Re: avvio nuova attività
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it.economia.e-commerce ]
> Mha, si dice che gli italiani siano capricciosi e, tutti insieme
> allegramente, costituiscano una ingarbugliata nazione levantina e
> stracorotta in cui luridi maneggi e manfrine trasversali in economia
> spicciola, non solo suppliscano pienamente alla fruttuosità delle operazioni
> di cui sopra, ma rendano anche del tutto inutile, affaticante e, spesso,
> controproducente anche soltanto imbarcarsi in esse.
Mi dice un mio amico che lavora da 25 anni in una banca che se un
cliente arriva con una nuova ditta e un business plan significa che nel
giro di 1/2 anni salta in aria. Dice che è statistico.
Dice che in Italia la microimpresa che funziona nasce in nero e dopo 2/3
anni di attività emerge nel regolare. Restando redditizia e magari
diventando anche di buone dimensioni.
Di solito, dice, se l'azienda fa il business plan significa che chi
avvia l'attività non conosce minimamente il settore in cui si butta per
cui chiede al commercialista.
Nella maggior parte dei casi il commercialista onesto dovrebbe dirgli di
lasciar perdere.
Spesso invece il commercialista redige un business plan seguendo modelli
"prestampati" e studi teorici "precotti" che concretamente non hanno
nulla a che fare con l'attività da intraprendere.
A questo punto la banca, magari col consorzio di garanzia, molla
30/40.000 euro, l'imprenditore dopo il primo anno che va decente compra
il gippone con un finanziamento agevolato spendendo soldi che non ha pur
di non pagare qualche mila euro di tasse. Poi dopo 1/2 anni arriva
l'anno magro che, se va bene, passa con l'aiuto dei genitori pensionati
e magari con qualche banca che è "più incastrata" delle altre. Se dura
dura altrimenti si salta e si ricomincia il giro.

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