On 14 Mag, 07:10, mancheesNOS...@SPEMtiscali.it (Michele Ancis) wrote:
> Mah, continuando con le spiegazioni "ad alto livello" (nel senso...pour
> parler ;-)), la stranezza si spiega con il fatto che - a livello di
> proposta politica "ventilata" - la sx ha tenuto una linea di "difesa dei
> deboli", ossia l'ideale di portare equilibrio in un sistema, la società,
> in cui - termodinamicamente mi verrebbe da dire - si tende al
> disequilibrio.
Sembrerebbe di sí, non so se interpreto bene il tuo discorso, ma
stamattina davanti ad un caffé pensavo che alcuni obiettivi storici
della sinistra si sono giá realizzati, ma è altrettanto vero che
nessuno si è radicato nei paradigmi politici e, soprattutto, nella
mentalità collettiva dei paesi occidentali. L'idea di welfare,
l'istruzione obbligatoria, la salvaguardia del lavoro e dei
lavoratori, la difesa dei diritti civili sono princìpi di sinistra che
- malgrado tutte le critiche - si sono giá imposti.
È come se la sinistra non avesse piú ragione di esistere per come
l'abbiamo sempre letta, studiata e vista.
Ci sono altri obiettivi inoltre come "libertà, uguaglianza, comunità,
fratellanza, giustizia sociale, società senza classi, cooperazione,
progresso, pace, prosperità, abbondanza, felicità" ma sono idee vuote
se non calate nel contesto specifico.
Questo é un altro motivo: il distaccamento dalla realtá.
> tosta, e finora nessuno c'è riuscito...Tantomeno la sinistra italiana.
> Invece a dx (in Italia) ci sono andati MOLTO più leggeri, hanno cavalcato
> l'onda...Che questo non costituisca un vero e solido bene per la società
> italiana è per me abbastanza sicuro ma...chissà, magari mi sbaglio!
Hai ragione, e le stesse cose le dice Raffaele Simone nel libro "Il
Mostro Mite": la destra nella sua fase moderna, globalizzata e
mediatica, si è imposta con metodi non cruenti, anche se talvolta
devastanti, ed è adeguata ai tempi. Seducente, "embedded" -
incastonata - nella globalizzazione e nei poteri planetari, è
tecnologica e arcicapitalistica - cioè più finanziaria che
industriale, perché se fosse industriale richiederebbe la cooperazione
degli operai, che sono potenzialmente pericolosi -, non si lega a un
singolo partito, perché rischierebbe di essere sconfitta una volta che
fosse sconfitto quel partito, ma si impone soprattutto come una
"mentalità diffusa e impalpabile".
Inoltre dice che la destra é riuscita ad imporre un linguaggio
totalmente diverso da quello della sinistra basato su passione
diverse.
La vergogna é una passione inutile ed é sostituita dall'egoismo, alla
realtá "dura e quotidiana" (mi viene in mente l'impegno di cercare una
soluzione di tipo sociale ai rom) é sostituita una visione della
stessa realtá (le soulzioni definitive tipiche delle politiche di
destra: chiusura campi, introduzione del reato di clandestinitá): cioé
capacitá interpretativa del cittadino = zero, ma sicuramente meno
impegnativa, piú comoda.
Quindi alla fine conclude che la sinistra richiede al suo elettore un
maggiore sforzo su di sé, perché la sinistra esprimerebbe, dunque, una
posizione più culturale che è più difficile e costosa da mantenere,
anche perché - per essere conservata - occorre che l'individuo vada
contro i suoi interessi immediati.
neurino