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Schiller incontra Goethe

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  Sujet:   Schiller incontra Goethe  
 De: 19456inva...@mynewsgate.net (augustobenemeglio)
 Groupes: it.cultura
 Date: 23. Jul 2008, 22:18:44
Schiller e Goethe  (non si conoscevano personalmente , ma avevano 
intessuto uno scambio epistolare ormai da anni ) si incontrano per la 
prima volta nell’estate del 1794, a Jena, presso la Società per lo 
studio della Natura.  Fanno quattro passi e discorrono delle cose 
appena sentite.  Sono diversi in tutto , ma sono due geni , tra i più 
grandi che la Germania e l’umanità abbiano avuto, e non possono 
continuare ad eludersi. Goethe ha quarantacinque anni ed è ormai un 
monumento vivente . “Quest’uomo, questo Goethe – scrive Schiller ad un 
amico - mi sbarra la strada , e mi ricorda anche troppo spesso che il 
destino mi ha trattato duramente . Con che leggerezza il suo genio è 
stato portato dal suo destino, io invece come sono costretto ancor 
oggi a combattere minuto per minuto”. E’ vero. Schiller ha tuttora 
problemi a mettere insieme il primo e secondo piatto , nonostante sia 
professore di storia all’Università di Jena. Dal momento che ha  
lasciato la carriera militare ( era ufficiale medico del reggimento 
dei granatieri a Stoccarda ) , e ha deciso di vivere della sua 
penna , - cosa non facile anche per un autore come lui , che aveva 
esordito  con uno strepitoso successo (“ I Masnadieri)  - , Schiller  
ha vissuto di  privazioni , stenti , miserie che gli hanno esacerbato 
l’animo e procurato un’affezione polmonare cronica , malattia che gli 
sarà fatale. Ha solo trentacinque anni , ma ne dimostra molti di 
più. “Con tutti gli acciacchi e le sofferenze fisiche e interiori che 
ho , mi sento addosso il doppio degli anni” . A poco più di vent’anni 
era diventato lo scrittore più amato dai tedeschi, grazie a “ I 
masnadieri” , che aveva  portato la gente fino al delirio , successo 
che aveva 
 
replicato con il “ Don  Carlos” , e tuttavia ciò non era servito a 
dargli una stabilità economica. E anche la sua prestazione accademica 
non era remunerata , l’unico introito era la tassa di iscrizione ai 
corsi degli studenti, che non erano moltissimi. Doveva ancora  
soffrire , arrabattarsi;  doveva sopravvivere,  mentre il grande 
Goethe sperperava i talleri del principe Carl August nei viaggi in 
Italia e  diceva di lui che aveva un gran talento , sì, il suo talento 
era robusto 
 
, ma era immaturo. Le sue opere erano dei paradossi etici e teatrali 
da cui lui aveva cercato di purificarsi ormai da gran tempo. Deplorava 
che un’opera come i Masnadieri suscitasse il plauso appassionato sia 
dello studente  che della più colta dama di corte. Anzi, a dirla 
tutta, quei drammoni dai toni crudi e ignari di chiaroscuri del 
giovane Schiller , che  avevano suscitato l’entusiasmo e il delirio 
degli spettatori , gli facevano davvero paura, gli davano 
l’impressione che tutti i suoi sforzi fossero stati vani.  Un 
testimone dell’epoca dirà che alla fine della prima rappresentazione 
de I masnadieri al teatro nazionale di Mannheim , nel 1782 , il teatro 
sembrava un manicomio, occhi stravolti, pugni chiusi , grida roche, 
donne che svenivano, sconosciuti che si abbracciavano singhiozzando.
Sì, va bene il dramma familiare , il conflitto tra fratelli, il 
conflitto padre-figlio, il teatro classico dei greci , va bene quel 
senso di minaccia che incombe sull’ordine cosmico e anche la condanna 
di una società corrotta, la devozione pietistica, la difesa dei 
diritti dell’individuo nei confronti di una società ipocrita e 
menzognera , spesso schiava dell’arbitrio e della tirannia di un 
signorotto di campagna … ma c’è una “soverchia  prepotenza passionale 
nelle sue opere”, dice  Goethe che  probabilmente soffre  di quel 
sentimento umanissimo che è l’invidia  per i successi del più giovane 
Schiller, successi che a lui mancavano dal tempo de “ I dolori del 
giovane Werther”. E tuttavia , a suo tempo, lo aveva raccomandato 
affinché fosse nominato professore di storia all’Università di Jena, 
nel 1789. Perché? , forse  proprio per non doverlo incontrare , per 
non doverlo “ affrontare” ( passeranno altri cinque anni prima che i 
due si incontrino) , forse per  toglierselo dalle scatole, o 
dirottarlo su alti versanti dello scibile umano ( la storia, la 
filosofia)  riservati a un nucleo ristretto di persone? .Non lo 
sappiamo.  
Ma quando i due finalmente si incontrano è un momento mitico , magico, 
unico, iripetibile , un evento straordinario e fecondo, che 
influenzerà tutta la cultura tedesca e mondiale. 


-- 
augusto


DateSujet  Auteur
23.07.
o   Schiller incontra Go
augustobenemeglio
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