Un giallo tratto dalla realta' e scritto da chi partecipa a questi
avvenimenti:
L'ultimo indizio di Piernicola Silvis
Fazi Editore, pag. 269, euro 17,00
Il romanzo è la storia vera dell'operazione di polizia che portò alla
cattura, nel settembre del '92, del boss mafioso Giuseppe 'Piddu'
Madonia, numero due di Cosa Nostra, primo capo della commissione
arrestato dopo le stragi di Falcone, Borsellino e degli agenti di
scorta. Un romanzo autobiografico nella parte investigativa, ammantato
della malinconia che nello stesso tempo investe la vita privata del
protagonista. L'autore è nato a Foggia nel 1954. Subito dopo essersi
laureato in giurisprudenza partecipa ad un concorso per commissario di
polizia, lo supera e nel 1981 frequenta un corso di sei mesi presso
l'Istituto Superiore di Polizia di Roma e da li inizia la sua
carriera. E' primo dirigente della Polizia di Stato e in passato è
stato capo della Squadra Mobile di Vicenza e capo di gabinetto della
questura di Ancona. Ha già pubblicato il romanzo Un assassino
qualunque (Fazi Editore, 2006). Romanzo che ha vinto il Premio Franco
Fedeli 2006, nella sezione scrittori poliziotti.
Cosa è scritto nella "quarta":
Date, fatti, parole, e soprattutto nomi. Ogni cosa raccontata in
questo libro è assolutamente vera, vissuta, sofferta il capo della
polizia Antonio Manganelli, Gilberto Caldarozzi, Guglielmini e gli
altri colleghi di Piernicola Silvis, funzionario della Polizia di
Stato, sono i protagonisti autentici di questo diario dalla trincea"
nell'anno cruciale della guerra tra Stato e Cosa Nostra, il 1992. I
cadaveri della primavera e dell'estate di Palermo, Falcone e
Borsellino, pesavano ancora sulla coscienza collettiva del paese,
quando l'autore di questo racconto si trovò catapultato nell'indagine
che portò alla rocambolesca cattura del numero due di Cosa Nostra,
Francesco "Piddu" Madonia, intercettato quasi casualmente durante una
sua breve trasferta in Veneto. E una lotta contro il tempo quella di
Manganelli, Silvis e Caldarozzi, una lotta per dare inizio alla
riscossa contro una stagione di terrore imposta alla Sicilia e
all'Italia tutta dal clan dei
Corleonesi, ma anche una battaglia pericolosa e logorante per chi la
porta avanti.
Mentre l'indagine prosegue, la vita privata di chi racconta va a
rotoli: c'è da pedinare e appostarsi, intercettare e non dormire,
sudare freddo e aver paura, fino all'arresto del boss, un epilogo che
segnò l'inizio di una nuova speranza per il paese.
buona lettura
pino