tutti assolti a cosenza
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Sujet: tutti assolti a cosenza
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Date: 24. Apr 2008, 20:33:51
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NO GLOBAL: PROCESSO COSENZA, TUTTI ASSOLTI ++
(ANSA) - COSENZA, 24 APR - Sono stati tutti assolti i 13 militanti no
global della Rete del sud ribelle accusati di associazione sovversiva
per la presunta organizzazione degli incidenti accaduti nel 2001 durante
il G8 di Genova ed il Global Forum di Napoli. Il dispositivo della
sentenza è stato letto dal presidente della Corte d'assise Maria
Antonietta Onorati.
La sentenza è stata emessa dopo poco più di un'ora e mezzo di camera di
consiglio. Il pm Domenico Fiordalisi aveva chiesto condanne per
complessivi 50 anni di reclusione. La condanna più alta - sei anni di
reclusione e tre di libertà vigilata - era stata chiesta per Francesco
Caruso, deputato uscente di Rifondazione comunista, Luca Casarini e
Francesco Cirillo. Il pm aveva chiesto inoltre la condanna a tre anni e
sei mesi per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna
Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi e Peppe Fonzino e due anni e
sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo.
L'accusa per i 13 attivisti no global è quella di "cospirazione politica
mediante associazione, al fine di impedire l'esercizio delle funzioni
del Governo italiano durante il G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una
più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a
sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nello
Stato". La sentenza, che sarà letta dalla presidente della Corte
d'assise, Maria Antonietta Onorati, giunge a sette anni dall'inizio
della vicenda, ed a tre mesi dalla requisitoria del pm Domenico
Fiordalisi che oltre ai 50 anni complessivi di carcere ne ha chiesti
anche 26 di libertà vigilata. Anna Curcio, uno degli imputati nel
processo cosentino, è anche testimone nel processo di Genova a carico di
esponenti delle forze dell'ordine per l'irruzione nella scuola Diaz in
occasione del G8. Un altro imputato, Antonino Campennì, è invece parte
lesa nel processo di Napoli.
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Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è diventata la patria
naturale del costume demagogico.
(P. Gobetti)

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