incatenato a 50m x tutti i padri e figli separati
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Sujet: incatenato a 50m x tutti i padri e figli separati
De: a...@asd.it (www.paternita.info)
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Date: 01. May 2008, 13:36:17
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Riportiamo il comunicato stampa di SERGIO NARDELLI
uno dei tanti padri italiani distrutti.
Certi che nessuna parola potrà descrivere quello che
SERGIO NARDELLI E SUA FIGLIA stanno soffrendo in questo momento.
http://xoomer.alice.it/padre-separato/sergionardelli
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Taranto, 4 MAGGIO 2008
MI INCATENO A 50 METRI DI ALTEZZA
PER PARLARE DEI PAPA' SEPARATI DAI FIGLI.
Non è bello scoprire che il coniuge ti tradisce, dolore, umiliazione, senso
di impotenza che ti prende quando pensi a tutto quello che hai costruito, la
tua famiglia. Mesi di silenzi a pensare cosa fare mentre ormai tutto intorno
a te si sta sgretolando. Allora le chiedi: "Ma cosa stai facendo?" e ti
senti rispondere: "Chi io? niente perché?"
Lei nega tutto. E' inutile raccontare tanti particolari, ho messo il
telefono sotto controllo ed ho scoperto che erano tre e non uno. Inevitabili
le discussioni, litigi, ho subito maltrattamenti, 4 aggressioni con il
coltello, mia moglie ha persino tentato e minacciato di gettare giù da 6°
piano la mia bambina. Ho detto a mia moglie: "Sarai la rovina dei nostri
figli, vattene da casa!" Ed è così che mi sono ritrovato in carcere con la
falsa accusa di abusi sessuali su mia figlia di 9 anni e altre mille false
accuse di violenza e maltrattamenti.
Ho fatto 60 giorni di carcere, sapete voi cosa è un carcere? No, non lo
sapete. Le guardie mi volevano spezzare le mani con un bastone, solo perché
suonavo il campanello per chiedere un collirio da mettere nei miei occhi
pieni di lacrime. Il 5° giorno in carcere un Giudice mi ha interrogato e mi
ha detto: "Lei abusa di Giulia, sua figlia minore" ed io guardando il
Giudice negli occhi ho detto: "Non ho capito! ..perché io sono qui?" e il
Giudice: " perché lei abusa di sua figlia minore". Ho cominciato a piangere,
a singhiozzare, non capivo le domande del Giudice, non ricordo cosa ho
risposto ma alla fine dell'interrogatorio il Giudice ha detto: "Rimandatelo
a casa questo qui". Ed è così che dopo 15 giorni di carcere mi sono fatto 45
giorni di arresti domiciliari in casa di mia madre.
Il resto è peggio di ciò che ho appena raccontato compreso il fatto che
uscito dagli arresti domiciliari, ho scoperto e documentato che il
poliziotto che mi ha personalmente arrestato usciva con mia moglie.
Nell'incidente probatorio mia figlia che MAI ha formulato l'accusa ha detto:
"il mio papà mi vuole bene ed io pure gli voglio tanto bene". In tribunale
al termine dell'interrogatorio mia figlia piangendo,è corsa verso di me,mi
si è buttata in braccio dicendomi: "Aiutami papà, aiutami! ma cosa vogliono
questi da me?". Il giudice della separazione, ha assegnato la MIA casa e i
figli a mia moglie alla quale passo ancora il mantenimento per lei.
Era il 6 giugno 2003, sono trascorsi 5 anni e da allora, vivo in un
ripostiglio di 7,3 metri quadrati con un letto una scrivania ed una sedia al
7° piano su un terrazzo. Assolto da tutte le false accuse,gli avvocati ed i
tribunali mi hanno tolto 25.000 euro e non è finita.
Il 2 aprile 2008 mia figlia, che posso vedere solo 10 ORE LA SETTIMANA,
ascoltata dal giudice della separazione ha detto: "Mi avete tolto il mio
papà da 5 anni,voglio stare più tempo con il mio papà". Tutto il resto è
normale storia di una separazione tra coniugi dove i papà non contano nulla
e se non ti ha ucciso la tua donna, ci pensano dopo il Tribunale dei minori,
Ass. sociali, psicologi, avvocati e il giudice della separazione. Ci pensano
anche giornali e Tv che continuano strumentalmente a pubblicizzare che
l'uomo è violento. Non so se di più o di meno, i figli vengono uccisi
insieme ai papà.
Gridando "rivoglio i miei figli", mi sono incatenato il 12 settembre 2007
davanti al Tribunale dei minori di Taranto. Gridando "rivoglio i miei
figli", mi sono incatenato il 30 gennaio 2008 per 4 giorni davanti al
Tribunale civile di Taranto. Gridando "rivoglio i miei figli", giorno 4
maggio 2008, salirò a 50 metri di altezza su un edificio di Taranto e
incatenato, lancerò migliaia di volantini per raccontare di 2.000 papà che
come scrivono i giornali, si suicidano ogni anno in Europa.
Un giorno lontano quando morirò se non mi uccideranno prima, vorrei che i
miei organi fossero donati a Giudici bisognosi ma.. non ho più occhi per
piangere, non ho più i polmoni per gridare, ho il fegato avvelenato dal
tempo, mi è rimasto ben poco ma anche se ferito e sanguinante, ho un grande
cuore che batte solo per i miei figli. Chissà se quel giudice con il mio
cuore capirebbe quanto male ha fatto ai papà, ai loro figli ed a tutta la
società. Non avete nessun diritto di togliere i figli ai papà.
RIDATEMI I MIEI FIGLI!
RESTITUITE AI BAMBINI I LORO PAPA'.
SERGIO NARDELLI di Taranto, uno dei tanti papà.
senata@libero.it

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