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La lettera di Schiller

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  Sujet:   La lettera di Schiller  
 De: 19456inva...@mynewsgate.net (augustobenemeglio)
 Groupes: it.cultura
 Date: 23. Jul 2008, 22:19:52
Schiller capisce subito che quel monumento vivente che è Goethe ( ma 
la prima impressione un poco lo delude: “ E’ di media statura , dal 
portamento e dal passo rigidi , ha il viso chiuso , però il suo occhio 
è molto espressivo , vivace , e si pende con molto piacere dai suoi 
sguardi , e la sua voce è di estrema gradevolezza)  deve conquistarlo 
come amico, visto che non può eliminarlo o sconfiggerlo. Gli scrive 
una lettera per il suo 45° compleanno ( il 23 agosto 1794, esattamente 
un mese dopo il loro incontro), in cui traccia il ritratto interno di 
Goethe con un potere di sintesi e uno slancio  di visione davvero 
uniche. Lo vede come un genio sintetico che compendia l’intera natura 
per meglio penetrare nei singoli fenomeni, uno spirito greco che è 
stato sbalestrato nel mondo del nord  e che perciò è costretto a 
riplasmarsi la Grecia dal di dentro , per forza di intelletto. Uno che 
passa continuamente dalla visione diretta all’astrazione  e 
viceversa , giungendo per puro intuito a collimare perfettamente coi 
più ardui raggiungimenti del pensiero speculativo. Nessuno prima di 
allora aveva meditato su di lui con tanto acume, con tanta genialità  
e – sì, anche questo – con tanto veggente amore.  Goethe si commuove  
e con gioia accetta un sodalizio operativo con lui, anzi ha perfino 
l’umiltà di  chiedergli di essere illuminato e spronato dal più 
giovane amico.   E’  da tempo che vive troppo isolato , a Weimar,  ha 
bisogno di un colloquio ad alto livello, e sente che quell’idealista , 
quell’agonista sovraeccitato che ama smodatamente il tabacco e il 
caffè, che ha insane abitudini di lavorare la notte e dormire fino 
all’ora di pranzo,  che ha fretta di spendere, bruciare  la sua vita 
in nome di un ideale , in fondo non gli dispiace per nulla. Anzi, gli 
può essere utile, può avere con lui un duetto dialettico di altissimo 
livello che gli darà nuova linfa e grandissimi risultati artistici.  
 
E i due diventano amici, ma – dice Italo Alighiero Chiusano - non mai 
amici nel senso più affettuoso e tempestoso ( o anche idillico) che la 
parola possa evocare, è un’amicizia la loro senza tu, un’amicizia 
senza confidenza intima, un’amicizia intellettuale, un puro scambio di 
pensieri e progetti da cui nascerà la cosiddetta  “Klassik di 
Weimar” , una classicità che aveva avuto come padre lontano 
Winckelmann , e poi Immanuel Kant , i classici , greci e romani, 
soprattutto greci  intesi come scuola di vita e d’arte, nella nobile 
semplicità e quieta grandezza ; la legge morale calata nel cuore 
dell’uomo, intrinseca alla sua stessa natura; il bello , oggetto dei 
compiacenza disinteressata, finita in sé, perfetta pregustazione 
dell’infinito; il dovere e la felicità dei sensi conciliati 
nell’armonia della bellezza estetica; insomma “un umanesimo 
individualistico che, attraverso un continuo perfezionamento 
interiore, diventa esempio e norma universale “( W. Von Humboldt) 
Dopo il crollo della Germania nella barbarie nazista , Thomas Mann , 
reduce dall’esilio negli Stati Uniti, commemorando Schiller disse : La 
Germania si è  smarrita perché  ha voltato le spalle a uomini come 
Schiller che hanno dato lezioni di umanità , di cultura e civiltà
E’ vero. Ma  Schiller – scrive ai tempi nostri Claudio Magris - non va 
glorificato e irrigidito nella formula del poeta della libertà e della 
nobile e astratta idealità. Ad uno studio più approfondito , si rivela 
oggi invece sempre più come il tempestoso ma anche elusivo genio di 
una sconcertante modernità. Egli scava nell' oscurità del cuore umano 
e dell' azione politica , affronta il problema delle libertà dei 
moderni, il nesso fra diritti umani e diritti storici, tra codice e 
tradizione, fra passione e libertà, tra ordine e rivoluzione,  la sua 
è anche una poesia della “legge” ,  dei suoi limiti, della sua 
necessità, della sua complessità . E tutto ciò  è di una stupefacente 
modernità , attiene ai nostri tempi, al nostro vivere attuale.


-- 
augusto


DateSujet  Auteur
23.07.
o   La lettera di Schill
augustobenemeglio
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