ROMA - Paolo Guzzanti, deputato di Forza Italia, torna a criticare
Silvio Berlusconi e, stavolta, attraverso le pagine del suo blog, se la
prende anche con Mara Carfagna. Il ministro viene definito "calendarista
alle pari opportunità", "inadatta" a ricoprire quel ruolo. Non solo:
quella di Berlusconi, nei suoi confronti, sarebbe stata una "nomina di
scambio", offerta in cambio di qualcosa che il senatore non specifica. E
che gli costa una querela per diffamazione.
Una presa di posizione che fa seguito alle dichiarazioni, rilasciate lo
scorso 8 ottobre, quando Guzzanti aveva attaccato il premier per aver
lodato la Russia di Putin. "Berlusconi mi fa vomitare", aveva detto in
quell'occasione. Adesso critica senza troppe mezze misure il ministro
delle Pari Opportunità: "Secondo quanto dicono alcuni testimoni che
considero credibili, attendibili e tutt'altro che interessati - scrive
nei commenti, rispondendo ad un suo lettore - esistono proporzionati
motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per
motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore
dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla".
Ancora: "Resta aperta una questione irrisolta: quali meriti straordinari
hanno condotto questo giovane cittadino della Repubblica ad una carriera
così fulminea? Mi chiedo come questa persona abbia ottenuto il posto".
Ma l'accusa di Guzzanti è più pesante, perché è quella di una vera e
propria nomina di scambio, un favore fatto alla Carfagna dal premier.
Facendo riferimento ad alcune intercettazioni mai pubblicate dai
giornali, ma che lui avrebbe letto, Guzzanti risponde ad un lettore che
gli chiede se le "nomine di scambio" fossero più d'una: "Per quel che ne
so, dai testi oculari, più di una. Per questo lo scandalo sarebbe
devastante, costituzionalmente e istituzionalmente devastante. Più di
scambio, tratterebbesi di compenso. Come scrisse Cossiga: 'ai miei tempi
si offriva un filo di perle o un appartamento'".
Guzzanti è padre della comica Sabina, alla quale proprio la Carfagna ha
chiesto un milione di euro di danni. A chi lo attacca per questa sua
presa di posizione contro la Carfagna, Guzzanti dice: "C'entra il senso
dello Stato, il primato delle regole, la limpidezza della democrazia.
Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica". E nel post vero e
proprio, il parlamentare si chiede se sia possibile che in una
democrazia "il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il
solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto
personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le
sue rose, l'autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice
che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che
abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le
sue scarpe". Infine, un altro interrogativo: "è lecito o non è lecito
che si faccia ministro in uno Stato immaginario e anzi in un Pianeta di
un'altra costellazione, una persona che ha come suo merito specifico ben
soddisfatto il capo del governo?".
In serata, un comunicato: "Il ministro per le Pari Opportunità Mara
Carfagna ha annunciato in una nota di aver deciso di presentare "querela
penale per diffamazione nei confronti dell'onorevole Paolo Guzzanti per
quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog e ripreso dal sito di
Repubblica".