Il giornale "l'Attacco" 11/09/2007
Retroscena
Ancora buio fitto sulla vicenda del presidio foggiano, sul bilancio e
sulle assunzioni clientelari
La Croce Rossa degli amici degli amici
di Luigi Inglese
Scandali di Capitanata
Ancora Croce Rossa nei guai
Accuse sul web della CRI
Dal 13 luglio, giorno dell'inchiesta de L'Attacco sul sito nazionale
della Croce Rossa è tutto un affannarsi ad intervenire, a gridare allo
scandalo
Dimissioni a Foggia
Hanno lasciato il consiglio direttivo provinciale Nicola Giannatiempo
e Gino Marchesini, fra i più indomiti nel denunciare che "qualcosa non
andava"
CRI di Foggia: dopo due mesi restano anzi crescono le accuse
Ancora buio sulle assunzioni e sul passivo di 60mila euro
Era il 13 luglio di quest'anno e l'Attacco usciva nelle edicole con la
sua ennesima inchiesta. "Accuse alla CRI di Foggia", il titolo. E
ancora:"Assunzioni clientelari e passivo di 60mila euro".
Il nostro giornale ancora una volta aveva sentito puzza di bruciato e
aveva cominciato a scavare. Sulla CRI foggiana, invero, molte erano le
nubi che si addensavano: assunzioni clientelari compiute senza il
ricorso a strumenti legislativi particolari; utilizzo "a capriccio" di
determinate imprese; bilancio che presentava un residuo passivo di
60mila euro. E cosa ancor più terribile, anche le minacce, sotto forma
di due proiettili, indirizzate ad un consigliere che aveva osato
scoperchiare la pentola degli intrighi. Troppo allettante la vicenda
per essere sottaciuta da chi, come questo giornale, è solito
ficcanasare. E così cominciammo a svelare le (poche) trame allora
conosciute: un Consiglio direttivo che approntava "il rendiconto
generale dell'esercizio 2006 proposto dal Consiglio Direttivo
Provinciale", a maggioranza: 8 contro 7. Un bilancio affatto chiaro,
sin dai tempi della gestione commissariale, datata 2003, e affidata
alla stessa persona ora presidente. Imprese e dipendenti, una nutrita
schiera di Co.Co.Co. e di Co.Co.Pro. assunti motu proprio, senza tener
in alcun conto lo statuto nazionale che impone, in questi casi
l'avviso pubblico. Il tutto compiuto senza mai presentare uno straccio
di documentazione ai singoli consiglieri che ne hanno fatto ripetuta
richiesta. A fronte di un'assemblea tenuta nel giugno 2007, l'Attacco
s'impose di cominciare a capire e lo fece in maniera soft. Chiedemmo
in maniera garbata se e in che modo venissero fatte le assunzioni,
chiedemmo di documentare il residuo passivo di 60mila euro.
Soprattutto ci parve quantomeno strano che la vita dell'ente benefico
per antonomasia fosse segnata da tante ombre. E lo dicemmo con
chiarezza, senza intingere la penna di veleni, avanzando solo
interrogativi. All'indomani, di buon mattino giungeva in redazione una
missiva della presidente Anna Maria Sarcinelli che chiedeva
"l'immediata smentita delle accuse pubblicate nell'articolo...". E si
dilungava sulle modalità di approvazione del rendiconto generale
esercizio 2006 e discettava sulle deleghe. La lettera è stata da noi
puntualmente ospitata, nell'attesa che da quella stessa parte ci
venissero, nei giorni a seguire, le delucidazioni richieste. Che non
sono mai arrivate. Sono arrivati, invece, e in gran numero, i commenti
e le mail dei tanti soci della CRI e la questione ha presto superato i
confini di Capitanata per divenire oggetto di discussione del popolo
benemerito della CRI. E sono venute le risposte. Tutte per nulla
propense "a lasciar correre".
Sulla lettera della Sarcinelli a l'Attacco vale il commento, per
esempio di Maumau del 14 luglio: "Una risposta molto strana. Ci
aspettiamo che si cacciano fuori i documenti per giustificare le
pesanti accuse e non una mera lezione di statuto". Certo non va
taciuto l'invito del cagliaritano Bistrussu ad oltre il pettegolezzo.
E l'osservazione del barese Pecheronza che ammette tra l'altro che "i
giornali, che generalmente, mettono in luce le anomalie circoscrivano
le ambiguità dell'Ente CRI. Un altro navigatore, Capace, ha osservato:
"Purtroppo continua l'inveterata pratica di lavarsi i panni sporchi in
casa. Solo che questo presuppone un apparato interno di controllo e
"pulizia" efficiente e al di sopra di ogni sospetto. Purtroppo non è
così. Continua ad essere molto difficile continuare a stare in
un'associazione che vede quotidianamente la netta prevaricazione,
almeno in Puglia, dell'apparato amministrativo sugli organo di
governo...". E che dire del solito Maumau che, sempre sul sito nazionale
CRI, in data 12 agosto, ha svelato i risultati della "sua indagine",
riassumibile nei seguenti punti: 1) il delegato amministrativo di
foggia Surgo Roberto ha assunto la sorella Surgo Liliana e il
fidanzato Padovani Giuseppe, senza concorso pubblico; 2) il
responsabile dell'autoparco di Foggia Tenace Luigi ha sistemato il
figlio Tenace Michele, la figlia Tenace Angela e il nipote La Sala
Angelo Pio, senza concorso pubblico; 3) altri dipendenti di Foggia
Moscano Potito e Squitieri Davide hanno sistemato fratelli e sorelle,
senza concorso pubblico; 4) il campo a Borgo Mezzanone è pieno di
"dipendenti precari" baresi figli e parenti di dipendenti baresi,
Papasso Cosimo, Mastromatteo Giacomo, Bellomo Ivana, Bellomo
Francesco, Vitarelli Salvatore, De Tullio Sebastiano, Ventrella
Roberto, Roppo Maria Pia, Silvestris Sergio, Florio Davide,
Abbaticchio Davide, sempre senza concorso pubblico; 5) il presidente
di Foggia Sarcinelli ha sempre il genero Ficco Giorgio pagato al
campo, marito di una consigliera di foggia Valleri Vally e cognato di
un'altra Valleri Giuliana, senza avviso pubblico; 6) gli acquisti dei
locali di Foggia non si sa come sono stati individuati e chi si è
messo come sensale; 7) sono stati assunti amici dei dipendenti civili
e anche qualcuno che ha minacciato di spifferare tutto Lambresa Marco,
Schiamone Elvira, Nunziata Fabio, Fiscarelli antonimo, La Riccia
Giovanni, Pesante Pasqua, La Gatta Leonardo, Dalessandro Alfonso,
Checchia Vincenza, Fabbiani Gerarda, Fabbiani Ponziana, Frattarolo
Ranieri, Mastroluca Raffaella, senza concorso pubblico; 8) non si vive
bene perché tutti sono sotto il ricatto del licenziamento di questi
dipendenti di Foggia che, leccatevi le orecchie, sono anche
rappresentanti sindacali (Tenace Luigi, Surgo Roberto, Vecchini
Fernando, Moscano Potito) e promettono il posto fisso ai propri
parenti e amici, senza concorso pubblico; 9) i "dipendenti precari
CRI" Padovani Giuseppe, Tenace Angela , Tenace Michele, Moscano
Gerardo, Squitieri Adele, Viola Marco, Caterino Michele, Chinni
Giuseppe, Veronico Alessandro, senza aver partecipato ad alcuna
selezione, dal campo profughi sono stati spostati di nascosto
all'autoparco per far incassare gli straordinari, i festivi, i
notturni e i buoni pasto ai dipendenti civili di Foggia che fanno solo
trasporti programmati, badate bene, 24 ore su 24...; 10) anche al
comitato di Foggia sono apparsi come di incanto 2 "dipendenti precari"
Mele Stefania e Santangelo Antonimo in segreteria, senza concorso, con
libero accesso a tutti i documenti e dati privati sensibili; 11) non
parliamo poi dei professionisti e dei collaboratori: una vera
infornata di parenti, amici, e amici degli amici senza nemmeno l'ombra
di un avviso pubblico; 12) per finire si prendono convenzioni a
perdere per non "dimettere" i "dipendenti precari CRI" assunti, senza
pubbliche selezioni....". Sempre in quei giorni, un altro socio CRI,
anonimo, dichiarava: "Continua ad essere molto difficile continuare a
stare in un'associazione che vede quotidianamente la netta
prevaricazione, almeno in Puglia, dell'apparato amministrativo sugli
organi di governo". E consigliava: "Secondo me, volendo proprio
evitare l'intervento diretto della Magistratura, si può allora tentare
un'ultima carta non giudiziaria, e conciliativa. Provate ad
interessare il Difensore Civico...". Proposta bocciata in data 14
agosto: Ma chi "accerta in maniera definitiva"?Quis custodiet
custodes?". Assurdo che la CRI debba avere bisogno di un difensore
civico, ha affermato un utente barese. Abbiamo così documentato l'eco
provocata dalla nostra inchiesta. Per dimostrare la forza e la
sensibilità che l'argomento suscita e continua a suscitare nel popolo
nazionale della CRI e nell'opinione pubblica in generale. Tanto
afflato ed interesse c'impone di proseguire ed andare più a fondo
nella nostra inchiesta. Un impegno che è già ripreso e che continuerà.
Per intanto, un primo nuovo risultato possiamo già rivendicare a
nostro modesto merito: riusciamo a dimostrare l'infondatezza di quanto
affermato dai vertici foggiani della Croce Rossa circa la selezione di
alcuni lavoratori avvenuta per il tramite del Centro territoriale per
l'Impiego di Foggia. Un documento, prot. 4824, così dichiara
espressamente:"Si comunica che agli atti di questo ufficio non
risultano richieste di avviamento a selezione per lavoro a tempo
determinato pervenuta dalla Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale
di Foggia dal 01/01/2003 a tutt'oggi".
La lettera è indirizzata a Giannatiempo Nicola Massimo, ufficiale
dell'esercito e componente del consiglio direttivo del presidio
foggiano insieme a Gino Marchesini. Entrambi hanno presentato le
dimissioni. Ad essi potrebbe presto aggiungersi il vice presidente
Claudio Napolitano. Questi avrebbe già consegnato le sue dimissioni
almeno due volte. Dimissioni prontamente rigettate dalla Presidentessa
Sarcinelli. Fino a quando?
Autoambulanze
Per la cronaca, il residuo passivo della Croce Rossa Italiana,
comitato provinciale foggiano, di 60mila euro è stato spiegato, nella
seduta del giugno scorso, con l'acquisto di una autoambulanza,
autorizzata dal direttore regionale CRI e non dal consiglio direttivo
foggiano. L'argomento s'inscrive nella generale vicenda dei
comportamenti posti in essere dall'attuale vertice e da esso mai
documentati, nonostante le reiterate richieste di tanti consiglieri.
Attualmente il consiglio direttivo della CRI foggiana è composto da
appena nove componenti.