Tel Aviv fa la prova della guerra all'Iran
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Sujet: Tel Aviv fa la prova della guerra all'Iran
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Date: 22. Jun 2008, 12:26:39
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Tel Aviv fa la prova della guerra all'Iran
Michele Giorgio
Continuano i giochi di guerra in vista dell'attacco contro le centrali
nucleari iraniane (e non solo) che l'aviazione israeliana sta preparando da
tempo. Se lo scorso 6 settembre, bombardando un presunto sito nucleare in
una zona remota della Siria, i jet con la Stella di David avevano dimostrato
di poter penetrare in profondità lo spazio aereo siriano e, quindi, di poter
raggiungere obiettivi ancora più lontani, all'inizio di giugno i piloti
israeliani hanno svolto esercitazioni che inequivocabilmente confermano che
sono pronti a sferrare il raid contro Teheran.
Funzionari americani hanno rivelato al New York Times che l'aviazione
israeliana attraverso le esercitazioni appena concluse ha sviluppato la
capacità di sferrare attacchi a lungo raggio e, allo stesso tempo, ha messo
in chiaro che se gli iraniani non interromperanno il programma di
arricchimento dell'uranio, Israele - unico paese a possedere la bomba
atomica in Medio Oriente - non esiterà ad attaccare.
D'altronde il 6 giugno, in un'intervista, il ministro dei trasporti (ed ex
capo di stato maggiore) Shaul Mofaz aveva parlato di un attacco ormai
«inevitabile» di fronte ai «fallimenti» della diplomazia. Il fatto che poi
sia stato smentito dal governo non basta a cancellare una decisione presa da
tempo e che in Israele conoscono tutti, dal primo ministro al semplice
cittadino. La replica dall'Iran, che nega con decisione di volersi dotare di
ordigni atomici, non si è fatta attende. «Se i nemici, in particolare
Israele e il suo alleato americano, adotteranno il linguaggio della forza,
allora riceveranno dall'Iran un forte schiaffo in faccia», ha avvertito ieri
Ahmed Khatami, un importante esponente del clero sciita durante un sermone
all'Università di Teheran.
Oltre cento caccia israeliani F-16 e F-15, stando ai funzionari statunitensi
citati dal New York Times, hanno partecipato alle manovre che si sono
concluse il 5 giugno e che si sono svolte nella parte orientale del Mar
Mediterraneo. I velivoli hanno volato per oltre 900 miglia, più o meno la
stessa distanza che separa Israele dall'impianto atomico iraniano di Natanz,
rifornendosi in volo. Hanno anche provato a mettere in atto tattiche aeree
per vari scenari di guerra. «Vogliono che sappiamo, vogliono che l'Europa
sappia, vogliono che gli iraniani sappiano - ha detto uno dei funzionari
Usa - provano e riprovano. Non stanno escludendo nulla dalla gamma delle
opzioni».
I comandi israeliani non hanno parlato dei dettagli dell'esercitazione e
hanno spiegato che l'aviazione conduce regolarmente missioni di
addestramento. Tuttavia non è passata inosservata l'intervista pubblicata
l'altro ieri da Le Figaro, in cui il premier Olmert ha ribadito che il suo
paese non accetterà un Iran dotato di armi nucleari.
«Tutti conoscono le nostre capacità», ha dichiarato Olmert in riferimento
forse anche al potenziale bellico non convenzionale. Tel Aviv infatti
possiede, secondo calcoli di esperti internazionali, tra le 100 e le 200
bombe atomiche. In passato si era fatto riferimento anche all'utilizzo di
ordigni nucleari per infliggere danni irreparabili alle strutture atomiche
iraniane che si troverebbero in profondità. È chiaro che un attacco
israeliano o israelo-americano scatenerebbe un nuovo spaventoso conflitto in
Medio Oriente. Teheran non resta con le mani in mano. Di recente ha ricevuto
sistemi radar avanzati dai russi che identificano velivoli a bassa quota ma,
soprattutto, ha messo a punto una risposta con centinaia, forse migliaia, di
missili contro Israele e le basi Usa in Iraq, Bahrein e Qatar.
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