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Fobia sociale e terapia cognitivo-comportamentale

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  Sujet:   Fobia sociale e terapia cognitivo-comportamentale  
 De: gozzill...@yahoo.it (Goz)
 Groupes: it.discussioni.psicologia
 Organisation: http://www.newsland.it/
 Date: 27. Nov 2008, 22:43:51
E' realmente possibile per una persona affetta da una grave fobia sociale,
con annesso disturbo da personalità evitante, guarire con la terapia
cognitivo-comportamentale? Immagino di sì, visto quel che si legge sui
libri e in giro per il web. 

Il problema è che non riesco a capire COME questo possa avvenire. O
meglio, non capisco COME si possa proporre ad un fobico sociale di
sottoporsi ad una terapia che preveda forme crescenti di esposizione dal
vivo, senza che il fobico - che si sente MALE soltanto LEGGENDO di simili
esperienze (Beidel e Turner, Timidezza e fobia sociale) - non fugga,
inorridito, all'istante.

Trovo soltanto due spiegazioni: 

a. la terapia cognitivo-comportamentale è efficace soltanto sui pazienti
non troppo gravi (= che non fuggono quando gli si prospetta la suddetta
esposizione); 

b. la terapia cognitivo-comportamentale è valida per tutti i fobici
sociali, e infatti il paziente che fugge non ha capito che.. che cosa? Che
verrà aiutato dal terapeuta ad affrontare le situazioni di stress? Nel
caso, chissenefrega, il paziente non si sente in grado di sopravvivere
all'esposizione, con o senza terapeuta. Che si procederà a piccoli passi,
mettendo il paziente in grado di affrontare le situazioni temute? Sempre
chissenefrega: il problema non è il numero di passi, ma la banale
constatazione che la semplice idea di doversi 'esporre' (poco, molto, non
importa) rende impossibile affrontare la terapia stessa.

Io - che se non si è capito sono il fobico che fugge / sta male / muore /
ecc - riesco a pensarmi, sempre con sforzo immane, ma comunque riesco,
unicamente in una terapia 'classica' mentre trovo letteralmente
inaccettabile l'idea che un terapeuta possa  trascinarmi per strada a
parlare con gli sconosciuti, o impormi come compito a casa di chiedere
l'ora a 10 passanti.

Due domande: 1) dov'è che sbaglio? 2) qualcuno conosce un buon
psicoterapeuta freudiano in quel di Bologna o vicinanze (e che magari non
costi una fortuna, visto lo stato attuale delle mie finanze)? Risposte e
segnalazioni anche in mail, è valida.

Grazie a tutti.

Goz

-- 

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito 
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