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Nisi conversi fueritis et efiiciamini sicut parvuli, non intrabitis in regnum caelorum

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  Sujet:   Nisi conversi fueritis et efiiciamini sicut parvuli, non intrabitis in regnum caelorum  
 De: donquix...@tiscalinet.it (donquixote)
 Groupes: it.cultura.cattolica
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 23. Nov 2008, 23:28:54
Rinascimentosacro
A 14 anni, la fede di una quercia: un ragazzo insegna a tutti mitezza
e perseveranza.

"Amen dico vobis: Nisi conversi fueritis et efiiciamini sicut parvuli, non
intrabitis in regnum caelorum. Quicumque ergo humiliaverit se sicut parvulus
iste, hic est maior in regno caelorum. ". (Mt 18, 3-4)

"Ciao a tutti, sono un ragazzo di 14 anni, e voglio portare alla vostra
attenzione due episodi che hanno accompagnato i miei primi incontri con
l'Eucarestia, rischiando di confondermi e, come conseguenza, allontanarmi
per sempre, come capita a molti miei coetanei, dalla comprensione di questo
grande atto d'Amore che Dio ci ha offerto.

La mia prima esperienza risale all'anno 2004 quando avevo 10 anni. Dopo
qualche settimana si sarebbe celebrata la mia prima comunione e le
catechiste della mia parrocchia insegnavano a tutti i ragazzi come me che la
comunione doveva essere obbligatoriamente presa sulle mani, senza alcuna
spiegazione sull'importanza e sulla massima cura nei riguardi di quel grande
dono.

Mai ho sentito spiegare da una di queste persone, che dovrebbero essere i
pilastri della fede per un ragazzo che si appresta per la prima volta a un
così grande sacramento, ll rigore della purificazione delle mani dopo
l'amministrazione dell'Eucarestia e neanche mai hanno parlato di un
ringraziamento una volta al proprio posto.

Io fortunatamente frequentavo già allora un'altra catechesi con un
sacerdote, che ora è il mio confessore, nel quale ho ritrovato un vero
"istruttore della fede", in quanto con il suo esempio e una ferma
convinzione mi ha insegnato l'Amore per l'Eucarestia, invitandomi a
riceverla in bocca dopo avermi spiegato le tante offese che
involontariamente si possono commettere nei confronti di questo sacramento
quando si riceve nelle mani.

Io accolsi il suo invito, ma per riceverla direttamente in bocca e con la
dovuta riverenza le catechiste dicevano che avrei dovuto parlare col
parroco. Fissai così un incontro e mi recai da lui con la mamma e la
"Redemptionis sacramentum" in mano.

A questa richiesta il parroco rimase un po' perplesso, ma la mia insistenza
fu tanta, anche perchè motivata da un mio diritto, e alla fine il parroco
acconsentì.

Come non potrei ora raccontarvi da protagonista una prima comunione
ai tempi odierni. Entrando in chiesa la prima cosa che mi fece rimanere
perplesso era il caos, l'agitazione, le urla di catechiste che correvano
da una parte all'altra, persone che litigavano per un posto e ribadisco
ancora tanta, tanta confusione.
Poi al momento della comunione schiere di ragazzi che in mano
ricevevano l'Eucarestia, nessun piattino per evitare la caduta di
frammenti, nessun ministrante ad accompagnare il sacerdote nella
distribuzione; tornato al posto musiche quasi assordanti con ritmi che non
certo si adeguavano ad un chiesa, suonate da più chitarre seguite da battiti
di mani che non favorivano certo la concentrazione a chi voleva ringraziare
il Signore di così grande dono.

Del resto nessuno tra quei 200 o più ragazzi era inginocchiato a pregare,
per cui a cosa sarebbe servita tanta delicatezza?

Se in quel momento fosse entrato in quella chiesa un ateo penso che
l'avrebbe scambiato per un mercato e se peggio fosse entrato Gesù.... forse
avrebbe ribaltato i tavoli e cacciato via i "mercanti"; peccato che Gesù era
già lì rinchiuso in un angolo della chiesa pregato, forse solo, dal fedele
lumino che segnalava la sua viva presenza.

Passò tanto tempo da quello spiacevole avvenimento (forse neanche tanto
contando che alla mia cresima, anno 2006, si verificò l'identica situazione)
e la mia fede in Gesù sempre più accresceva al fine di decidere, anche dopo
la lettura di alcuni bellissimi libri in merito, come "Dominus Est", che
l'Eucarestia è troppo importante per essere ricevuta, come una caramella,
in piedi.

Per quanto può sembrare strano, almeno per me lo è, e penso che sempre lo
sarà, ho incontrato un sacerdote che non condivide questa mia scelta. Mi
trovavo a Messa, poche settimane fa, e giunto il momento della comunione,
pieno di amore verso Cristo, mi accostai a ricevere l'Eucarestia in
ginocchio, ma mi fece rimanere perplesso l'affermazione del sacerdote:
"Su alzati!".
Quel tono quasi di rimprovero mi fece pensare di aver sbagliato qualcosa,
un errore talmente grave da dover essere subito corretto, persino in un
momento così delicato. Confesso che ci rimasi veramente male,
a stento trattenni le lacrime mentre tornavo al posto.

Il giorno seguente io, la cara mamma seguita da mio papà e da mio fratello,
(18 anni) anche lui desideroso di ricevere in ginocchio l'Eucarestia, ci
rivolgemmo al priore di quella chiesa per chiedere spiegazioni di tale
rifiuto, mostrandogli il testo "Redemptionis sacramentum". In un primo
momento il priore rispose che avrebbe dovuto informarsi meglio. Allora gli
facemmo notare il grande esempio che il Papa sta tuttora dando, distribuendo
la comunione in ginocchio.

Su questo non ebbe da obiettare, ci ringraziò per tale segnalazione e quasi
commosso ci disse di ricordare sempre nella preghiera i sacerdoti, i quali
hanno una grande responsabilità e forse, a volte, non ne sono coscienti.

Non si può pretendere che i giovani, come me, prendano sul serio la loro
appartenenza a Cristo senza una continua preghiera e studio su Gesù, senza
una forte guida; se infatti un ragazzo assiste a una Messa come quella
raccontata da me prima, cosa potrà pensare della fede? Che è un gioco, un
modo per occupare il tempo di conseguenza inutile. Fortunatamente io ho
avuto una persona che mi ha saputo mostrare la giusta via, ora, certo, sta a
me percorrerla; lasciando spazio soprattutto a Gesù, che grazie al mio
confessore riesco a pregare costantemente per tre volte alla settimana
durante l'adorazione Eucaristica.

Per questo non mi sono scoraggiato di fronte a queste mortificanti
esperienze che oltre ad avere personalmente vissuto sento raccontare da
altri. La forza di noi giovani viene inoltre stimolata dal grandissimo
incoraggiamento che il Papa ci offre attraverso tutto ciò che ha fatto e
continua a fare a sostegno della Chiesa. Io mi domando come mai tanti
oltraggi all'Eucarestia tante idee diverse, la Chiesa dovrebbe innanzitutto
restare unita e soprattutto avere fede; prego molto perché un giorno si
possa tutti avere un unico pensiero, almeno tra noi cattolici, per arrivare
a non più parlare di quanto è difficile essere cristiano tra cristiani, ma
di quanto è magnifico e gratificante credere in Gesù Cristo nostro Signore.

Che l'amore di Cristo
ci conservi coerenti testimoni,
Luca"

"Qui autem scandalizaverit unum de pusillis istis, qui in me credunt,
expedit ei, ut suspendatur mola asinaria in collo eius et demergatur in
profundum maris". (Mt. 18,6)

Tg5.com
Burundi, albina uccisa e smembrata
La bambina aveva sei anni
Altro orrore in Burundi dove una bambina albina di sei anni è stata trovata
decapitata e smembrata nella provincia di Ruyigi. Lo riporta la Bbc,
aggiungendo che si pensa che parti del corpo della piccola vittima siano
state consegnate a stregoni della vicina Tanzania per praticare riti magici.

Gli stregoni credono che il sangue e alcuni organi degli albini abbiano
poteri magici. Nel Paese, solo quest'anno sono stati assassinati oltre 30
albini. Questo è il sesto caso dal mese di settembre.


Papanews
Nennolina sarà Beata e forse Dottore della Chiesa
CITTA' DEL VATICANO - "Riflettendo sui bambini malati e la loro cura
pastorale non possiamo dimenticare i casi di bambini ritenuti o proclamati
Santi dalla Chiesa". Lo ha detto il segretario del dicastero per la
pastorale della salute, il vescovo spagnolo Jose' Luis Redrado, alla
Conferenza Internazionale sulla pastorale per i bambini malati.
Accanto ai Santi innocenti, uccisi a Betlemme da Erode, Redrado
ha ricordato Maria Goretti, martire per la purezza, Francisco e Giacinta,
i due veggenti di Fatima, e Antonietta Meo (Nennolina), nata a Roma
nel 1930 e morta a soli 7 anni e la cui tomba, nella Basilica
di Santa Croce in Gerusalemme, e' meta di un ininterrotto
pellegrinaggio di fedeli.
"Ci ha lasciato - ha affermato il prelato riferendosi a Nennolina -
un diario e 150 lettere indirizzate a Gesu', alla Vergine e alla Trinita':
un bellissimo sistema teologico. E' in atto il processo di beatificazione
e c'e' chi parla di un nuovo Dottore della Chiesa".
"Dopo Santa Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa
a 24 anni, avremo forse un altro dottore a 7 anni?",
si e' chiesto Monsignor Redrado.

http://www.papanews.it/Public/nennolina(2).JPG


DateSujet  Auteur
01.01.
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