Per i compari del liberismo
[ Nouvelle discussion
| Répondre au groupe
|
it.economia.borsa ]
Sujet: Per i compari del liberismo
De: N...@alice.it (Nino)
Groupes: it.economia.borsa
Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
Date: 07. Sep 2008, 12:41:14
|
Quando gli USA nazionalizzano colossi come Freddie Mac e Fanny Mae, gli
aiuti di Stato italiani all'Alitalia fanno sorridere. Quando l'americana
Merry Lynch trasferisce alla filiale inglese 29 miliardi di dollari di
perdite, così da non pagare le tasse a Londra per 60 anni, ci si dovrà pur
chiedere se il salvagente della Federal Reserve per le banche di
investimento non aggiunga la beffa al danno.
Come rafforzare le misure generali anticrisi a livello nazionale e
sovranazionale così da permettere di fallire anche alle grandi istituzioni
finanziarie in crisi senza mettere in pericolo il sistema? In nessun grande
paese, ora, si sta lasciando fallire una grande banca.
Il liberismo va regolato, dopo le illusioni velleitarie dell'autoregolazione
degli operatori.
Già nel 1913 il futuro giudice della Corte Suprema , Louis Brandeis,
criticava le banche d'investimento di Wall Street, vertice oligopolistico
del sistema, quali generatrici di conflitti d'interesse pervasivi e dannosi
per la democrazia, prima ancora che per l'economia.
Lavorando con i soldi degli altri, la banca non può affidarsi solo alla
buona volontà dei banchieri. Servono una ferrea regolamentazione e
penetranti controlli. Come forse (nel 1933 è stato fatto negli USA) scindere
le attività bancarie commerciali da quelle d'investimento.
E inoltre aumentare i requisiti patrimoniali. Nel 2007 i gruppi bancari
italiani avevano mezzi propri per 177 miliardi di euro a fronte di attività
totali per 2767. Bastano poche perdite per innescare reazioni a catena
pericolose.
(da M. Mucchetti, Corriere della Sera, 31 agosto 2008)

|
 cette fonctionnalité est reservée aux membres ayant une session active !
|