"Lnzndr" ha scritto, rispondendo a qualcuno che retoricamente si domandava:
>> Mi domando che livello di controllo ciò possa rappresentare.
>
> a mio parere, poco o niente.
> sembra essere un tentativo di colmare una totale carenza di controllo (o
> raccolta informazioni), anche se solo più o meno formale, sulla struttura
Se mi permettete riconduco tutto all'art. 30 del 112/2008.
E' chiaro che i controlli non sono mai abbastanza, se visti da chi ha
qualcosa da recriminare su qualunque inadempienza/violazione. Come onesti
cittadini, finché percepiamo che ci sono delle cose che non vanno, riterremo
sempre che i controli non sono abbastanza. La verità, IMHO, è che oltre un
certo livello le cose si aggiustano con un innlazamento del livello
culturale e della percezione collettiva della solidarietà sociale, non con
inasprimenti di pena inapplicabili o aumenti dei controlli, costosissimi e
mai al 100%.
Il furto è un reato, ma ci sono pur sempre i ladri che vanno in giro a
rubare: infatti chiudiamo la macchina anche per comprare il giornale
all'edicola (30 secondi?). LKa polizia c'è, ma non può presidiare ogni
giornalaio.
La cosa più simile alla situazione che si va determinando la vedo enlla
vicenda della legge 488. Con "l'obbligo" della certificazione ambientale,
non si saranno fatti grandi passi in avanti nella diffusione della gestione
ambientale tra le PMI, ma almeno lo Stato ha evitato, in buona parte, di
finanziare la violazione delle leggi: con i finanziameni statali si
construivano nuovi stabilimenti che non avevano la benché minima
autorizzazione (esperienza personale).
Io credo che il sistema che la 112/2008 vuole mettere in piedi non sarà la
panacea di tutti i mali, ma qualche miglioramento lo produrrà: gli organismi
di certificazone mi sembrano, mediamente e con tutti i loro difettio, più in
grado di ottenere la regolarizzazione di una impresa ad un dettato
legislativo/amministrativo, rispetto alla gran parte delle autorità
pubbliche.
--
as