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Non vogliono saperne [LUNGO]

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  Sujet:   Non vogliono saperne [LUNGO]  
 De: stefi.maa...@hotmail.com (HARE KRISHNA - G.W.)
 Groupes: it.cultura.single
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 21. Aug 2008, 12:11:33
Proprio non ne vogliono sapere di cominciare a pensare al trasferimento 
d'Istituto. Il ricercatore bonazzo se sta a lava' la moto, un 
contrattista mi ha raccontato le sue vacanze con la fidanzata.

Eppure abbiamo scelto di trasferirci tutti insieme, accettando la prima 
proposta dell'ente centrale, anche se logisticamente a qualcuno sarebbe 
convenuto di gran lunga un posto più comodo da raggiungere dalla 
propria abitazione. L'ente aveva infatti proposto quell'Istituto (oggi 
Centro di Ricerca) come prima ed indicativa ipotesi in quanto si tratta 
del Centro di Ricerca più vicino, in termini di distanza, alla nostra 
bicocca di provenienza (e per altre ragioni che si rifanno alla riforma 
e che sarebbe troppo vasto da spiegare), dando però piena ed 
incondizionata disponibilità di scelta ad ogni dipendente (e ci 
mancherebbe); ma alla fine avevamo deciso di andare tutti a questo 
Centro che si trova a un km da qui - e da casa mia. Si tratta di un ex 
Istituto dove io avevo già lavorato diversi anni fa e che oggi, dopo la 
riforma, si chiama appunto Centro xx Xxxxxxx x Xxxxxxxxxxxxxxx xxx xx 
Xxxxxxxx x xx Xxxxxxxx Xxxxxx.
Insomma io rimango vicina, rispetto a casa, agli altri la faccenda 
cambia di un km. appena. E pensare che due di loro (tra cui G., il 
ricercatore bonazzo) vengono dall'Eur, dall'antipodo opposto della 
città, impiegano più di un'ora per venire e più di un'ora e mezza per 
tornare, e io non ho mai capito cosa li tenesse legati a questa zona e 
a questi Istituti, visto che dalle loro parti ne avrebbero a 
disposizione almeno due, e in più avrebbero cmq la chance di lavorare 
in centro storico, al Ministero, o, da quando l'abbiamo istituito, 
all'Ente Centrale, sempre in pieno centro.

Cmq a trasferirci siamo:

io
Patrizio P. (il dott.P., chimico alla HPLC)
G. M. (il ricercatore bonazzo)
Maria G.P. (primo ricercatore)
Francesco L. (collab. di ricerca)
Fabio D.N. (collab. di ricerca)
Lanfranco R. (operaio - azienda agricola)
Paola B. (ricercatrice assegnista, cioè ce la portiamo con noi per un 
altro anno, poi le scade l'assegno di ricerca e bon)
Un altro assegnista, un italo-giapponese che personalmente non ho mai 
potuto soffrire, ha da poco concluso e ora ha un incarico provvisorio 
alla Sapienza. E ce lo siamo tolto dai coglioni, che bello.
Alla mia collaboratrice amm./va scade il contratto a ottobre, quindi 
nisba. Idem, mese più mese meno, per gli altri contrattisti tecnici, di 
laboratorio e d'azienda agricola.
La ns. azienda agricola è stata annessa a quella di appartenenza del 
nuovo Centro di Ricerca.
La direttrice scientifica di questo ex istituto morente è ita in 
pensione lo scorso giugno, quindi nisba, a casa pure lei.
Siamo dunque quattro gatti.
All'interno dell'istituto di destinazione ci stanno proponendo diverse 
strade cercando di rendere compatibili i programmi scientifici tra i 
vecchi e i nuovi. C'è una buona accoglienza, stranamente. Per quanto 
riguarda me, che sono di ruolo amministrativo, la faccenda è un po' 
differente, ma avevo già preso accordi a suo tempo con la direttrice 
scientifica e con un'altro collega. Accordi molto orientativi, ma 
sufficienti. Ah, tra le tante ne era uscita una bella, è durata meno di 
un'ora ma ve la voglio raccontare: la direttrice (sempre questa del 
nuovo Centro) aveva avuto una pensata che IN TEORIA lasciava riflettere 
e faceva gola ai più, anche se palesemente assurda. Azzardava, in 
sostanza, l'ipotesi di continuare indisturbati la ns. attività 
scientifica di sempre, e io, come sempre, avrei dovuto occuparmi della 
parte economica e giuridica.
Certo, dico io, e poi come rendicontiamo certe cosucce che non 
dovrebbero più esistere da un pezzo?
"Ma tu dovresti occuparti proprio di questo" mi fa lei ammiccando 
vergognosamente.
"MA TU TE LO SCOR-DI"
E per fortuna l'hanno capito tutti senza problemi.

Insomma, scherzetti a parte, da quel che ho capito qui nessuno ha 
intenzione di muoversi, di cercare un'interazione di ricerca con la 
nuova destinazione, sono tutti - giustamente - molto delusi e 
demotivati.
L'unica cosa che cerco di far capire loro è che questo comportamento 
mal si combina con lo zelo e la buona accoglienza (fosse anche falsa) 
che ci stanno trasmettendo i colleghi del nuovo "fronte". Un minimo di 
cortesia e di partecipazione (fosse anche falsa, e ribadisco ancora) 
faciliterebbe tutto e tutti. Nessuno di noi ha deciso per questa 
azione, ma neanche la direttrice ed il personale del Centro che ci 
assimilerà.
Nè io intendo la necessità di un comportamento minimamente arrivista e 
servilista, tanto meno di perderci in una pietosa condotta ipercinetica 
e querula. Solo un po' di partecipazione alle loro proposte, c'è modo e 
modo anche di non accettarle. E lo dico io che alla riunione ufficiale 
ero stravaccata e mezza sdraiata sul tavolo e parlavo con il 
cavaparole, ma alla fine un peluzzo di diplomazia mi piace sempre 
usarla, magari  facendo anche una battuta che lascia intendere il 
dovuto e il contrario del dovuto. Questi invece so' proprio robottini 
da laboratorio, che caspita (e quante volte l'abbiamo ripetuto, negli 
anni, con i colleghi e i superiori amm.vi!!!)
Forse dovrei occuparmi anche di questo? Ma non diciamo puttanate, per 
favore.


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01.01.
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