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Re: Sentirsi antipatico

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  Sujet:   Re: Sentirsi antipatico  
 De: onda.mar...@alice.it (shirin3006)
 Groupes: it.discussioni.psicologia
 Organisation: http://groups.google.com
 Date: 29. Aug 2008, 16:36:35
 References: 1
On 24 Ago, 10:21, Snape <snap...@yahoo.it> wrote:
> Da cosa dipende l'incapacità di sentirsi accettati dagli altri?
> Io ho sempre avuto la sensazione di essere non gradito(non so quanto
> reale e quanto immaginaria) che mi ha portato pian piano all'isolamento.
> Scarsa autostima?

Imho, sì. Penso che nessuno possa essere sempre benaccetto a tutti,
ma, mentre chi ha poca autostima tende a concentrare la sua attenzione
sugli episodi di "scarsa accettazione" e ne attribuisce *sempre* la
causa a difetti *propri*, chi ha una autostima più esatta non se ne dà
troppo pensiero.
Inoltre l' unico "giudice" della verità o meno della tua impressione
sei tu, che potresti non essere imparziale.
Ancora, a volte si fugge il confronto con gli altri "in via
preventiva", cioè per il timore di fare brutte figure  e/o di non
essere accettati. Ciò non solo porta all' isolamento, ma non permette
né di percepire/ valutare "come gli altri sono *in realtà*" (e in
genere non sono molto diversi da noi), né di capire *in cosa* noi
siamo *da meno* degli altri.
Infine, questa tua sensazione potrebbe essere una barriera che tu hai
eretto intorno a te per evitare di esaminare te stesso e trovare la
vera ragione per cui sfuggi la relazione con gli altri. Imho è
probabile che il tuo atteggiamento, in apparenza rinunciatario, celi
un "nodo" che solo tu puoi sciogliere.
>
> E' una sensazione di perenne auto-pena per se stessi, di
> autocommiserazione, di autodistruzione della personalità che mi ha
> spesso portato a non cercare l'approccio con le persone, forse
> addirittura, sotto un certo punto di vista, per proteggere
> loro da una persona da evitare come me.

Imho questo è un alibi. Imho non sei tu che proteggi gli altri: tu
proteggi il tuo "nodo" e, non volendo/ potendo (fino ad ora)
risolverlo, cerchi di conviverci come meglio ti riesce. Ma ti senti a
disagio, e forse sarà proprio questo disagio che ti permetterà di
riflettere per cercare di uscire dalla vita triste che fino ad ora sei
stato costretto a fare.

> Ma forse questo meccanismo dipende da mie esperienze personali, che
> peraltro ho anche scritto sul ng.

Anche a me pare "un  *meccanismo*". Smontarlo potrebbe non essere
facile né rapido, ma già il fatto che tu lo abbia scritto mi fa
pensare che tu avverta almeno l' impellente necessità di "uscirne
fuori".
Io non credo affatto che tu possa essere *in tutto* peggiore degli
altri o "difettoso", e imho è impossibile che un individuo possa
esserlo. Ma questo lo sai anche tu.   :-)
Sul passato come fatto non puoi più intervenire, ma sulla tua
interpretazione del passato, e sulla costruzione di un nuovo modo di
interpretare , e forse anche sentire, i fatti del futuro, devi
lavorare!   :-)
In bocca al lupo!

---
Shirin3006


DateSujet  Auteur
01.01.
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