Bruciata viva-"Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni".
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Sujet: Bruciata viva-"Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni".
De: donquix...@tiscalinet.it (donquixote)
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Date: 30. Aug 2008, 21:18:15
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INDIA
Nuovi martiri: sacerdote carmelitano massacrato in Andhra Pradesh
di Nirmala Carvalho
P. Thomas Pandippallyil, 38 anni, è stato assassinato la notte del 16 agosto
mentre si recava in un villaggio per celebrare la messa domenicale. Il
cadavere presentava diverse ferite al volto, mani e gambe spezzate e gli
occhi strappati dalle orbite. L'arcivescovo di Hyderabad denuncia un
crescente clima di "violenze contro i cattolici nel Paese".
New Delhi (AsiaNews) - "Padre Thomas è un martire: ha sacrificato
la propria vita per i poveri e gli emarginati. Ma egli non è morto
invano, perché il suo corpo e il suo sangue feconderanno la Chiesa
indiana e, in particolare, quella dell'Andhra Pradesh".
Così mons. Marampudi Joji, arcivescovo di Hyderabad e segretario
della conferenza episcopale dell'Andhra Pradesh (Stato nel sud-est
dell'India), commenta la barbara uccisione del prete carmelitano
Thomas Pandippallyil, 38 anni, assassinato la notte del 16 agosto a
Mosalikunta, sulla strada che collega Lingampet a Yellareddy,
a circa 90 km dal capoluogo del distretto.
La notte del 16 agosto scorso alcune persone hanno rinvenuto un corpo al
margine della strada, poco lontano dal villaggio di Balampilly; il cadavere
del carmelitano di Maria Immacolata presentava diverse ferite al volto, mani
e gambe spezzate e gli occhi strappati dalle cavità. A un chilometro circa
di distanza è stato anche ritrovato il motorino che egli usava per i suoi
spostamenti. Secondo alcuni testimoni, sabato pomeriggio p. Thomas ha
celebrato messa a Burgida, prima di mettersi in viaggio verso un altro
villaggio del distretto dove avrebbe dovuto presiedere la funzione
domenicale. Le ultime persone ad averlo visto sono i religiosi di un
convento di Lingapetta, dove il sacerdote ha cenato prima di rimettersi
in viaggio.
"P. Thomas è un martire - ha affermato mons. Marampudi, arcivescovo di
Hyderabad, venuto a conoscenza del brutale assassinio. La Chiesa
indiana è sotto shock e profondamente addolorata per il barbaro
omicidio, conseguenza del crescente clima di intolleranza e
violenze verso i cristiani nel Paese".
Secondo mons. Marampudi Joji il crimine è il risultato del clima di "gelosia
verso la Chiesa cattolica", colpevole solo di lavorare per lo sviluppo delle
zone più povere e abbandonate del Paese e impegnata a sostenere e aiutare
quanti sono "vittime di violenze e oppressioni". "Preti e suore - continua
l'arcivescovo di Hyderabad - lavorano da anni al servizio dei meno
fortunati e questo li rende un obiettivo da colpire da parte di chi intende
mantenere una fetta della popolazione in stato di arretratezza e
sottomissione".
Le esequie di p. Thomas Pandippallyil saranno celebrate mercoledì
prossimo nella casa provinciale dei Carmelitani a Balampilly, dove verrà
sepolto: del padre si ricorda l'intensa attività nel settore
dell'istruzione. Entrato nella missione dei carmelitani di Maria
Immacolata a Chanda il 24 giugno 1987, egli ha preso i voti nel 2002.
È stato per diverso tempo rettore dell'istituto provinciale e ha lavorato
come amministratore nell'ospedale, nella scuola e nel centro missionario
locale.
http://www.asianews.it/files/img/carmelitano_ok(100_x_144).jpg
INDIA
Orissa: suora bruciata viva da estremisti indù; un'altra stuprata
di Nirmala Carvalho
Bubaneshwar (AsiaNews) - Una suora cattolica è stata bruciata viva
da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa)
che hanno assalito l'orfanotrofio di cui era responsabile. Lo ha confermato
il sovrintendente della polizia Ashok Biswall. Un sacerdote che era presente
nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con
profonde ustioni. Un'altra suora ,del Centro sociale di Bubaneshwar è stata
stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio.
La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews
affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati
rapiti.
Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India)è scosso da
violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami
Laxanananda Saraswati.
Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi
sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e
distruggete le loro istituzioni".
La tensione in tutto lo Stato è altissima. Il Vhp (Vishwa Hindu Parishad) ha
lanciato per oggi e domani delle dimostrazioni. Già oggi gruppi di fanatici
indù del Vhp e della Sangh Parivar hanno bloccato strade e villaggi,
lanciando i propri gruppi alla razzia e alla violenza.
Secondo informazioni dirette, il Centro sociale dell'arcidiocesi è stato
assalito e bruciato. Prima della distruzione, gli incendiari hanno stuprato
sr. Meena, una suora che lavorava nel Centro. Anche il Centro pastorale, che
era scampato alle distruzioni del dicembre scorso, è totalmente distrutto..
P. Thomas, il responsabile è all'ospedale con gravissime ferite alla testa.
Il p. Ajay Singh ha detto ad AsiaNews che vi sono notizie di una suora arsa
viva in un orfanotrofio nel distretto di Bargarh, dove era una responsabile.
Anche le suore di Madre Teresa sono state attaccate da un gruppo di
militanti indù che hanno lanciato pietre su di loro, ferendone una in modo
grave.
Tutte le istituzioni cristiane sono in pericolo perché folle di radicali
indù girano per le vie, rompono le porte e le finestre e talvolta assaltano
le case cristiane. Diversi sacerdoti e suore sono in fuga.
Militanti indù hanno anche assalito con pietre l'arcivescovado di
Bubaneshwar, ma non hanno osato entrare data la presenza della polizia.
La chiesa e la casa parrocchiale di Phulbani sono state attaccate e
bruciate. Tutti i sacerdoti hanno dovuto fuggire rifugiandosi nelle case dei
fedeli. L'ostello dei giovani che studiano a Phulbani è stato bruciato.
Tg5
India, due cristiani arsi vivi
Una donna e un uomo sono stati bruciati vivi nel corso di attacchi compiuti
da estremisti indù nel distretto di Bargarh (India orientale). La donna, una
missionaria laica, è rimasta carbonizzata nell'orfanotrofio presso il quale
prestava la sua opera. Stessa fine per l'uomo, morto bruciato nella sua
casa.
Si chiamava Rajnie Majhie e aveva 22 anni la giovane missionaria
laica morta per salvare i bambini dell'orfanatrofio di Panampur,
nel distretto di Bargarh nello stato dell'Orissa, in India.
"La ragazza è morta perché è rimasta indietro per far uscire tutti
i bambini", racconta padre Alfonse Towpo, assistente del vescovo
Lukas Merketta della diocesi di Sambalpur.
"Anche padre Eduard è rimasto gravemente ustionato per far scappare
gli orfani".
Rajnie, che proveniva da un piccolo villaggio nel distretto di Roukale,
aveva il compito di accudirli. Padre Towpo descrive la giovane come una
ragazza generosa e coraggiosa, dedita ai bambini. Ma ora le preoccupazioni
sono per tutti i minori, bimbi tra i cinque e 14 anni, che sono fuggiti via
dalle fiamme e nessuno sa dove siano: "Sono scappati per la paura e si sono
nascosti chissà dove; non abbiamo idea dove siano andati. Abbiamo chiesto
aiuto a gruppi di volontari per aiutarci a trovali, ma qui è già notte", ha
aggiunto il religioso.
INDIA
Orissa: continuano incendi e razzie. Cristiani picchiati e tagliati a pezzi
di Nirmala Carvalho
Vikram Nayak è stato ucciso e tagliato a pezzi. Altri due cristiani feriti
gravemente sono morti due giorni dopo. Si allarga il fronte delle rivolte
dei radicali indù e la polizia ha l'ordine di sparare a vista contro chi
viola il coprifuoco. La testimonianza di due suore vittime delle violenze.
Serrata delle scuole cattoliche e giornata di preghiera e digiuno.
Bhubaneshwar (AsiaNews) - Incendi, razzie, caccia all'uomo, violenze sulle
donne continuano anche oggi nello Stato dell'Orissa, mentre il coprifuoco
decretato dal governo viene esteso dal distretto di Kadhamal in altre città
e la polizia ha l'ordine di sparare a vista. Solo ora si viene a conoscenza
dell'uccisione di un uomo, ucciso e tagliato a pezzi, nel villaggio di
Tiangia. L'uomo, un cattolico, si chiamava Vikram Nayak. Altre due persone
vicine a lui hanno subito ferite e percosse così violente che due giorni
dopo sono morte. L'omicidio è avvenuto la sera del 24 agosto, alla fine dei
funerali del leader radicale indù Swami Laxmanananda Saraswati, del cui
assassinio vengono incolpati i cristiani. Le case dei cristiani di Tiangia
sono state bruciate e le famiglie sono fuggite nella foresta. Ma sono state
seguite e attaccate dagli estremisti.
Suor Karuna, delle religiose del Preziosissimo Sangue, fra le prime ad
essere state colpite, conferma ad AsiaNews che "incendi e razzie continuano
anche oggi; le donne vengono molestate e brutalizzate e gli estremisti fanno
di loro quello che vogliono".
Suor M Suma, delle suore di Madre Teresa, afferma che "i villaggi cristiani
vengono rasi al suolo; le suore carmelitane sono dovute fuggire dal convento
e, terrorizzate, hanno trovato rifugio nella selva".
www.chiesa
In India la colpa dei cristiani è di battersi contro la schiavitù
La schiavitù è quella delle caste. Contro la quale i cristiani predicano e
praticano l'uguale dignità di tutti.
di Sandro Magister
ROMA, 29 agosto 2008 -
Le 25 mila scuole cattoliche dell'India hanno chiuso stamane
i battenti per l'intera giornata. Per la prima domenica di settembre
la Chiesa cattolica indiana ha indetto una giornata di preghiera e di
digiuno, con cortei pacifici in tutto il paese.
Il motivo è la nuova ondata di violenza che ha colpito i cristiani nello
stato dell'Orissa. Ogni giorno si ha notizia di uccisioni, di ferimenti, di
stupri, di assalti a chiese, conventi, scuole, orfanotrofi, villaggi, ad
opera di induisti fanatici. Centinaia di persone hanno dovuto abbandonare
le loro case e fuggire nelle foreste.
La scintilla di questa ultima esplosione di violenza è stata l'uccisione, il
23 agosto, del leader religioso indù Swami Laxmanananda Saraswati e di
cinque suoi seguaci, uccisione compiuta da gruppi armati maoisti ma usata
dagli induisti come pretesto per incolpare i cristiani e vendicarsi su di
essi.
L'epicentro delle ultime violenze è il distretto di Kandhamal, nello stato
dell'Orissa. Questo stato è da parecchi mesi il più insanguinato. Qui i
cattolici sono pochi, meno dell'1 per cento. Sono poche anche le
conversioni, anch'esse prese come pretesto di vendetta. Ciò che scatena
le violenze - sostiene Raphael Cheenath, arcivescovo di
Chuttack-Bhubaneswar, nel cui territorio si trova il distretto di
Kandhamal -
è l'opera di promozione che nell'Orissa i cristiani compiono a favore
dei tribali e dei dalit, gli ultimi nella scala delle caste:
"Prima erano come schiavi. Adesso una parte di loro studiano nelle nostre
scuole, mettono in moto attività nei villaggi, rivendicano i propri diritti.
E chi - anche nell'India del boom economico - vuole mantenere intatta la
vecchia divisione in caste, ha paura che acquistino troppa forza. L'Orissa
di oggi è un laboratorio. In gioco c'è il futuro dei milioni di dalit e
tribali che vivono in tutto il paese".
Stando all'ultimo censimento, quello del 2001, l'80,5 per cento degli
abitanti dell'India sono di religione induista, mentre i musulmani sono il
13,4 per cento. I cristiani sono il 2,3 per cento. E nell'Orissa sono ancora
meno, così come negli altri stati del centro e del nord del paese, i più
fittamente popolati. Le percentuali più alte di cristiani sono negli stati
dell'estremo est del paese, con punte dell'90 per cento nel Nagaland e nel
Mizoram, del 70 per cento nel Meghalaya, del 34 per cento nel Manipur.
Ma si tratta di regioni scarsamente popolate.
In cifre assolute, i cristiani hanno le presenze più consistenti nel
meridione del paese, a Goa, nel Tamil Nadu, nel Kerala. In quest'ultimo
stato i cristiani sono il 19 per cento e per la gran parte sono cattolici.
Qui l'istruzione, anche femminile, vanta i livelli più alti di tutta
l'india.
I fatti degli ultimi giorni confermano che la convivenza tra cristiani e
induisti in India non è più così pacifica e armonica come la tradizione -
e il mito - di questo paese farebbe pensare. Crescono l'intolleranza e il
fanatismo induisti e aumentano gli atti di violenza contro i cristiani. Nel
silenzio e nel disinteresse del mondo.

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