"Vend" <vend82@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:56a0d197-8769-4764-95c4-49799a78855d@d77g2000hsb.googlegroups.com...
>LoL :D
Una risata ti auto-seppellirà.
Ora vorrei entrare nel vivo della discussione e rispondere all'amico che
aveva dei dubbi sul test di Turing. Un programma di conversazione in
linguaggio naturale - non importa quale - a certo punto genera una frase del
tipo COME TUO CORPO. E' un tentativo di sintesi, avente lo scopo di superare
l'impasse che spesso si verifica nelle conversazioni tra l'uomo e la
macchina.
L'uomo seppellito dalla sua stessa risata aveva scritto:
>Ed esce una frase neppure di senso compiuto. Utile questo algoritmo.
E avevo risposto:
"E' utile e funziona bene. La frase generata da Eloisa non deve avere senso
(tantomeno compiuto) per gli esseri umani, ma per la macchina, la quale se
ne serve per i suoi scopi.
Secondo John Searle, considerato il più grande detrattore dell'intelligenza
artificiale (forte o debole), l'esistenza di uno scopo denota la presenza di
un processo causale, unico indizio che lo porterebbe ad ammettere che una
macchina è intelligente."
Bene, il principio di causalità è alla base del famoso argomento della
"stanza cinese" di Searle, argomento che ha un'inifnità di contro-argomenti,
ma nessuno del tutto convincente (ricordo gli articoli dei coniugi Churcland
su Scientific American - fautori credo dell'ia forte - che non hanno mai
convinto neanche me.
Ci vuole qualcosa di più semplice, ma secondo me decisivo, come una stanza
cinese che genera spontaneamente le sue frasi...
Francesco Lentini
www.eloisa.it