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Re: blogger condannato per "stampa clandestina"

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  Sujet:   Re: blogger condannato per "stampa clandestina"  
 De: sn...@NObbs.olografix.org.invalid (snail)
 Groupes: it.cultura.antagonista
 Organisation: Ass.ne Culturale Telematica "Metro Olografix"
 Date: 16. Jun 2008, 18:30:27
 References: 1
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snail ha scritto:
| vi ricordate carlo ruta?

Le inchieste scomode
di Loris "snail" D'Emilio
2008-06-16 http://www.ldenews.info/?p=169

Il Tribunale di Modica (Ragusa) condanna Carlo Ruta a una multa di 150
euro, più 5.000 di spese giudiziarie, per non aver registrato il sito
www.leinchieste.com secondo quanto previsto dall'art.16 della legge n.47
del 8 febbraio 1948 (Disposizioni sulla stampa). Dopo l'oscuramento nel
2004 del sito www.accadeinsicilia.net altri guai giudiziari per lo
studioso siciliano.


Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Carlo Ruta [1] nel
settembre del 2005, a quasi un anno dalla chiusura del suo primo sito
web www.accadeinsicilia.net, in occasione del meeting "Cyber-freedom:
resistenza culturale contro la censura" [3] organizzato dalle
associazioni Metro Olografix [4] e PeaceLink [5]. In quell'incontro
Carlo ci parlò della sua esperienza, di cosa rappresentasse il sito
accadeinsicilia.net ed il significato politico, sociale, culturale della
sua chiusura voluta dalla magistratura (il suo intervento è tutt'oggi
disponibile qui [5]), ma anche di come il suo impegno sarebbe andato
avanti con il nuovo sito: www.leinchieste.com.
A distanza di tre anni da quell'incontro, e nonostante tutte le cose
dette, proprio il nuovo sito di Carlo è fonte di nuovi problemi con la
giustizia: il 12 maggio scorso il giudice presso il tribunale di Modica
Patricia Di Marco, su denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera,
condanna Carlo ad una pena pecuniaria di 150 euro, più 5.000 di spese
giudiziarie, per il reato di "stampa clandestina", secondo quanto
previsto dall'art.16 della legge n.47 del 8 febbraio 1948, articolo che
recita testualmente:

Art. 16 - (Stampa clandestina)
Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico
senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è
punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000.
La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non
periodico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello dello
stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al
vero.[6]
L'applicazione di questo articolo è, quanto meno, discutibile visto che
la stessa Polizia postale avrebbe accertato la "non periodicità" del
sito; non solo, definire il concetto di "pubblicazione di giornale o
altro periodico" per un sito web è piuttosto singolare. Infine, basta
andare sullo stesso sito per verificare che sia il nome di Carlo Ruta,
con tanto di recapito postale ed email, sia i nomi dei vari
"articolisti" sono correttamente riportati (così come sono evidenziati
nella testata la caratteristica documentale, "sito di documentazione
storica e sociale", e a fondo pagina la non periodicità degli
aggiornamenti).

Per quale motivo allora la denuncia e la sentenza? E' lo stesso Carlo
Ruta, in un articolo su Punto Informatico [7], a fornire delle ipotesi:
"Nel mio blog io ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione
dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato, il
giornalista, colaboratore dei quotidiani l'Ora e l'Unità che nel 1972, a
soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla luce, in
un'inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affari e malavita...".
mentre in un articolo su ZeusNews [8] si può leggere questa ricostruzione:
Il pm che ha chiesto la condanna di Ruta è lo stesso Agostino Fera che
aveva fatto chiudere il sito nel 2004, ritenendo diffamatorie nei suoi
confronti le tesi sostenute da Ruta a proposito dell'omicidio di
Giovanni Spampinato, giornalista dell'Unità.
Spampinato fu ucciso ucciso nel 1972 da Roberto Campria: fu lui stesso a
confessare il delitto, costituendosi sporco di sangue e con la pistola
ancora in pugno, ma i mandanti rimangono oscuri ancora oggi. Campria è
figlio di Saverio Campria, il magistrato che allora presiedeva il
Tribunale di Ragusa, e che all'epoca dei fatti era il capo diretto di Fera.

Aldilà di queste ipotesi, resta un fatto gravissimo, sottolineato da
Giuseppe Giulietti di Articolo21 [9]:
"Non siamo abituati a commentare le sentenze ma non vogliamo che questa
resti avvolta nell'ombra perchè riguarda l'articolo21 della Costituzione
e la libertà della rete, in un momento tra l'altro particolarmente
delicato per l'informazione, in cui si decreta il carcere per i
giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano in
quelle consentite"...
Estendere una legge del 1948, discutibile per molti aspetti già allora,
ad oggi nell'era della comunicazione di massa, e di Internet in
particolare, appare ancor più inappropriato e fuoriluogo, soprattutto
alla luce dell'articolo 21 della nostra Costituzione, che così recita:

Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con
la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità
giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa
espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la
legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.[10]
Se questa sentenza del Tribunale di Modica dovesse diventare un
precedente nel sistema giuridico italiano, soprattutto alla luce della
Legge 7 marzo 2001, n. 62 "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti
editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416",[11] quali
conseguenze ne deriverebbero?
Leggete questo interessantissimo articolo di InterLex [12] per
rendervene conto.

Forse è il caso di cominciare seriamente a pensare di chiudere la baracca?


NOTE
[1] http://cyberfreedom.olografix.org/relatori.html#ruta
[2] http://cyberfreedom.olografix.org/
[3] http://www.olografix.org
[4] http://www.peacelink.it
[5] http://cyberfreedom.olografix.org/materiali.html
[6] fonte: http://www.interlex.it/testi/l48_47.htm#16
[7] fonte:
http://punto-informatico.it/2321322/PI/News/Italia--blog-condannato-per-sta
mpa-clandestina/p.aspx
[8] fonte: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7721&numero=999
[9] fonte: http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6918
[10]fonte: http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm
[11]fonte: http://www.interlex.it/testi/l01_62.htm
[12]fonte: http://www.interlex.it/stampa/0162_1.htm

APPROFONDIMENTI
Storico condannato per un blog ritenuto "stampa clandestina"
http://www.lsdi.it/2008/06/14/storico-condannato-per-un-blog-
ritenuto-%E2%80%9Cstampa-clandestina%E2%80%9D/

Stampa clandestina?
DoxaLiber, 15 giugno 2008 http://www.doxaliber.it/stampa-clandestina/830
Caso Ruta: 8 mesi di carcere per chi non abbassa la testa
Due Italie convivono nel mondo dell'informazione. Mentre i giornalisti
scioperano per il rinnovo del contratto bloccato da anni, nel profondo
Sud si lotta ancora per il diritto elementare alla libertà di
espressione. A Carlo Ruta, la lotta è costata 8 mesi di galera.
19 ottobre 2006 - Lorenzo Misuraca www.girodivite.it
http://www.peacelink.it/sociale/a/19100.html

Comunicato stampa
L'Associazione PeaceLink esprime la propria solidarietà a Carlo Ruta.
Lo storico siciliano è stato condannato a 8 mesi
PeaceLink, 17 ottobre 2006
http://www.peacelink.it/sociale/a/19074.html

Vogliono oscurare accadeinsicilia.net
Un patrimonio informativo indispensabile per comprendere la storia della
Sicilia da Portella delle Ginestre ai nostri giorni è minacciato di
oscuramento. Girodivite raccoglie l'appello di Carlo Ruta a difesa di
www.accadeinsicilia.net e invita i suoi lettori a diffonderlo.
di Morris Bober, 1 dicembre 2004
http://www.girodivite.it/Vogliono-oscurare-accadeinsicilia.html

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ciao, snail
"Chi riceve un'idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia;
come chi accende la sua candela con la mia, riceve luce senza lasciarmi
al buio". - Thomas Jefferson



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16.06.
* blogger condannato p
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16.06.
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