Sarah Barracuda- Alemanno&Formigoni, nasce la destra cristianosociale
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Sujet: Sarah Barracuda- Alemanno&Formigoni, nasce la destra cristianosociale
De: donquix...@tiscalinet.it (donquixote)
Groupes: it.cultura.cattolica
Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
Date: 30. Aug 2008, 21:24:06
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Dagospia
ALEMANNO-FORMIGONI: NASCE LA DESTRA CRISTIANOSOCIALE
Meeting di Comunione e liberazione: c'è la destra sociale
di Gianni Alemanno e ci sono i «cristianosociali riformatori»
di Raffaele Bonanni (segretario della Cisl), Natale Forlani
(presidente di Italia lavoro) e Carlo Costalli, leader del Movimento
cristiano lavoratori.
Insieme hanno fissato, per ottobre, un convegno su welfare ed economia
con ospiti i ministri Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi.
Alemanno porterà in dote il governatore lombardo Roberto Formigoni,
con il quale ha dato vita a un inedito asse politico. Grazie ai buoni uffici
di Costalli, ci sarà anche il supporto della Cei, che in via informale
ha benedetto l'operazione.
Problema: il programma non coincide con la linea berlusconiana.
Per la «destra cristiano-sociale» l'approdo del Pdl è la Cdu tedesca,
per il Cavaliere no.
http://www.cyberscooter.it/sx/images/news_piaggiomp3formigoni.jpg
http://i33.tinypic.com/msobc7.jpg
Il Giornale
Il custode resta al suo posto alla faccia dei falsi buonisti
La decisione di non licenziare e anzi di riaffidare a Diego Lupo il suo
ruolo di sorvegliante all'ingresso del museo, servirà a raffreddare un po'
gli animi dei professionisti dell'indignazione per i quali in episodi che
vedono coinvolti extracomunitari, gente di colore, islamici o altri soggetti
di ambito etnico, il poliziotto, l'agente, il custode o il sorvegliante di
turno non solo ha sempre torto, ma il suo comportamento risulta anche
immancabilmente ferino.
di Paolo Granzotto
Che nella vicenda della donna velata alla quale è stato impedito l'ingresso
a Ca' Rezzonico abbia prevalso il buonsenso è notizia che ci fa doppiamente
piacere. Perché a invocare quel buonsenso siamo stati soprattutto noi e
perché la decisione di non licenziare e anzi di riaffidare a Diego Lupo il
suo ruolo di sorvegliante proprio lì, all'ingresso del museo, servirà a
raffreddare un po' gli animi dei professionisti dell'indignazione. Per i
quali in episodi che vedono coinvolti extracomunitari, gente di colore,
islamici o altri soggetti di ambito etnico, il poliziotto, l'agente, il
custode o il sorvegliante di turno non solo ha sempre torto, ma il suo
comportamento risulta anche immancabilmente ferino e indotto
da un evidente raptus razzista.
Per rimanere alla cronaca recentissima, la fotografia di una prostituta
nigeriana che dopo un selvaggio corpo a corpo (calci, pugni, morsi)
con gli agenti che l'avevano fermata s'era accasciata esausta sul
pavimento («triste pavimento», come ha voluto precisare Lidia Ravera
dell'Unità) fornì ai professionisti dell'indignazione il pretesto per
scagliarsi contro le forze dell'ordine che con piglio nazista avevano
torturato, proprio così, torturato, quella povera donna oltre tutto
impegnata nel sociale perché offriva - è stato scritto, nero su bianco
- sesso a pagamento non ai ricchi, ma ai poveri costretti a raccattarlo
sui viali di periferia.
Quindi è stata la volta del vu' cumprà che opponendosi anch'egli
(deve essere una consuetudine di quella gente) al fermo divincolandosi
e tirando botte da orbi era stato «impacchettato», sollevato di peso
dagli agenti dell'ordine e condotto in Questura.
Anche in questo caso, i professionisti dell'indignazione
hanno strillato come aquile accusando la polizia di brutalità, di
insensibilità e di razzismo facendo, tanto per caricare la dose, espliciti
riferimenti a Abu Ghraib e a Guantanamo. Infine è stato il turno della donna
catafratta, con conseguente licenziamento del sorvegliante di Ca' Rezzonico
il quale, regolamento alla mano, le aveva vietato l'ingresso. Solita solfa:
razzismo, violazione dei diritti umani, soperchieria, gretta mancanza di
rispetto per gli usi e costumi altrui, offesa ai sentimenti religiosi
eccetera.
Cosa gli sia preso, ai professionisti dell'indignazione, per darsi tanto da
fare, non è dato sapere. Forse il solleone. Forse il desiderio di distrarre
l'opinione pubblica dai successi del Cavaliere da un lato, dall'altro dalla
sciagura di una sinistra che, senza più una idea, si limita a rimirarsi
l'ombelico e a far volare stracci e coltelli. Se poi la loro è una
missione di vigilanza democratica, cogliere e denunciare ogni gesto,
ogni parola non ritenuta in regola col canone del politicamente corretto,
fatica sprecata.
Non tanto perché l'opinione pubblica diffida delle cacce alle streghe, ma
perché promuovendo a martire, costi quel che costi, la battona nigeriana, il
vu' cumprà marocchino o l'islamica che pretende di introdursi in un luogo
pubblico bardata com'era bardata, finiscono non per farci detestare, questo
no, non è da noi, ma a renderci meno simpatici, meno graditi, proprio coloro
che la sedicente società civile ci intima di amare. E anche di tutto cuore.
Se il problema è quello di favorire l'integrazione, non è che si va molto
lontano seguitando ad accusare di razzismo chi è incaricato di rispettare le
regole e assurgere a vittima sacrificale chi quelle regole infrange o
intende infrangere. Intanto, Diego Lupo è tornato al suo posto. E questa è
una gran bella notizia, di quelle che fan ben sperare.
Fattisentire
Il vice di Obama, un cattolico pro-aborto
Il candidato democratico alle presidenziali USA, Barack Obama,
ha scelto il suo vice: il cattolico Joe Biden.
http://tinyurl.com/67vzqm
Il problema è che Biden, come molti altri "cattolici" di area democratica,
propugna il diritto d'aborto.
Negli Stati Uniti sta divampando la polemica e mons. Charles J. Caput,
arcivescovo di Denver, la città in cui il partito democratico ha lanciato
ufficialmente Obama e Biden come candidati alle presidenziali, intervistato
dall'Associated Press, ha affermato che l'appoggio dato da Biden al
cosiddetto "diritto" d'aborto è una grave colpa pubblica. E ha aggiunto:
"Penso quindi che per coerenza egli si debba astenere dal presentarsi a
ricevere la comunione". Mons. Saltarelli, vescovo della diocesi a cui Biden
appartiene, ha affermato a sua volta che, anche qualora diventasse Vice
Presidente degli Stati Uniti, non gli permetterebbe di tenere conferenze
nelle scuole cattoliche poiché, pur dichiarandosi contrario all'aborto,
afferma che non imporrà agli altri la sua fede, appoggiando di fatto il
diritto d'aborto. Anche mons. Burke, arcivescovo emerito di Saint Louis,
chiamato da poco a lavorare in Vaticano come nuovo prefetto del Supremo
Tribunale della Segnatura Apostolica, dà man forte ai vescovi degli Stati
Uniti ribadendo che è diritto del ministro di rifiutarsi a dare la Santa
Comunione a chi persiste nel peccato grave e pubblico.
http://ratzingerfanclub.com/catholicsagainstbiden/cajb_banner_300.jpg
www.chiesa
Il vice di Obama è cattolico. Ma i vescovi gli negano la comunione
Il motivo è che Biden propugna l'aborto. L'arcivescovo di Denver dice che
non dovrebbe presentarsi a ricevere l'eucaristia. Da Roma gli dà man forte
l'arcivescovo Burke. E Ratzinger già nel 2004 scriveva ai vescovi
americani...
di Sandro Magister
ROMA, 27 agosto 2008 - Alla vigilia della convenzione del partito
democratico a Denver, il candidato di questo partito alla presidenza degli
Stati Uniti, Barack Obama, ha designato come suo candidato alla
vicepresidenza un cattolico, il senatore Joseph Biden.
Immediatamente questa designazione ha ridato fuoco alla polemica su dare
o no la comunione eucaristica ai politici cattolici pro aborto.
Biden è infatti uno di questi. Figlio di operai irlandesi, egli va a messa
tutte le domeniche e fa la comunione nella sua parrocchia di San Giuseppe a
Greenville, nel Delaware.
Ma come politico ha sempre appoggiato con vigore la sentenza Roe v. Wade
della corte suprema, che ha aperto la strada all'aborto legale negli Stati
Uniti. Dice di accettare la dottrina della Chiesa cattolica sulla vita che
inizia dal concepimento, ma giudica la sentenza Roe v. Wade giusta per una
società che sull'aborto ha differenti visioni.
In un'intervista al "Christian Science Monitor" Biden ha detto di ritenere
le proprie posizioni "del tutto coerenti con la dottrina sociale cattolica".
Non è questa però l'idea dell'arcivescovo Charles J. Chaput di Denver, la
città in cui il partito democratico ha lanciato ufficialmente Obama e Biden
come candidati alle presidenziali.
Intervistato dall'Associated Press, Chaput ha detto che l'appoggio dato da
Biden al cosiddetto "diritto" all'aborto è una grave colpa pubblica. E ha
aggiunto: "Penso quindi che per coerenza egli si debba astenere dal
presentarsi a ricevere la comunione".
Negli stessi giorni, da Roma, un altro arcivescovo americano, Raymond L.
Burke, si è espresso sulla stessa questione e nella stessa linea: anche lui
negando la comunione ai politici cattolici pro aborto.
Sia Burke che Chaput non sono nuovi a simili prese di posizione. Nel 2004,
alla vigilia delle precedenti elezioni presidenziali, Burke si era
pronunciato per il rifiuto della comunione all'allora candidato democratico
alla Casa Bianca, John Kerry, anche lui cattolico e "pro choice".
Nel giugno di quell'anno, da Roma, l'allora cardinale Joseph Ratzinger aveva
trasmesso alla conferenza episcopale degli Stati Uniti una nota con i
"principi generali" sulla questione.
La nota di Ratzinger era riservata, ma www.chiesa la pubblicò integralmente.
Essa dava ragione ai vescovi intransigenti come Burke e Chaput. La
maggioranza dei vescovi degli Stati Uniti era però contraria a negare la
comunione ai politici cattolici che sostenevano l'aborto. Anche due
cardinali autorevoli dell'ala conservatrice, Francis E. George, di Chicago,
e il teologo gesuita Avery Dulles, erano riluttanti a "fare dell'eucaristia
un campo di battaglia politica". Alla fine, la conferenza episcopale decise
di "applicare" volta per volta i principi richiamati da Ratzinger affidando
"a ciascun vescovo di esprimere prudenti giudizi pastorali nelle circostanze
a lui proprie".
Il caso del senatore Biden presenta comunque degli aspetti nuovi,
rispetto al caso Kerry di quattro anni fa.
Anzitutto, Ratzinger da cardinale è diventato papa. E una parte importante
del suo magistero ha per oggetto proprio il tema della nota da lui trasmessa
nel 2004 ai vescovi degli Stati Uniti: come essere o no "degni di ricevere
la santa comunione".
In secondo luogo, l'arcivescovo di Denver, Chaput, è sempre più in primo
piano nell'episcopato degli Stati Uniti. Proprio nei giorni scorsi ha
pubblicato un libro su come agire in politica in coerenza con la fede
cattolica, molto netto nel rifiutare la comunione a chi propugna l'aborto. E
il libro - intitolato "Render Unto Caesar. Serving the Nation by Living Our
Catholic Beliefs in Political Life" - è stato recensito positivamente da
"L'Osservatore Romano", che ne ha raccomandato la lettura
"negli Stati Uniti e altrove".
In terzo luogo c'è l'intervista di Burke. Fino allo scorso 27 giugno egli
era arcivescovo di Saint Louis. Dopo di che è stato chiamato a Roma come
nuovo prefetto del supremo tribunale della segnatura apostolica. In questa
veste egli ha dunque parlato come rappresentante del governo centrale della
Chiesa, in stretto rapporto col papa.
Infine va notato che l'orientamento prevalente dei vescovi americani a
proposito della comunione ai politici cattolici pro aborto tende a essere
più rigoroso che in passato. Ne è prova la polemica seguita al viaggio di
Benedetto XVI negli Stati Uniti dello scorso aprile, a motivo della
comunione fatta durante le messe papali da John Kerry, Nancy Pelosi,
Ted Kennedy e Rudy Giuliani. In quell'occasione il cardinale
di New York, Edward Egan, condannò il loro gesto con parole
insolitamente severe.
ICN-NEWS
L'antiabortista con un bambino Down ha compattato i conservatori d'America
2008-08-30 DAYTON (Ohio) -
John McCain ha colto tutti di sorpresa quando ha annunciato
di aver scelto Sarah Palin come vice-presidente candidato nella
corsa alla Casa Bianca. Il conservatore Lifesitenews.com: "Una scelta
brillante e francamente, secondo molti, il meglio che potesse fare". Adesso
la partita cambia. L'America potrebbe avere il primo presidente nero o la
prima vice-presidente donna. "Palin - scrive Lifesitenews, non è soltanto
una solida anti-abortista, ma è anche una donna molto attraente, piacevole,
brillante e coraggiosa". Gli anti-abortisti sono entusiasti oltre misura.
Sarah Palin ha cinque figli. L'ultimo, nato lo scorso mese di aprile, è
affetto dalla sindrome di Down.
La Stampa
Sarah: miss, mamma e cacciatrice di alci. E' lei l'anti-Hillary
La governatrice dell'Alaska: cinque figli e vita sportiva
GLAUCO MAGGI
NEW YORK
Cacciatrice, sportiva, cristiana, madre di cinque figli.
Governatore, ma soprattutto donna. È lo schiaffo più sonoro che McCain
poteva infliggere a Obama, che ha gettato al vento la partnership con la
Hillary dai 18 milioni di voti, ed ora ha visto la repubblicana Sarah Palin
raccogliere il testimone della battaglia per l'emancipazione delle donne. Il
personaggio è ancora tutto da scoprire per il grande pubblico, ma dal
sommario delle sue caratteristiche anagrafiche viene da dire che, se non
fosse stata una persona vera, McCain avrebbe dovuto inventarla.
E' una donna, la prima ad essere mai stata candidata vice per il
partito repubblicano, il che pareggia i Democratici che presentarono
Geraldine Ferraro con Walter Mondale nel 1984. È più giovane di Obama,
essendo nata 44 anni fa a Snadpoint, nello Stato nord-occidentale
dell'Idaho, ma a soli tre mesi la famiglia, papà maestro e mamma
segretaria scolastica, si trasferirono a Wasilla, Alaska.
Lì Sarah ha fatto il liceo e vi ha incontrato Todd, un eschimese
della tribù Yup'ik, che sarebbe diventato suo marito nel 1988,
dopo che Sarah, laureatasi in giornalismo all'Università
del nativo Idaho, è tornata a Wasilla. È sportiva ed energica, al punto che
giocando a 18 anni da capitano nella squadra di basket nel campionato
giovanile locale si meritò il nomignolo di «Sarah barracuda». Per la
cronaca, la sua squadra vinse il campionato. Due anni dopo la ragazza
partecipò, e vinse, il concorso di Miss Wasilla, e si piazzò seconda alle
finali di Miss Alaska: questi risultati le garantirono una borsa di studio
che usò per pagarsi gli anni del college.
Il padre, che era a caccia di caribù con la mamma quando è stato
raggiunto dalla notizia, portava Sarah con sé alle battute facendola alzare
alle tre del mattino. Le è rimasta da allora la passione per i piatti di
stufato di alce. Appena laureata, Sarah ha lavorato brevemente
come reporter sportiva e, insieme al marito, nel business della pesca.
Todd, come tanti in Alaska, ha due impieghi a causa della durezza
della stagione invernale: quando non pesca, lavora nel pezzo di North
Slope della BP, regolarmente iscritto al sindacato dei dipendenti
petroliferi. La coppia ha 5 figli, ma solo quattro erano presenti
all'annuncio: Bristol, 17 anni, Willow, 13, Piper, 7, e Trig Paxson
Van Palin, di pochi mesi e con la sindrome di Down.
Sarah, informata delle sue condizioni, ha portato a termine la gravidanza:
una decisione che vale più di ogni professione della sua fede cristiana e
pro-vita. Il primogeito, Track, non c'era perché l'11 settembre 2007 si è
arruolato nell'esercito e ora è, con la sua brigata, in attesa di partire
per l'Iraq.
Corriere.it
Sarah Barracuda a caccia di hillariste
McCain mette in campo la mossa anti-Obama
Maria Laura Rodotà
DENVER -
E adesso si rischia il dilemma delle Puma. Quelle che hanno come
slogan Party Unity My Ass, l'unità del partito mettetevela eccetera.
Le irriducibili di Hillary, ferite dalla sconfitta, che dicevano o dicono
«Obama non lo voterò mai». McCain e soci hanno pensato anche a loro
scegliendo Sarah Barracuda (il suo soprannome alle medie), giovane
governatrice di destra con cinque figli e l'ultimo Down. Che piace da
sempre ai «social conservatives ». Che invaderà la tv con la sua simpatia
di donna del grande Nord perennemente vestita di pile (per via del clima).
Che caccia e pesca. E subito, con un omaggio a Hillary, è partita
alla caccia delle hillariste depresse. Le quali però, in genere,
non sono d'accordo con Sarah Palin su una questione gigante:
il diritto all'aborto.
ANTIABORTISTA -
Lei è una antiabortista incrollabile e coerente. Le hanno detto
che aspettava un bimbo Down.
Lo ha tenuto.
Lo ha chiamato Trig Pax van Palin, e dice «è perfetto».
Nella sua scelta commuove. Certo è uno standard parecchio alto;
rischia di far sentire in colpa chi ha avuto un aborto terapeutico,
o chi lo sceglierebbe.
Di sicuro, un ticket McCain-Palin farebbe una politica antiaborto,
tra nomine di giudici, dissuasioni, limitazioni, e chissà.
Ieri mattina sui blog già si discuteva.
Qualcuna giurava: «Non li voto, il Roe versus Wade (la sentenza
della Corte Suprema che rese l'aborto legale, e che se McCain
nominerà giudici antiabortisti potrebbe cambiare, ndr) è il mio
barometro elettorale».
Altre erano già affascinate dalla saga nordica pop della Palin...
Il Giornale
Così McCain sorprende gli States: "Ho scelto Sarah Palin come vice"
di Redazione
Washington -
Colpo di scena per John McCain. Il candidato repubblicano alla
Casa Bianca ha scelto come suo vice Sarah Palin, governatrice dello stato
dell'Alaska. Lo ha detto oggi un alto funzionario per la campagna elettorale
del candidato del partito dell'elefante. McCain e Palin affronteranno il
rivale democratico Barack Obama e il suo numero due, Joe Biden, nelle
elezioni presidenziali Usa del prossimo 4 novembre.
McCain lancia il proprio vice
Il candidato repubblicano, John McCain, si è presentato davanti a migliaia
di supporter a Dayton, in Ohio, dicendosi "felice di condividere con voi il
mio compleanno (72 anni compiuti oggi, ndr)".
McCain ha ufficializzato che Sarah Palin è stata scelta come numero
due nel ticket presidenziale repubblicano: "È una persona di forti principi,
spirito combattivo e di grande umanità".
http://magicstatistics.com/wp-content/pictures/other/McCAIN%2BPalin.jpg
McCain, dopo aver ringraziato tutti gli altri candidati alla
vicepresidenza che sono stati accantonati, affermando che "il loro
apporto sarà decisivo nell'avvenire". "Barack Obama non è pronto
a diventare presidente degli Stati Uniti - ha ribadito il senatore
dell'Arizona - ascoltando il discorso di Obama che ha chiuso
la Convention di Denver, in Colorado, gli americani hanno sentito
parole fondamentalmente ingannevoli, per di più in contraddizione
con le inconsistenti posizioni di Obama".
Chi è
Dal 2006 è la prima donna governatore dell'Alaska. Madre di cinque
figli, 44 anni, nata nell'Idaho, membro tesserato dela National Rifle
Association, maratoneta e appassionata della vita all'aria aperta
(mangia hamburger di alce), la neo numero due di Mccain è
la presidente della Alaska Oil and Gas Conservation Commission.
http://www.palmerelks.org/images/wwp-photo2.jpg
Suo marito Todd è un eschimese.
http://www.timesonline.co.uk/multimedia/archive/00390/palin385_390505a.jpg
http://cache.daylife.com/imageserve/06Swatj9z48Od/340x.jpg
Lei, soprannonimata "la governatrice più calda dello stato più freddo", nel
2007 ha posato per Vogue.
http://patriotroom.com/wp-content/uploads/2008/03/palin-5.JPG
Sarah Palin porta una dote importante nell'unione con McCain:
sostanzialmente più giovane, rassicura gli elettori rispetto all'eta del
candidato che oggi ha compiuto 72 anni. Garantisce al ticket repubblicano
una posizione forte sui temi che stanno a cuore ai conservatori: è contro
l'aborto (ha un figlio Down)
http://www.suzyb.org/SarahTrig.jpg
e i matrimoni gay, e a favore del diritto a portare armi.
È una donna, capace di catturare i sentimenti delle molte donne
deluse dal fallimento della candidatura di Hillary Clinton.
http://www.ilgiornale.it/att_jpg.php?ID=391060&X=800&Y=800
http://roadsassy.com/wp-content/uploads/2008/03/sarah-palin.jpg
http://groups.google.it/group/it.cultura.cattolica/msg/b5d2d9d21c78bfe7

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