Re: avvio nuova attivitÃ
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Sujet: Re: avvio nuova attivitÃ
De: use...@drl.it (luh)
Groupes: it.economia.e-commerce
Organisation: [Infostrada]
Date: 19. Jul 2008, 14:45:11
References: 1 2 3
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nintesa wrote:
> Mi dice un mio amico che lavora da 25 anni in una banca che se un
> cliente arriva con una nuova ditta e un business plan significa che nel
> giro di 1/2 anni salta in aria. Dice che è statistico.
magari perche' la banca il business plan non lo guarda nemmeno e si
preoccupa solo di ammollare un prestito? tanto basta che archivia i
documenti che attestavano che non ha sparso soldi al vento ...
l'alternativa quale sarebbe? che ti presenti in banca a mani vuote, gli
chiedi 100.000 euro e la banca te li da' cosi' per darteli?
> Dice che in Italia la microimpresa che funziona nasce in nero e dopo 2/3
> anni di attività emerge nel regolare. Restando redditizia e magari
> diventando anche di buone dimensioni.
questo la dice lunga sulla impossibilita' di sostenere il carico fiscale
e normativo, sopratutto all'avvio, ma e' un'altra storia.
se il business plan e' serio e si basa su studi di settore adeguati, e
il prestito di avvio attivita' serve per partire subito con una massa
superiore a quella critica necessaria per sostenere una attivita' salvo
sfighe non c'e' motivo che dopo due anni una impresa vada gambe all'aria ...
> Di solito, dice, se l'azienda fa il business plan significa che chi
> avvia l'attività non conosce minimamente il settore in cui si butta per
> cui chiede al commercialista.
cazzate.
serve per fare un bilancio *realistico* (quindi considerando *sempre* il
caso peggiore) dell'andamento dell'attivita' e della nicchia che puoi
realisticamente ritagliarti sul mercato e vedere se ne vale la pena.
che poi quello che presenti in banca possa essere un peletto piu'
ottimistico e infiocchettato e' un altro discorso, ma fa parte delle
regole del gioco.
> Spesso invece il commercialista redige un business plan seguendo modelli
> "prestampati" e studi teorici "precotti" che concretamente non hanno
> nulla a che fare con l'attività da intraprendere.
ah, beh, se lo fa il commercialista per dare in pasto carta alla banca
di turno e' un'altra storia ...
> A questo punto la banca, magari col consorzio di garanzia, molla
> 30/40.000 euro, l'imprenditore dopo il primo anno che va decente compra
> il gippone con un finanziamento agevolato spendendo soldi che non ha pur
> di non pagare qualche mila euro di tasse.
non piu' ma questo che descrivi e' un imprenditore coglione (mi si passi
l'inglesismo ...), e con 40.000 euro ti ci pulisci il fondoschiena.
la prima regola per fare impresa e' che devi abituarti a vederti passare
sotto il naso un mare di soldi che NON sono tuoi, e renderti conto dai
bilanci quanto e' il capitale che ti rimane effettivamente in mano e che
puoi gestire / investire ulteriormente.
e se in tutto questo giro ci scappa anche il gippone ben venga, peccato
che non sia piu' possibile scaricarlo come autocarro ... ;-)
> Poi dopo 1/2 anni arriva
> l'anno magro che, se va bene, passa con l'aiuto dei genitori pensionati
> e magari con qualche banca che è "più incastrata" delle altre.
l'anno magro c'e' sempre, ci stanno anche gli anni magri in fila, come
quelli del mio settore ... e' li' che si vede come e quanto ci ha saputo
fare l'imprenditore di turno quando andava grassa ...
> Se dura
> dura altrimenti si salta e si ricomincia il giro.
e come ricominci? chi ti si fila se fallisci? incarichi un prestanome? a
quel punto meglio che ti dedichi ad altro, non tutti sono in grado di
fare impresa, cosi' come non tutti sono in grado di fare gli impiegati a
vita, that's life.
ciao
luh
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