Re: Considerazioni
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it.arti.teatro ]
On 16 Lug, 20:50, "Gippe" <gippe69TOGL...@ANCHEQUESTOtiscali.it>
wrote:
> isabella.m wrote:
> > On 15 Lug, 15:58, "Gippe" <gippe69TOGL...@ANCHEQUESTOtiscali.it>
> > wrote:
> CUT
>
> > Secondo me c'è buon teatro e cattivo teatro.
> > E non dipende dal genere.
>
> Chiaro! L'avevo considerato anch'io, ma le mie affermazioni volevano dire
> altro, evidenziare quasi delle tendenze!
> A volte vedo certa gente bearsi di aver assistito ad uno spettacolo
> indecifrabile solo per il gusto di esser stati presenti, per aver
> presenziato. Credo che tale "vizio" derivi dalla formalizzazione culturale
> propria degli anni '70, destrutturalizzanti appunto.
>
>
>
> > C'è teatro classico invedibile e teatro di ricerca che dopo la prima
> > diagonale già ti viene voglia di andartene.
>
> Quoto! Come (mi permetto di estendere il resto che, credo, fosse compreso
> nel tuo pensiero) esiste anche il contrario: teatro calssico divinamente
> interpretato e ricerca favolosa che ti ancora alla sedia e ti fa venir
> voglia di stare ancora anche dopo la fine!
>
> > E viene a te che fai teatro, pensa ad uno spettatore che è arrivato
> > con l'ideao (e l'illusione) di vedere qualcosa di bello, di
> > emozionante e di arrcchente.
>
> Ecco il punto: qualcosa di arricchente! Credo che bisogna lasciare la
> tentazione di andare verso quel che il pubblico cerca ma, di contro, andare
> anche verso un "ermetismo" spocchioso e presuntuoso (come definiva anche
> kiara)
>
>
>
> > Il fatto è che più si va avanti e più si dà per scontato che lo
> > sèpettatore sia in qualche modo a conoscenza di quello che andrà a
> > vedere, ma non è quasi mai così.
>
> Giusto
>
>
>
> > E allora bisogna portarglielo questo arricchimento ed essere
> > consapevoli che qualunque sia la direzione che la ricerca ha preso, ci
> > dovranno essere elementi riconoscibili.
> > Elementi in cui il regista e lo spettatore sanno di poter trovare un
> > (seppur piccolissimo) terreno comune, un "punto di riunione" come
> > quello che si trova sulle navi e che tu sai che dovrai raggiungere
> > prima che la nave affondi se vuoi avere una chanche.
>
> Ecco i codici di cui parlavo che devono essere necessariamente comuni ad
> entrambe le entità.
>
>
>
> > Una volta trovato questo non c'è bisogno di portare per mano lo
> > spettatore: saprà destreggiarsi da solo anche fra le sperimentazioni
> > più ardue.
>
> Giusto! Troppe volte si fa l'errore di considerare lo spettatore un ebete..
> Bisogna "osare" di più portare lo spettatore verso lidi migliori dei Grandi
> Fratelli e Isole varie...
>
> Per il resto continuo ad essere d'accordo!
> In bocca al lupo anche a kiara per il suo spettacolo!
> Ciao
> Gippe
Ci troviamo d'accordo, vedo, sull'analisi... ora come si diceva ai
tempi dei collettivi, ci vorrebbe la sintesi... :-PP
Chissà che non la stia elaborando Kiara?
A me sembra che anche le sue perplessità e le sue paure siano
funzionali ad un linguaggio migliore.
Grazie di aver riportato il mio intervento anche sul tuo blog.
Toglimi una curiosità, dove debutti?
e con che spettacolo?
Vuoi mandarmi qualche notizia, mi farebbe paicere.
Puoi anche mandarmi una mail.
Invece una curiosità più collettiva.
Questo gruppo non ha mai dibattiti seri, questo è il primo che leggo e
che mi stimola.
Come si fa a renderlo un po' più vivace?
Avete idea di quanti lettori abbia?
Mi pare così sprecato...
Un saluto a tutti
Isabella

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