Afghanistan - Sarà della Folgore il secondo battle group italiano
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Sujet: Afghanistan - Sarà della Folgore il secondo battle group italiano
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Date: 06. Jun 2008, 16:58:05
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Afghanistan - Sarà della Folgore il secondo battle group italiano
L'Espresso conferma le anticipazioni di PeaceReporter:
saranno i paracadutisti a partire a settembre
Riportiamo integralmente l'anticipazione di un servizio de L'Espresso che
uscirà il prossimo venerdì 6 giugno.
Noi ne avevamo parlato qui e qui.
I rimpiazzi dei militari che lasceranno Kabul saranno fatti dalle truppe
scvelte della Folgore, che andrà a costituire il secondo battle grup
italiano in Afghanistan
di Gianluca Di Feo
Folgore! Quel grido di battaglia che il neo ministro Ignazio La Russa
avrebbe voluto sentire con più forza nella parata del 2 giugno, presto
risuonerà nel sud dell'Afghanistan. Il piano definitivo attende l'approvazione
del governo, ma nelle basi di Siena e di Livorno i baschi amaranto si stanno
preparando. Entro settembre i primi reparti potrebbero entrare in azione,
segnando una svolta nelle operazioni italiane all'estero: ci saranno due
gruppi da combattimento, addestrati a intervenire dal cielo, con una potenza
mai schierata prima. L'indicazione della Folgore è stata fatta per scelta e
per necessità. I paracadutisti sono gli unici in grado di agire nelle zone
calde dove si concentrerà l'offensiva talebana. E sono le uniche forze
disponibili tra le brigate di punta del nostro esercito, che ha soltanto un
pugno di unità "combat ready": la Friuli è già in Afghanistan, la Garibaldi
in Libano, la Taurinense sta rientrando in patria dopo un periodo in prima
linea. Inevitabile quindi il ricorso ai parà. Ma il resto della missione è
ancora in fase di definizione.
È molto probabile che il nuovo contingente vada a Sud, rimanendo però nella
regione occidentale affidata al comando italiano. Una delle sedi che viene
valutata è Farah, la città strategica per i movimenti dall'area di Helmand,
dove si concentrano gli attacchi dei fondamentalisti, e per i traffici di
armi dall'Iran. Lì gli americani stanno costruendo una base per l'esercito
di Karzai, c'è un aeroporto e postazioni che i marines potrebbero cedere ai
nostri parà. Perché da quando il confine iraniano è diventato la frontiera
della prossima guerra, quel settore ha assunto una rilevanza strategica
fondamentale per il futuro dell'Afghanistan. Ed è da tre anni che dal
Pentagono chiedono a Roma di farsi carico della sicurezza in quel distretto,
formalmente affidato al nostro comando, ma dove finora si spingevano solo i
commandos della Task Force 45, il nucleo scelto di incursori del Comsubin e
del Col Moschin.
Adesso tutto cambierà. Lo testimonia un episodio eloquente. Il 12 maggio "Il
signore della guerra" è andato a Herat e ha voluto incontrare personalmente
il comandante italiano. Quello che la stampa statunitense chiama "Il signore
della guerra" è il consigliere di George W. Bush per i conflitti in Iraq e
Afghanistan: il generale Douglas "Doug" Lute, colui che assieme al generale
David Petraeus sta gestendo la nuova fase delle operazioni a Baghdad e ora
vuole applicare la stessa dottrina in Afghanistan. La visita dell'inviato
della Casa Bianca è stata raccontata solo dal bollettino di "Enduring
Freedom", la missione americana di lotta al terrorismo: era la top new
dell'ultimo
numero, con foto del consigliere di Bush e del comandante del contingente
tricolore, Francesco Arena. E dopo avere lodato la nostra capacità nel
conquistare il consenso della popolazione (Dan Mcneil, grande capo di tutte
le truppe occidentali impegnate nel Paese, ha detto al nostro generale: «So
che i fratelli afgani ti ringraziano per il rispetto che hai mostrato verso
la loro gente e la loro cultura»), adesso da Washington chiedono agli
italiani di mostrare i muscoli. Cosa che già il governo Prodi, evitando
qualunque pubblicità, si era detto disposto a fare, ma che nei prossimi mesi
potrebbe venire rivoluzionata con l'arrivo della Folgore al fianco della
Friuli. I due gruppi da combattimento opereranno in modo completamente
diverso da quanto fatto finora. Senza mutare più di tanto i celebri "caveat",
le limitazioni che ogni governo pone all'impiego dei suoi soldati, le due
unità si muoveranno secondo criteri molto più "incisivi". Il modello, che
nessuno espliciterà, è quello dell'operazione Nibbio, l'unica missione non
di pace condotta dall'Esercito: in Afghanistan nel 2003 alpini e
paracadutisti si alternarono nella caccia a terroristi e talebani, con
rastrellamenti e sbarchi dagli elicotteri Usa. Non a caso adesso a Herat -
con una decisione del precedente governo - ha preso posizione la Friuli, la
"cavalleria dell'aria" all'esordio sul campo: è stata creata per combattere
dagli elicotteri secondo le tattiche rese celebri da "Apocalypse Now". La
brigata ha i suoi velivoli da trasporto e da combattimento, i Mangusta
corazzati temuti dai guerriglieri. Il comandante della Friuli, Arena, è un
parà e un pilota di elicotteri: conosce alla perfezione lo scenario, perché
dal 2003 al 2006 è stato addetto militare in Pakistan. L'uomo giusto per
guidare la metamorfosi del contingente, che al tradizionale impegno
umanitario, imitato dagli americani con la dottrina Petraeus, dovrà unire
sortite più numerose, dinamiche e pericolose.
La rivoluzione operativa potrebbe scattare a settembre, in genere il mese
più caldo degli scontri con i talebani. Gli alpini della Taurinense
lasceranno ai francesi la difesa di Kabul, segnando l'ingresso da
protagonista della Francia di Sarkozy. Con l'arrivo dei primi nuclei della
Folgore la missione cambierà volto. Pur mantenendo invariato il numero di
militari, o addirittura riducendolo di 250 uomini, la capacità operativa
quadruplicherà. Finora nella regione "italiana" ci sono stati circa 200
uomini di pronto impiego, ma solo una cinquantina di commandos era realmente
in grado di compiere azioni lampo: il resto si muoveva con 72 ore di
preavviso. Invece Friuli e Folgore potrebbero schierare quasi 800 uomini,
combat ready in sei ore dal momento dell'allarme. Basta solo aumentare il
numero di elicotteri o usare spesso i Blackhawk americani. Ma è stato
rispolverato anche un vecchio progetto, bloccato dal governo Prodi: mandare
in Afghanistan una squadriglia di cacciabombardieri Amx. Il piano risale al
2005. L'Aeronautica predispose tutto il necessario e la pista di Herat venne
pavimentata con pannelli speciali, costati 2 milioni e mezzo di euro. Uno
spreco, visto che cargo e elicotteri possono atterrare anche sullo sterrato.
In realtà venne realizzata per ospitare i jet dell'aviazione, che non
partecipa a missioni da quasi dieci anni e che oggi invocano fondi e
visibilità. Ufficialmente gli Amx dovrebbero avere solo compiti di
ricognizione contro i talebani e contro i trafficanti di oppio: lo stesso
ruolo svolto finora dai Tornado tedeschi. Usare cannoni e bombe resterebbe
un lavoro secondario, solo per situazioni estreme.
Politicamente la maggioranza di Silvio Berlusconi non ha problemi
nell'autorizzare
una nuova spedizione afgana. Resta una sola questione, prima di dare il via
libera: il costo umano ed economico. C'è il rischio di dover fronteggiare un
numero di caduti rilevante, con ritorsioni terroristiche. E la prospettiva
che il budget arrivi a sfiorare il miliardo di euro. In entrambi i casi, si
tratta di preventivi che nessuno può autorizzare senza riflettere a fondo.
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