E' confermato: l'ISVAP vive fuori dal mondo
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La periodica analisi statistica dell'ISVAP svoltasi a Giugno e
riguardante la tariffa RC di auto e motoveicoli si basa per metà (2
profili su 4) sull'ipotesi di un'autovettura "cilindrata 1300 cc".
La domanda "quanto mi costa l'assicurazione per una macchina 1300cc ?"
è concessa al cliente di bassa estrazione socio-culturale (e forse
ormai neppure a quello) al quale bisogna perdonare l'ingenuità.
In realtà oggi come oggi una Casa automobilistica ha in gamma tre,
quattro o cinque modelli della medesima cilindrata, e nel recente
passato ne ha avuti venti. Ognuno è disponibile con motorizzazioni
plurime a parità di volume nominale, che conferiscono potenza diversa
pur con medesima cilindrata. Alcune di queste motorizzazioni ammettono
doppia alimentazione (benzina o GPL) e naturalmente vi sono cilindrate
medie in configurazione o benzina o diesel, sempre lasciando
inalterato il volume.
Spesso c'è la chicca del sovralimentato, che ovviamente non cambia
neppure di un centimetro cubo le dimensioni dei cilindri.
Ognuna di queste brave vetture ha dieci versioni ed ogni versione
venti allestimenti.
Secondo la versione/allestimento il veicolo può essere equipaggiato
con ABS, ESP, TCS, airbag laterali o a tendina e tutta l'elettronica
possibile ed immaginabile.
Ora, siccome tutte queste cosine (compresi, da alcuni mesi, i
dispositivi di sicurezza) incidono sul rischio, le tariffe delle
singole Compagnie ne tengono conto.
Non si capisce cosa intende l'ISVAP con la sua autovettura da 1300cc.
Bisogna sceglierne una a caso tra le tre o quattocento esistenti,
ciascuna con la sua tariffa?
Confermo che l'autorithy vive fuori dal mondo. Mi piacerebbe che
qualche associazione paladina del consumatore chiedesse conto di
questa inutile analisi statistica.
A.L.

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