Re: Anne Holt
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Sujet: Re: Anne Holt
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Date: 18. Jul 2008, 07:22:13
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Il 17 Lug 2008, 21:35, Sandra Turrini <sandratur@nhotmail.com> ha scritto:
> una curiosità su questo libro: c'è quell'atmosfera un po' oppressiva e
> quel tipo di protagonisti "afflitti da molti problemi personali" e
> quell'assenza di humour che ormai caratterizza il giallo "nordico"?
>
> O si avvicina di più al "giallo americano"?
Lei, divorziata, con una figlia piccola con un ritardo mentale, ma è tanto
dolce, lui ha perso moglie e figlia (mi pare che la figlia sia caduta da una
scala e abbia centrato in pieno la madre in faccia fracassandole l'etmoide e
quindi il cervello; non è uno scherzo...). Ma nei libri americani i
protagonisti non hanno problemi? Non mi pare. Sia nel thriller da ipercooppe
(tipo Deaver: la tetraplegia mica è da poco), sia nei romanzi un po' più
robusti alla Lehane o anche Boston Teran o anche il noir "classico"
dell'Ellroy di L.A. i protagonisti non sono proprio "sani".
Comunque Anne Holt scrive a ricalco della mitica Scarpetta di patricia
cornwell (la mia conoscenza della letteratura nordica si limita ai romanzi
pubblicati da Iperborea e sono -quasi- tutti bei libri).
Il libro di Anne Holt è insulso, ma la cosa peggiore è quella terribile
fascetta che Einaudi ci ha messo intorno (non che voglia dire che le
fascette dicano il vero, ma spararle così grosse è un record).
Ciao,
E.
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