Nel caso in cui una persona abbia qualche parte del corpo che reputa "non a
posto" o esteticamente inaccettabile, possono nascere timori e insicurezze.
Talvolta, come capita negli adolescenti, si possono presentare dismorfobie,
cioè sopravvalutazioni di oggettive modificazioni del corpo che avvengono in
fase di crescita.
Insomma, questioni di carattere fisico si riflettono sulla psiche
dell'individuo.
E, data l'importanza del sesso nella vita umana e i suoi riflessi,
teorizzati da Freud (ma non solo !), sulla psiche, penso che una delle più
gravi sensazioni di inadeguatezza fisica che l'uomo (l'essere di sesso
maschile, intendo) possa avere sia quella legata all'organo sessuale, cioè
alla forma ed alla funzionalità del pene.
Se una persona crede di non avere un buon pene (o comunque un buon apparato
sessuale), ciò si riflette inevitabilmente all'esterno e sul suo modo di
essere e di coltivare le relazioni. Questo ho letto anche on line, in
qualche sito dedicato al tema. A questo punto, non è nemmeno importante il
fatto che la "credenza" sull'imperfezione della persona sia fondata,
oggettivamente, o meno, visto che essa si riflette sull'individuo nella sua
totalità.
Vorrei, però, avere qualche informazione più dettagliata sulla questione.
Se un uomo ritiene, per motivi anche fondati, di avere un pene esteticamente
poco piacevole o inaccettabile (si ponga il caso di una circoncisione
riuscita male, di curvature anomale, cioè verso il basso o eccessivamente
pronunciate), in che modo e fino a che punto ciò può bloccare la persona nei
rapporti con l'altro sesso (e finanche nei rapporti con le persone dello
stesso sesso) ?
Può essere che certe anomalie siano correggibili e migliorabili, ma ciò non
toglie che fino a che persistono, l'individuo si formi in e viva un certo
modo.
Avere un organo sessuale non "a posto", significa proiettarsi, con timore,
nell'ipotesi in cui questo debba, prima ancora che "funzionare", essere
mostrato ad altri, per un rapporto sessuale.
Quindi, anche se si tratta solo di approcciare l'altra persona, con
abbracci, baci , effusioni, il fatto di proiettarsi, con la mente, nella
situazione, più spinta, in cui devono avvenire contatti più "intimi", può
inibire la persona anche nelle fase iniziali (cioè quelle, appunto, meno
spinte, dei baci, abbracci , etc) ?
Non potrebbe, la persona, separare l'ipotesi in cui il contatto avviene solo
in modo relativamente superficiale (cioè, senza dover "scoprire" eventuali
anomalìe fisiche) da quella in cui tale contatto è più profondo ,e , di
conseguenza, vivere con una "normale" intensità le fasi meno intime del
rapporto ?
Il succo della questione, quindi, è : se una persona è molto timida, tanto
che non riesce (o riesce con fatica) a farsi avanti , nemmeno per quelle
effusioni che le persone si scambiano normalmente o che quantomeno si
scambiano due persone reciprocamente attratte, nelle fasi iniziali delle
loro relazioni, ciò può essere dovuto al fatto che questa ritenga di avere
anomalie sul piano sessuale (cioè relative all'estetica del proprio pene) ?
Saluti.