"Reno" <italian_dreamer@mailcity.com> ha scritto nel messaggio
news:d575b057-a83e-421e-aa63-7d69de988f36@e53g2000hsa.googlegroups.com...
....tanto per vedere se qualcuno "si sveglia" in tempo!!!!
(e rinnovo sempre il mio consiglio,che non cambia mai:
Se per qualsiasi motivo,di salute,sentimentale,od affari che vanno
male, vi chiedono soldi,o prestazioni sessuali,o di partecipare a
strani riti,fuggite a gambe levate!Anzi,fate un salto dalla Polizia o
dai Carabinieri....Vanna Marchi docet!)
lo strano e' che,nonostante i truffati siano in ogni regione
d'Italia, trovo questa informazione solo su Siciliainformazioni...
no,c'e' anche qui su l'espresso,articolo di Mara Chiarelli:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-grande-truffa-della-setta/1823317/6
L´uomo indagato con altre cinque persone in mezza Italia: sesso e soldi
dalle vittime soggiogate
La grande truffa della setta
Denunciato il "maestro" e sigillata la sede: dieci anni di affari
Il "maestro" Vito Carlo Moccia, 55 anni, vive in una villa a Parchitello e
gira con una Porche Cayenne. Grazie alle centinaia di migliaia di euro
pagate dagli oltre diecimila adepti cooptati in tutta Italia negli ultimi
dieci anni. Seminari, incontri di gruppo (massimo 40 persone alla volta),
organizzati in alberghi, nei quali Moccia e i suoi professavano filosofie
orientali e si dichiaravano capaci di guarire i malcapitati da malesseri
fisici e spirituali, veri o presunti, di media o grave entità che fossero
(anche Hiv e tumori). Lui, il maestro, vantava titoli da psicologo
conseguiti nelle università Jolla di San Diego e della Slovenia, lauree non
riconosciute in Italia.
I costi andavano dai 260 euro del primo livello, fino ai 12 mila del terzo,
al termine dei quale si poteva diventare "maestri". Per arrivare fino in
fondo, alcune persone avrebbero anche venduto i propri appartamenti. La
truffa è stata bloccata ieri, quando gli agenti della Digos di Bari (con i
colleghi di Roma, Milano, Palermo e Latina, e la polizia postale di Puglia)
hanno notificato sei avvisi di garanzia, eseguito perquisizioni, sequestrato
la sede legale dell´associazione "The sacred path" in via Amendola 172/c, e
oscurato cinque siti Internet nei quali se ne propagandavano le attività .
Secondo le indagini coordinate dal pm di Bari, Francesco Bretone, Moccia e i
suoi avrebbero messo in piedi una psicosetta di grosse dimensioni. Per
questo sono accusati di associazione per delinquere finalizzata ad altri
reati, contestati a vario titolo: esercizio abusivo della professione,
truffa aggravata, violenza sessuale, violenza privata e calunnia. Oltre a
Moccia sono indagati Francesco Antonio Morello, 56 anni, residente a Milano,
sua moglie Gabriella Fabbri, di 60 anni, Antonio Turi di 51 anni, nato a
Bari e residente a Palermo, Francesco Ferrara di 40 anni, residente a Roma,
Quirino Salerno, 39 anni, residente a Latina.
Secondo quanto ricostruito dalle denunce, alcune delle quali fatte alle
trasmissioni "Mi manda Rai tre" (il 13 ottobre 2006) e di Maurizio Costanzo
"Tutte le mattine" nel febbraio 2006, il metodo di Moccia consisteva
nell´indurre le sue vittime in un tale stato di dipendenza psicologica da
ottenere qualsiasi cosa, addirittura chiedere l´elemosina per lui. Nel corso
degli incontri, si sottoponevano all´esercizio del "no limits", nel quale
sarebbero stati commessi abusi sessuali. Ai seminari venivano ammessi anche
minorenni, e le vittime hanno raccontato le esperienze subite da bambini di
10 e 12 anni: in un caso una bimba ha visto mamma e papà che si picchiavano.
Il fruttuoso percorso Arkeon, hanno ricostruito le indagini, era diventato
anche un brevetto che Moccia vendeva ai suoi adepti, come in una sorta di
franchising. È così che il metodo inventato dieci anni fa si è diffuso in
mezza Italia. Una cinquantina le denunce raccolte, ma la polizia spera che
nei prossimi giorni possano arrivarne altre. E lui, intanto, respinge «ogni
accusa relativa a presunte irregolarità ed abusi - scrive per mano del suo
legale, l´avvocato Francesco Paolo Sisto - ribadendo l´assoluta correttezza
formale e sostanziale delle attività svolte, "libere" e mai condizionanti
nei confronti di chicchessia».