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NUMERO SPECIALE Newsletter [N.24SP A.6] : BLOGGER CONDANNATO PER STAMPA CLANDESTINA

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  Sujet:   NUMERO SPECIALE Newsletter [N.24SP A.6] : BLOGGER CONDANNATO PER STAMPA CLANDESTINA  
 De: sn...@NObbs.olografix.org.invalid (snail)
 Groupes: it.cultura.antagonista
 Organisation: Ass.ne Culturale Telematica "Metro Olografix"
 Date: 22. Jun 2008, 13:03:18
-----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----
Hash: SHA1

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~  ooooooooo   ooooooooo
~ oMMMMMMMMMM"MMMMMMMMMMM
~ MMMMMMM"  "MM"      "MMM
~ MM"       "MM        MMM
~ MM        "MM        "MMo         ooo
~ ""         ""         "MMo       MMMM"
~ Ass.ne Cul.le Telematica"MMMooooMMM"
~ "Metro Olografix"        MMMMMMMMMM
~ Newsletter N.24SP A.6  oMMM"" """MMo
~ del 22 giugno 2008    "MMM"      "MMM"

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~ .: NUMERO SPECIALE: BLOGGER CONDANNATO PER STAMPA CLANDESTINA :.
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~ .: INFO E SOMMARIO :.
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Questa e` la Newsletter dell'Associazione Culturale Telematica
"Metro Olografix" http://www.olografix.org/

Per avere ulteriori informazioni, e per gestire la tua iscrizione,
leggi http://lists.olografix.org/cgi-bin/mailman/listinfo/newsletter

Non rispondere direttamente alla lista, se hai bisogno di ulteriori
informazioni, scrivimi al seguente indirizzo
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http://newsletter.olografix.org/


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::COMUNICATO STAMPA MO-PCK::
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TUTTI I BLOG SONO A RISCHIO CHIUSURA?


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::   PETIZIONE ONLINE     ::
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Firma la petizione, potresti essere tu il prossimo condannato!
http://www.censurati.it/voxpeople/carloruta/


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::       NEWS WEEK        ::
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Blogger condannato per il reato di stampa clandestina


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::    EDITORIALE          ::
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Blogger siciliano condannato per il reato di “stampa clandestinaâ€
Le inchieste scomode
Il Tribunale di Modica (Ragusa) condanna Carlo Ruta a una multa di
150 euro, più 5.000 di spese giudiziarie, per non aver registrato il
sito www.leinchieste.com secondo quanto previsto dall'art.16 della
legge n.47 del 8 febbraio 1948 (Disposizioni sulla stampa).
Dopo l'oscuramento nel 2004 del sito www.accadeinsicilia.net altri
guai giudiziari per lo studioso siciliano.
di Loris “snail†D'Emilio
2008-06-16 http://www.ldenews.info/?p=168


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::    COMMENTO            ::
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Dovremo chiudere tutti i blog?
Carlo Ruta condannato per stampa clandestina
Lo storico siciliano ancora vittima di una clamorosa sentenza giudizia-
ria. Intanto decolla la campagna di solidarietà con Pino Maniaci, il
conduttore di Telejato
PeaceLink.it, 16 giugno 2008 - Alessio Di Florio
http://www.peacelink.it/mediawatch/a/26429.html


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::    OPINIONE            ::
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Quando la stampa clandestina e' alla luce del sole
di Carlo Gubitosa


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:: NEWS METRO OLOGRAFIX   ::
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::       CREDITS          ::
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~ .: COMUNICATO STAMPA METRO OLOGRAFIX - PEACELINK :.
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TUTTI I BLOG SONO A RISCHIO CHIUSURA?

Le associazioni Peacelink (Taranto) e Metro Olografix (Pescara)
esprimono la solidarieta' allo storico antimafia Carlo Ruta,  condannato
per stampa clandestina.


PeaceLink e Metro Olografix esprimono la loro solidarieta' con Carlo
Ruta, condannato in primo grado dal tribunale di Modica per il reato
di stampa clandestina.

Va ricordato che la condanna di Ruta e' conseguente alla pubblicazione
sul sito www.accadeinsicilia.net - chiuso d'autorità nel 2004 - di
documenti sull'assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso
a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni mentre stava realizzando un'inchiesta
su rilevanti intreccio tra economia, politica e mafia.

Questa sentenza si aggiunge agli altri ostacoli incontrati da Ruta
nella sua attivita' di informazione antimafiosa. Attività per la quale ha
subito anche diversi attentati, di cui il più clamoroso è stato l'incendio
dell'auto dove teneva le copie di un suo libro che l'indomani doveva
essere distribuito dall'editore.

Nel settembre 2005 Carlo Ruta, subito dopo l'oscuramento del suo sito,
ha descritto le vicende giudiziarie culminate con l'attuale sentenza nel
corso del convegno "Cyberfreedom", organizzato a Pescara dalle
associazioni PeaceLink e Metro Olografix per denunciare vari casi di
limitazione del diritto costituzionale alla libera espressione del
pensiero.

La testimonianza di Ruta sul prezzo pagato per ricordare chi combatte
la mafia e' tuttora presente all'indirizzo
http://cyberfreedom.olografix.org/ che raccoglie gli atti del
convegno.

In questi anni Carlo Ruta ha documentato con lucidita' e
competenza tante vicende della Sicilia, spesso ambigue e oscure,
esponendosi a rischi importanti per questo insostituibile lavoro di
memoria storica e giornalistica.

Gia' nel 2001 le associazioni PeaceLink e Metro Olografix avevano
duramente contestato l'ambigua legge sull'editoria che ha
genericamente esteso l'obbligo di registrazione delle testate a non
meglio specificati "prodotti editoriali", lasciando ai giudici l'onere
di decidere in base a criteri soggettivi cosa rientra in questa
categoria e puo' essere pertanto sanzionato.

Oggi gli effetti nefasti di quel provvedimento legislativo ricadono su
Carlo Ruta, ma domani potrebbero colpire chiunque. Secondo i rilevamenti
della stessa Polizia Postale il sito di Carlo Ruta veniva aggiornato senza
alcuna periodicità. Così come già evidenziato da molti dovrebbe essere
quindi assimilato ad un blog. Dobbiamo quindi concludere che tutti i
blogger italiani sono a rischio? Chiunque aggiorna un qualsiasi sito può
arbitrariamente essere arrestato e condannato?

I rappresentanti di PeaceLink e Metro Olografix, convinti che
l'attivita' di Ruta non sia etichettabile come "Stampa Clandestina",
ma sia al contrario una meritevole opera di volontariato per
preservare la memoria storica della lotta alla mafia, esprimono la
loro piena solidarieta' a Carlo Ruta.

Taranto/Pescara 22 giugno 2008


Giacomo Alessandroni (Associazione Peacelink)
Alessio Sclocco (Metro Olografix)

Per informazioni e contatti:

www.peacelink.it - www.olografix.org
info@peacelink.it - info@olografix.org
Cell: 3494254406 (Alessio Di Florio)

Per contattare Carlo Ruta:
carlo.ruta@tin.it
giocorradini@virgilio.it
www.leinchieste.com
cell. 347-4862409
tel. 0932-780109


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~ .: PETIZIONE ONLINE :.
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PETIZIONE ONLINE PER CARLO RUTA

Libertà sul web. Sentenza oscurantista in Italia.

Condannato penalmente da un tribunale della Repubblica per il reato di
"stampa clandestina", reo di aver curato il sito internet di documenta-
zione storica e sociale "accadeinsicilia", già oscurato d'autorità.

E' avvenuto un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per
la libertà di espressione sul web in Italia. Carlo Ruta è stato condan-
nato a una pena pecuniaria, per "stampa clandestina", solo per aver
gestito un sito di documentazione storica e sociale, in sostanza un nor-
malissimo blog, di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia
postale di Catania, cui era stato conferito l'incarico degli accerta-
menti, la non periodicità regolare.

L'incredibile sentenza penale è stata emessa dal giudice Patricia Di
Marco, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal
magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è s
tato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da
Giuseppe Di Lello al presidente dell'Antimafia Francesco Forgione, in
relazione alla gestione dell'inchiesta giudiziaria sul caso del gior-
nalista Spampinato.

Una sentenza del genere, che reca riscontri soltanto in Cina e in qual-
che nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro
paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web,
alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione.
E' quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informa-
zione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima de-
terminazione.

Firma la petizione, potresti essere tu il prossimo condannato!
http://www.censurati.it/voxpeople/carloruta/


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~ .: NEWS WEEK :.
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Perché quel blogger è stato condannato?
(PI - Commenti) di Guido Scorza - Un blog condannato ai sensi della
legge sulla stampa? La sentenza potrebbe rivelarsi meno assurda di
quanto si potrebbe pensare. Il fantasma della legge sull'editoria
62/2001 aleggia sulla rete italiana
http://punto-informatico.it/2322890/PI/Commenti/
Perch-eacute--quel-blogger--egrave--stato-condannato-/p.aspx

Il magistrato criticato condanna il blogger
Per la prima volta un blogger è stato condannato per non aver registra-
to il proprio sito in Tribunale. A condannarlo è un magistrato che il
blogger aveva precedentemente criticato.
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7721&numero=999

Italia, blog condannato per stampa clandestina
(PI - News) Succede in Italia a carico di uno storico che cura la pub-
blicazione e la raccolta di materiali che interessano molti. Secondo
il Tribunale di Modica Carlo Ruta è colpevole di periodicità non rego-
lare
http://punto-informatico.it/2321322/PI/News/
Italia--blog-condannato-per-stampa-clandestina/p.aspx

Storico condannato per un blog ritenuto “stampa clandestinaâ€
http://www.lsdi.it/2008/06/14/storico-condannato-per-un-blog-ritenuto-
%E2%80%9Cstampa-clandestina%E2%80%9D/

SENTENZA INEDITA SUL WEB IN EUROPA
Curatore di blog condannato per "stampa clandestina"
di Stefano Corradino
http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6918

IL CASO
Prima condanna: anche il blog è «clandestino»
a. fab. - Il Manifesto, 15 giugno 2008
<http://www.culturalibera.org/flat/index.php?mod=read&id=1213688214>

Libertà sul Web, sentenza oscurantista in Italia
Condannato lo storico Carlo Ruta, reo di “stampa clandestina†per aver
curato il sito “AccadeInSiciliaâ€, già oscurato d’autorità
Anna Masera - La Stampa, 13 giugno 2008
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?
ID_blog=2&ID_articolo=709&ID_sezione=&sezione=


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~ .: EDITORIALE :.
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Blogger siciliano condannato per il reato di “stampa clandestinaâ€
Le inchieste scomode
Il Tribunale di Modica (Ragusa) condanna Carlo Ruta a una multa di
150 euro, più 5.000 di spese giudiziarie, per non aver registrato il
sito www.leinchieste.com secondo quanto previsto dall'art.16 della
legge n.47 del 8 febbraio 1948 (Disposizioni sulla stampa).
Dopo l'oscuramento nel 2004 del sito www.accadeinsicilia.net altri
guai giudiziari per lo studioso siciliano.


Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Carlo Ruta [1] nel set-
tembre del 2005, a quasi un anno  dalla chiusura del suo primo sito
web www.accadeinsicilia.net, in occasione del meeting “Cyber-freedom:
resistenza culturale contro la censura†[3] organizzato dalle associa-
zioni Metro Olografix [4] e PeaceLink [5]. In quell’incontro Carlo ci
parlò della sua esperienza, di cosa rappresentasse il sito
accadeinsicilia.net ed il significato politico, sociale, culturale
della sua chiusura voluta dalla magistratura (il suo intervento è
tutt’oggi disponibile qui [5]), ma anche di come il suo impegno sareb-
be andato avanti con il nuovo sito: www.leinchieste.com.

A distanza di tre anni da quell’incontro, e nonostante tutte le cose
dette, proprio il nuovo sito di Carlo è fonte di nuovi problemi con
la giustizia: il 12 maggio scorso il giudice presso il tribunale di
Modica Patricia Di Marco, su denuncia presentata dal magistrato
Agostino Fera, condanna Carlo ad una pena pecuniaria di 150 euro, più
5.000 di spese giudiziarie, per il reato di “stampa clandestinaâ€,
secondo quanto previsto dall’art.16 della legge n.47 del 8 febbraio
1948, articolo che recita testualmente:

Art. 16 - (Stampa clandestina)
Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodi-
co senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art.5,
è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire
500.000.
La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non perio-
dico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello dello stam-
patore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al
vero.[6]

L’applicazione di questo articolo è, quanto meno, discutibile visto
che la stessa Polizia postale avrebbe accertato la “non periodicitàâ€
del sito; non solo, definire il concetto di “pubblicazione di giorna-
le o altro periodico†per un sito web è piuttosto singolare. Infine,
basta andare sullo stesso sito per verificare che sia il nome di
Carlo Ruta, con tanto di recapito postale ed email, sia i nomi dei
vari “articolisti†sono correttamente riportati (così come sono evi-
denziati nella testata la caratteristica documentale, “sito di do-
cumentazione storica e socialeâ€, e a fondo pagina la non periodicità
degli aggiornamenti).

Per quale motivo allora la denuncia e la sentenza? E’ lo stesso
Carlo Ruta, in un articolo su Punto Informatico [7], a fornire delle
ipotesi:
“Nel mio blog io ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazio-
ne dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato,
il giornalista, colaboratore dei quotidiani l'Ora e l'Unità che nel
1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla
luce, in un'inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affa-
ri e malavita...â€.

mentre in un articolo su ZeusNews [8] si può leggere questa ricostru-
zione:
Il pm che ha chiesto la condanna di Ruta è lo stesso Agostino Fera
che aveva fatto chiudere il sito nel 2004, ritenendo diffamatorie
nei suoi confronti le tesi sostenute da Ruta a proposito dell'omici-
dio di Giovanni Spampinato, giornalista dell'Unità.
Spampinato fu ucciso ucciso nel 1972 da Roberto Campria: fu lui stes-
so a confessare il delitto, costituendosi sporco di sangue e con la
pistola ancora in pugno, ma i mandanti rimangono oscuri ancora oggi.
Campria è figlio di Saverio Campria, il magistrato che allora presie-
deva il Tribunale di Ragusa, e che all'epoca dei fatti era il capo
diretto di Fera.

Aldilà di queste ipotesi, resta un fatto gravissimo, sottolineato da
Giuseppe Giulietti di Articolo21 [9]:
“Non siamo abituati a commentare le sentenze ma non vogliamo che que-
sta resti avvolta nell'ombra perchè riguarda l'articolo21 della Costi-
tuzione e la libertà della rete, in un momento tra l'altro partico-
larmente delicato per l'informazione, in cui si decreta il carcere
per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano
in quelle consentiteâ€...

Estendere una legge del 1948, discutibile per molti aspetti già allora,
ad oggi nell’era della comunicazione di massa, e di Internet in parti-
colare, appare ancor più inappropriato e fuoriluogo, soprattutto alla
luce dell’articolo 21 della nostra Costituzione, che così recita:

Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con
la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità
giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa
espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che
la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.[10]

Se questa sentenza del Tribunale di Modica dovesse diventare un prece-
dente nel sistema giuridico italiano, soprattutto alla luce della Legge
7 marzo 2001, n. 62  “Nuove norme sull'editoria e sui prodotti edito-
riali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416â€,[11] quali conse-
guenze ne deriverebbero?
Leggete questo interessantissimo articolo di InterLex [12] per render-
vene conto.

Forse è il caso di cominciare seriamente a pensare di chiudere la ba-
racca?

Loris “snail†D'Emilio
2008-06-16 http://www.ldenews.info/?p=168


NOTE
[1] http://cyberfreedom.olografix.org/relatori.html#ruta
[2] http://cyberfreedom.olografix.org/
[3] http://www.olografix.org
[4] http://www.peacelink.it
[5] http://cyberfreedom.olografix.org/materiali.html
[6] fonte: http://www.interlex.it/testi/l48_47.htm#16
[7] fonte: http://punto-informatico.it/2321322/PI/News/
Italia--blog-condannato-per-stampa-clandestina/p.aspx
[8] fonte: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7721&numero=999
[9] fonte: http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6918
[10]fonte: http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm
[11]fonte: http://www.interlex.it/testi/l01_62.htm
[12]fonte: http://www.interlex.it/stampa/0162_1.htm


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~ .: COMMENTO :.
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Dovremo chiudere tutti i blog?
Carlo Ruta condannato per stampa clandestina
Lo storico siciliano ancora vittima di una clamorosa sentenza giudizia-
ria. Intanto decolla la campagna di solidarietà con Pino Maniaci, il
conduttore di Telejato


~ Qualsiasi studente di Diritto sa che esistono dei postulati giuridici
e dottrinari che sono oggetto di approfondimento, e anche confutazione,
e altri che sono così fondamentali e radicati che non possono essere
messi in discussione. Alcuni di questi sono così basilari che sono dati
per scontati, accettati a prescindere spesso senza neanche nominarli.
Tanto è vero che li si applica senza ricordarsi minimamente l'enuncia-
zione.
L'esperienza e alcuni vaghi ricordi degli studi universitari inseriscono
in questa categoria anche una fondamentale divisione del diritto inter-
nazionale: civil law e common law. Il mio professore all'Università li-
quidò tutto in poche parole. Nei paesi di civil law fonte di produzione
principale del diritto è il parlamento e il potere legislativo mentre,
al contrario, nei paesi di common law vengono solo stabilite delle leggi
fondamentali e la maggioranza della disciplina legislativa è lasciata
alla giurisprudenza dei tribunali. L'Italia è tradizionalmente ancorata
alla civil law mentre, per esempio, i paesi anglosassoni alla common law.
Ovviamente la divisione non è netta e totale, quindi è possibile che in
Italia ci siano particolari campi disciplinati da sentenze di tribunale
(basti pensare a molti pronunciamenti della Cassazione) così come in
Inghilterra esiste un nutrito corpus giuridico prodotto dalle Camere
parlamentari.

Perché questa, anche lunga, premessa?

Due ore fa apro la posta elettronica. Carlo Ruta, carissimo amico, vali-
dissimo collaboratore di PeaceLink e straordinario storico e giornalista
è stato condannato per la seconda volta.
Questa volta l'accusa è di 'stampa clandestina'.
Di per sé, purtroppo, non sarebbe una notizia. Carlo è da anni vittima
di un attacco a tutto campo per le sue inchieste scomode. Partendo dal
caso Spampinato, molte inchieste di mafia hanno avuto nei suoi scritti
momenti di eccellenza assoluta.
E proprio il caso Spampinato è stata la testa d'ariete prima per la
chiusura del sito e oggi per la condanna. Una condanna a seguito della
querela contro Carlo avanzata dal magistrato che conduceva le indagini
sull'assassinio di Spampinato. Piccola nota a margine: Carlo ha solo ri-
portato sul suo sito la documentazione e i fatti ricostruiti. Il magi-
strato le critiche e le vere e proprie censure del proprio operato non
le ha subite da Carlo ma da diversi parlamentari, a partire dall'allora
presidente della Commissione Antimafia Forgione...

In un paese normale Carlo sarebbe un giornalista di fama e peso, consi-
derato e ben seguito. Ma, come già abbiamo ricordato negli ultimi anni
anche su PeaceLink, siamo in quello che Pino Corrias definì 'un paese
rovesciato'. Ed infatti se Ultimo è stato ringraziato per l'arresto di
Riina con un processo infamante, con Carlo ci si è accontentati finora
di trascinarlo continuamente in tribunale(vantando un record difficil-
mente superabile in qualsiasi paese al mondo: tre processi in tre tri-
bunali diversi per lo stesso 'reato') e di tre pronunciamenti negativi
processuali. Il primo riguardò la chiusura d'autorità del sito dove rac-
coglieva le sue inchieste.

Mi permetto qui una piccola divagazione personale: un paio d'anni fa(o
giù di lì) stavo facendo con un'amica una ricerca su internet. L'argo-
mento era di scottante attualità: la pedopornografia e il turismo ses-
suale(ne scrissi poi in un articolo su Unimondo). Scrivendo 'lettera a
don Fortunato di Noto' su Google(cercavamo la corrispondenza tra il sa-
cerdote e i genitori di uno dei bambini di Rignano Flaminio se non ri-
cordo male) giungemmo su un sito che incitava ed esaltava la pedofilia,
definendola un 'puro sentimento'. Ricordando entrambi che l'incitamento
al reato fosse a sua volta reato, segnalammo il sito sul portale Internet
della polizia di stato. Unico risultato: poco più di tre email all'anno.
Una per segnalare il concorso annuale del Sole24ore e le altre a Natale,
Capodanno e vacanze estive. Ognuno tragga le sue conclusioni ...

Tornando alla condanna odierna contro Carlo Ruta si resta basiti davanti
al reato: stampa clandestina. Carlo pubblicava un blog, un sito con ag-
giornamenti aperiodici che non rientra(come sa chiunque frequenti il web)
nella legislazione sulla stampa ed è semplicemente espressione di quella
grandissima conquista italiana che è l'articolo 21 della Costituzione.
A molti sarà capitato di leggere su qualche blog, ma non solo, diciture
simili a "Questo sito non è una testata giornalistica e non è quindi
soggetto alla disciplina sulla stampa".

La sentenza di condanna contro Carlo viola questo principio basilare del-
la comunicazione su Internet: come già evidenziato da molti, qualsiasi
blogger(ma anche semplice frequentatore di mailing lists, forum, news-
group, chat) potrebbe essere perseguito in maniera del tutto arbitraria.
In una sola volta vengono violate due leggi importantissime per la liber-
tà di espressione: la Costituzione Italiana e la legge sulla stampa.
Per quanto riguarda la Costituzione c'è poco da aggiungere. Per quanto
riguarda la seconda torniamo al principio giuridico ricordato all'inizio:
fino a pochi giorni fa l'Italia era da considerare un paese di civil law,
dove quindi nessun tribunale(neanche la Cassazione) poteva modificare le
leggi vigenti(come avviene in common law). E' ancora così? O forse ci
siamo persi qualche passaggio?

Comunicati di solidarietà a Carlo sono già giunti da diverse fonti, a
partire dall'Associazione Articolo 21 e da Giovanni Corradini, a sua
volta da anni impegnato sul tema. Antonella Serafini, collaboratrice di
PeaceLink, ha lanciato una petizione in solidarietà con Carlo che è pos-
sibile firmare alla pagina http://www.censurati.it/voxpeople/carloruta/

In conclusione due parole su Pino Maniaci, altro giornalista nel mirino
della mafia e dei poteri forti e vittima di un recente attentato. Una
campagna dal forte impatto, ma dalla semplicità disarmante, è stata
lanciata nelle scorse settimane. Pino conduce il telegiornale di Tele-
jato, piccola emittente televisiva catanese. Chiunque può, è invitato
a scendere in Sicilia per condurre un giorno il telegiornale al suo po-
sto. Si riprende così una delle più importanti e suggestive intuizioni
del pool antimafia di Borsellino, Falcone, Chinnici e Caponnetto: la
mafia colpisce facilmente una persona sola ma è in difficoltà, e può
essere battuta, quando si uniscono le forze di diverse persone motivate.
Tutti i dettagli della campagna sono leggibili a partire da
http://www.censurati.it/?q=node/3797
Promuovere l'iniziativa "Siamo tutti Pino Maniaci", così come è stata
denominata, significa entrare a fare parte di un "popolo che intende
essere presente", non soltanto più virtualmente, nelle lotte alla mafia
e per la libertà della vera informazione.
E' possibile iscriversi e vedere i moltissimi promotori dell'iniziati-
va entrando anche nel sito www.telejato.it , collegato direttamente
con la pagina web "Siamo Tutti Pino Maniaci"

PeaceLink.it, 16 giugno 2008 - Alessio Di Florio
http://www.peacelink.it/mediawatch/a/26429.html


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~ .: OPINIONE :.
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Quando la stampa clandestina e' alla luce del sole
di Carlo Gubitosa

Una condanna per "stampa clandestina" ha colpito un sito fatto alla
luce del sole, un paradosso che nasce dall'incontro di una regola
fascista con le nuove tecnologie del terzo millennio. Il "clandestino"
in questione e' Carlo Ruta, che dopo aver subito l'oscuramento del
sito antimafia www.accadeinsicilia.net e' stato condannato dal
tribunale di Modica per non aver registrato le sue pagine web come
testata giornalistica. L'obbligo di indicare il responsabile di un
giornale e il luogo in cui veniva stampato fu introdotto dal fascismo
per controllare chi scriveva e chi stampava, e per pizzicare con le
mani sporche di inchiostro chi produceva fogli sgraditi al regime.
Anche quando nessuno era piu' fascista o ricordava di esserlo stato,
la legge sulla stampa del 1948 ha mantenuto intatto il vincolo di
registrazione delle testate, esteso anche ai siti internet con la
discussa legge sull'editoria del marzo 2001. Giuseppe Giulietti,
passato dai DS a Di Pietro e promotore dell'associazione "Articolo 21"
fu l'insospettabile relatore di quella legge, che obbligava alla
"schedatura" anche i "prodotti editoriali" diffusi in rete. Giulietti
e altri "sinistri" figuri come Vannino Chiti e Vincenzo Vita avevano
reagito al coro di proteste affermando che l'obbligo di registrazione
riguarda solo i siti che vogliono accedere a finanziamenti e sgravi
fiscali. "Io sono un libertario per eccellenza - dichiaro' Giulietti
dopo le contestazioni dei mediattivisti - e troverei folle che chi ha
un sito amatoriale, anche aggiornatissimo e frequentatissimo, fosse
obbligato a registrarsi in Tribunale come una testata giornalistica".
La follia di Giulietti si materializza gia' nel giugno 2001, con
l'oscuramento e la condanna di un sito blasfemo elevato al rango di
"testata giornalistica" per colpa di una legge mal fatta, a
disposizione di chiunque vuole tappare la bocca a un sito. Oggi invece
tocca a Carlo Ruta, che paga lo sforzo di memoria storica con cui ha
esposto in rete i panni sporchi della mafia. L'omicidio del
giornalista Giovanni Spampinato, le coperture ricevute dal suo
assassino dentro e fuori dai tribunali, le vicende poco chiare della
Banca Agricola Popolare di Ragusa: tutto questo oggi e' "stampa
clandestina", memoria illegale, pagine di storia da strappare.

(pubblicato su Carta www.carta.org)


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~ .: NEWS DALL'ASSOCIAZIONE :.
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Ogni lunedì sera la sede dell'associazione resterà aperta
dalle ore 21,30 per incontrarsi, conoscersi, discutere, smanettare.
Per chi vuole passare un po' di tempo con noi, l'appuntamento è in via
Nazionale Adriatica Nord, 92 - Pescara
Riferimenti utili alla pagina
http://www.olografix.org/?page_id=57

Associazione Culturale Telematica "Metro Olografix"
http://www.olografix.org :: info@olografix.org


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~ .: CREDITS :.
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a cura di Loris "snail" D'Emilio
http://loris.olografix.org/

ha collaborato a questo numero speciale:
Carlo "gubi" Gubitosa
http://www.giornalismi.info/gubi
Alessio Di Florio
abdullahkalef at olografix dot org

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ciao, snail
"Chi riceve un'idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia;
come chi accende la sua candela con la mia, riceve luce senza lasciarmi
al buio". - Thomas Jefferson



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DateSujet  Auteur
22.06.
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snail
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