Ho finito di leggere Quello che ti meriti ieri.
E' un libro che a me e' piaciuto, da subito.
Eè un libro che mi ha fatto riflettere molto, specialmente alla fine.
Nelle ultime 25_/30 pagine ci sono due "coincidenze" che hanno quasi
del miracoloso (per evitare spoiler il piu' possibile, diro' che la
prima e' stradale, la seconda personale) e che, ad un primo impatto,
mi hanno lasciato un po' perplesso, specialmente la prima, quella
stradale. Forse mi hanno colpito piu' del dovuto per il post di
hobbes, che avevo letto, che ho trovato molto critico e poco
corrispondente alla mia impressione sulla scrittrice e sul suo libro
(a me il libro stava piacendo...).
Mi sono poi chiesto: non e'chebisognaribaltare la visuale ? Non
potrebbe essere "colpa" anche di noi lettori il fatto di non
apprezzare un libro simile ?
Forse si', e' la mia risposta.
Negli ultimi anni il mio modo di pormi verso il libro giallo e'
cambiato molto, forse a causa della Cornwell, forse a causa di Deaver,
forse a causa di CSI e della tv in generale... Da un lato c'e' la
tendenza al tecnicismo (certe descrizioni della prima Cornwell, CSI,
ma anche Deaver), la minuzia, il particolare reale che vuol far
diventare la trama realistica, ci saranno sicuramente nuovi strumenti
di indagine molto sofisticati, ma ormai sembrano un dato di fatto,
ormai non serve neanche piu' spiegarli (non so, il luminol... ormai
quasi superato, oltretutto...). Dall'altro, c'e' la tendenza reality
show: si cerca di far partecipare il lettore il piu' possibile, quasi
una gara tra chi legge e chi indaga, tanto che, alle volte, i discorsi
sono: ho capito l'identita' dell'assassino a pag. 50 ! - Io a pag. 30
! e cosi' via...
Certo, il giallo e' anche una gara d'intelligenza, ma anche altro,
credo...
Ho quindi "rivalutato" le coincidenze: sono un modo per far tornare
tutto ? Servono per risolvere situazioni che sarebbero state troppo
pesanti, e forse lunghe, da gestire "normalmente" ?
Si'. E allora ??? Che male c'e' ? Mai capitato di trovare coincidenze
in un libro di Agatha Christie ? Si', eccome ! Eppure, guai a chi me
la tocca !!! : >>>
Non sto dicendo che la Holt sia la nuova Christie (per carita' ! La
Holt e' la Holt. Stop), dico solo che il suo libro ha una struttura un
po' diversa dal (mio) solito, in un certo senso un po' piu' classica.
Ora passo ai punti di hobbes...
>Anne Holt non scrive come mangia, altrimenti sarebbe già morta di fame:
>troppi i rischi di cadere addormentata sul cibo.
che cattiveria !!! ;PPP
>Gli elementi del romanzo “Quello che ti meriti” sono di una banalità
>disarmante.
Non sono d'accordo, ovviamente : )
>1.Bambini rapiti, segregati e poi riconsegnati alle famiglie uccisi, ma non
>si sa in che modo (la soluzione naturalmente è semplice, ma i medici legali
>norvegesi non sono molto svegli, da come li dipinge la Holt).
A me non sembra "molto semplice"... oltretutto, non so come sia la
situazione norvegese relativa ad indagini, medici legali & C.
>2.Yngvar Stubø, commissario di polizia, e Johanne Vik, psicologa e avvocato:
>la solita tensione erotica trai due mentre tentano di risolvere il caso del
>punto 1 (non entusiasmatevi troppo le loro ginocchia si sfioreranno a pagina
>267: se si vuole continuare a scrivere usando gli stessi personaggi è
>naturale tirarla per le lunghe, si sa che i lettori deficienti abbondano).
C'e' da dire che il libro consta di 417 pagg... ci volevi pure mettere
l'amore o il sesso ? ; >>> Se l'autrice ha deciso di scrivere piu' di
un romanzo con questi due protagonsti (a me sembrano interessanti),
che male c'e' nel prendersi un po' di tempo per far crescere il
rapporto ? Lei che dice a lui "vieni a casa mia" a 2/3 del libro
sarebbe stato davvero banale...
Inoltre, a me e' piaciuta la caratterizzazione psicologica dei
personaggi (non solo quelli principali...) e l'attesa credo faccia
molto parte del carattere di lui.
Inoltre, il problema della serialita' e' che va gestita, in qualche
modo... Avrebbe avuto senso che in tre libri i due protagonisti vanno
a letto insieme, si fidanzano e poi si sposano ?
>3.Il caso di un uomo condannato ingiustamente per l’omicidio di una bambina
>e rilasciato, senza spiegazioni, nel 1965 (qualcosa in questa vicenda messa
>di traverso per tutto il romanzo evoca il vago sospetto che il fatto si
>debba intrecciare con le indagini).
Alla fine del libro l'autrice spiega che l'idea del libro e' scaturita
da un fatto di cronaca simile a quello che tu citi...
tu te l'aspettavi che coincidesse proprio in quel modo ?
>Già Patricia Cornwell non scrive molto bene, ma Anne Holt riesce a fare
>peggio.
Non sono d'accordo, specialmente se considero l'ultima Patricia
Cornwell...
>Costruisce con cura gli anelli di una collana molto solida
sarcasmo ? ;PPP
>“Quello che ti meriti” entra a buon diritto nel novero dei libri insulsi che
>sarebbero dovuti rimanere nel cassetto o hard disk dell’autore/autrice;
A me e' piaciuto
>romanzi che solo un editore come Einaudi [1], capace, una volta raggiunto il
>fondo, di iniziare a scavare, può pubblicare con orgoglio.
Non credo abbia scavato il fondo... i romanzi con protagonista Hanne
Wilhelmsen e che tanti onori hanno avuto, sono stati messi in secondo
piano per lasciare spazio a questo... a me pare una scelta ragionata e
ponderata, senza nessun fondo scavato...
>Esattamente come dice il titolo: “Quello che ti meriti”… vedete voi se il
monito è rivolto
>all’incauto lettore, al gruppo redazionale dell’Einaudi o ad entrambi. Da
>evitare.
Questo e' sarcasmo un po' banale... Non conosco l'autrice, ma potrebbe
anche averlo scelto proprio immaginando le critiche che avrebbe
ricevuto ! ; >>>
>[1] Einaudi pubblica ANCHE ottimi libri.
Non credo che la Holt vincera' il Nobel per questo libro, ma non mi
sembra cosi' male... Comunque, cerchero' l'altro titolo pubblicato in
Italia per farmi un'idea un po' piu' strutturata dell'autrice ^_^;;;
Saluti
Moor, io lo consiglio per l'estate...
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I wanted to tell you I changed
I wanted to tell you that things would be different this time
But I see you, you see me differently [GA, 3.17]