ci aveva provato senza successo anche in ambulanza)
con tutto questo, non voglio assolutamente dire che i protocolli e le
line guida non vadano applicati, ma che a volte, la realta, nel
protocollo, proprio non ci vuole stare dentro.
spero di non essere stato troppo lungo ne noioso
ciao