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Re: L'urlo del vento - brutta edizione?

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  Sujet:   Re: L'urlo del vento - brutta edizione?  
 De: l...@lc.lc (Luca Conti)
 Groupes: it.discussioni.giallo
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 03. Jun 2008, 10:36:18
 References: 1
In article 
<7c029f4a-73af-4615-8a9b-b90bd210ccaf@e39g2000hsf.googlegroups.com>,
 Leonardo Fi <l.finetti@gmail.com> wrote:

> [L'urlo del vento di James Lee Burke, edito da Fanucci]

> Per esempio all'inizio del libro si parla di un tipo che viene colpito
> con "una calibro .12" (femminile) e nel capitolo successivo si parla
> di "un fucile calibro .12" (maschile). Più avanti nel libro si parla
> di un poliziotto di New York (intendendo New Orleans) che regge
> appoggiata al fianco "una pompa calibro .12".

Il calibro 12 non è usato per le pistole, ma in larga parte per gli 
shotgun, i fucili a pompa. Ci sono, se non erro, anche diversi canne 
mozze di questo calibro,.

> E ancora... gente che mette soldi in un sacco della spazzatura e dopo
> poche pagine quando li nasconde in realtà si sono trasformati in
> "rifiuti e sacco della lavanderia nascosti nel travetto di un garage".
> 
> E ce ne sarebbero altre eh... 

> Forse vado a cercare il pelo nell'uovo, ma dopo i proclami fatti da
> Fanucci (sul fatto che James Lee Burke sarebbe stato il loro autore di
> punta nel noir) e visto anche che l'edizione è piuttosto costosa... mi
> aspettavo di meglio.

Avendo tradotto Burke in passato, posso solo dirti che si tratta di un 
autore particolarmente difficile da rendere in italiano, uno dei più 
rognosi in assoluto. E non è tanto - o solo - questione di terminologia 
(anche se, a forza di tradurre noir e polizieschi, uno straccio di 
documentazione sull'uso e la nomenclatura delle armi uno "dovrebbe" 
finire per farsela comunque), quanto un problema di stile.

Stile che sono in molti a possedere, da Leonard a Willeford, da Sallis a 
Crumley (e parlo, per esperienza diretta e quotidiana, solo di quelli 
che traduco io), ma Burke è un caso a parte. 

La versione italiana di "The Tin Roof Blowdown", seppure abbastanza 
corretta dal punto di vista della forma - a parte le inesattezze, che 
non dovrebbero capitare ma capitano lo stesso, possono capitare a tutti 
- non riesce a restituire, secondo me, la magia stilistica di Burke, che 
è un maestro della lingua ma che qui si ritrova ridotto a un 
thrillerista qualunque (cosa che proprio non è). 

Questo, sia chiaro, non per sminuire il lavoro di nessuno, perché 
conosco bene le difficoltà del lavoro. Però, certo, poteva venire meglio.

-- 
lc

"Last of the Independents"
http://lconti.wordpress.com


DateSujet  Auteur
01.01.
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