"FatherMcKenzie" ha scritto:
[....]
> C'è tanta gente che crede di campare in democrazia.
Dici bene, "crede".
Le perquisizioni non sono il peggio: il peggio è il contenuto
dell'informazione,
quello che crea "credenti. Occorre un altro "catechismo ma non domadarmi
quale
ML
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In Curia, intanto, si andava rapidamente impratichendo del lavoro che gli
era stato assegnato. Il cancelliere, anziano e malato, lo lasciava fare e la
condotta estremamente riservata che aveva sviluppato a seguito delle sue
frequentazioni romane, ma, soprattutto, a seguito del "tradimento" di cui
era rimasto vittima, gli guadagnarono in fretta stima e considerazione. Meno
di un anno dopo venne promosso Cancelliere e quando l'Archivista diocesano,
colpito da un improvviso malore, morì nel giro di una settimana, assunse
anche la carica di Responsabile dell'Archivio Diocesano. In questo modo
Franz ebbe accesso a quasi tutti i documenti della Diocesi, compresi i più
segreti: quelli che contenevano informazioni riservatissime non solo sul
clero, ma anche sui principali esponenti, del mondo politico ed
imprenditoriale della città. Era così che si procedeva in Curia. Parallela
alla normale attività di rilascio di nulla osta matrimoniali, decreti di
nomina, corrispondenze con i diversi uffici ecclesiastici e civili, si
raccoglievano attraverso mille contatti e migliaia di confidenze,
informazioni, chiacchiere, copie di documenti, indiscrezioni, lettere
anonime. Tutto era letto, vagliato, discusso, classificato, archiviato. File
di cartelline ordinatamente raccolte in ampi faldoni tracciavano la mappa
della città, dei partiti politici, dei gruppi di pressione, di singoli
cittadini, preti, laici, alleati ed avversari. I vertici della Chiesa locale
e solo loro maneggiavano quell'enorme patrimonio che conteneva elementi
altrimenti inconoscibili; vizi, virtù, debolezze, comportamenti familiari,
deviazioni, situazioni bancarie e creditizie. Franz assimilava in fretta ma
aveva imparato a tacere, a dissimulare sotto una maschera impassibile ogni
sentimento e qualsiasi emozione. I suoi rapporti con l'Opus Dei si erano
solo apparentemente allentati: una volta al mese si recava nel capoluogo per
incontrare uno degli esponenti locali dell'Opera al quale riferiva in
sintesi le informazioni salienti.
Il fatto che avesse aderito alla Chiesa come istituzione e struttura, e non
allo scopo di praticare l'evangelizzazione e la carità, evitò in Franz
conflitti di coscienza, anche se andava maturando dentro di lui un profondo
disagio nei confronti delle persone con le quali si trovava in contatto. La
costruzione concettuale che aveva elaborato sulla scia del pensiero
filosofico e teologico medievale inoltre scricchiolava sempre più e
cominciava a sfaldarsi in maniera totale ed irreversibile.
Dopo due anni di attività in Curia ed in Archivio Franz aveva ormai
raggiunto una totale padronanza delle pratiche, ufficiali ed ufficiose che
costituivano il lavoro al quale era stato chiamato ed al tempo stesso si
trovava ad odiare radicalmente l'istituzione che ogni giorno era obbligato a
servire: iniziò a fotocopiare le parti più rilevanti e odiose di numerosi
dossier: andava costituendo la sua personale "assicurazione" contro ogni
futuro colpo basso.
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