La Russa, avanti tutta. I soldati diventano tremila
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La Russa, avanti tutta. I soldati diventano tremila
Avanti tutta. Il ministro della Difesa La Russa, non contento della
sua trovata di piazzare nelle città italiane 2500 soldati, ne ha
aggiunti altri cinquecento. Salgono infatti a tremila i militari messi
a disposizione del ministro dell'Interno nell'ambito del decreto
sicurezza. E avranno anche più da fare: «Oltre ai compiti di
perlustrazione e pattugliamento – ha spiegato La Russa dopo aver
incontrato il presidente della Repubblica Napolitano – svolgeranno sul
modello di quanto fatto all'epoca dell'operazione Vespri siciliani,
anche il sevizio di vigilanza a siti sensibili, consentendo di
liberare forze di polizia sul territorio».
Si tratterà soprattutto di carabinieri, ad esempio, precisa il
ministro, «quelli impegnati nel turnover delle missioni militari
all'estero». Tutto per farci sentire più sicuri, come, sostiene La
Russa, vuole «oltre l’ottanta per cento» degli italiani.
Come dichiarato dallo stesso La Russa, Napolitano gli «ha chiesto di
sentire al massimo tutte le opinioni espresse su questa materia e di
armonizzare il testo dell'emendamento con quello del decreto». Il
ministro della Difesa è dunque ora in attesa delle valutazioni dei
ministri ombra Fassino e Pinotti, ma forse gli basterebbe sentire le
dichiarazioni dell’opposizione delle ultime ore. «Non è con la paura
che si governa il Paese» lo ha avvertito il ministro-ombra
dell'Interno Marco Minniti. Si tratta di una scelta «inutile» e
«sbagliata» anche secondo la presidente dei senatori del Pd Anna
Finocchiaro. E come lei la pensa anche Silvana Mura (Idv) che teme che
la militarizzazione delle città possa avere ricadute negative persino
sul turismo.

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