Minori ROM
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Posto il seguente articolo, tratto dal sito WEB di Save the children Italia,
quale possibile argomento di discussione.
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Minori Rom, impronte digitali: Save the Children, sono altre le misure
veramente urgenti ed efficaci per la protezione dei bambini Rom
Se l'obiettivo del Ministro degli Interni Maroni è di proteggere i minori
Rom, le misure da mettere subito in atto e veramente efficaci sono altre
rispetto a quella delle impronte digitali che, non solo appare inutile ma
rischia di produrre l'effetto contrario, spingendo ancora più ai margini e
nell'invisibilità molti bambini Rom e di discriminarli pesantemente.
Queste alcune delle indicazioni e commenti di Save the Children dopo le
recenti dichiarazioni del Ministro degli Interni Maroni sul censimento e
schedatura della popolazione Rom residente in Italia, compresi i bambini e i
minori Rom.
"Save the Children ha di recente condotto una ricerca qualitativa sulla
condizione delle donne e dei bambini Rom e da anni lavora, anche in
collaborazione con le istituzioni della Giustizia Minorile, con molti minori
stranieri o neocomunitari, anche di etnia Rom, in condizioni di particolare
vulnerabilità e marginalità", ricorda Valerio Neri, Direttore Generale di
Save the Children Italia.
"Alla luce di questa esperienza sul campo, chiediamo e raccomandiamo al
Ministro Maroni, come già fatto con i suoi predecessori, di mettere subito
in atto alcune misure che possono realmente offrire protezione e opportunità
a molti minori Rom, contribuendo a farli uscire da quelle condizioni di
povertà e marginalità alla base di fenomeni di sfruttamento e illegalità.
Nello specifico", prosegue Valerio Neri, "Save the Children chiede al
Governo investimenti e politiche per promuovere l'inserimento lavorativo e
abitativo dei Rom e il superamento dei campi Rom e della segregazione
abitativa, affinché le famiglie non siano indotte dall'estrema indigenza o
dalla mancanza di strutture idonee a mandare i minori a svolgere attività su
strada. Inoltre chiediamo che sia data la possibilità ai minori Rom di
essere inseriti in percorsi di istruzione e inserimento lavorativo e che,
nel rispetto dell'obbligo formativo, possano iniziare a lavorare e
guadagnare in tempi rapidi anche attraverso borse lavoro. Infine chiediamo
che sia incrementato l'impiego di educatori "alla pari", cioè di operatori
che per esperienze vissute, età, nazionalità sono vicini ai minori Rom e
possono quindi supportali con più facilità e contattarli e agganciarli sia
all'interno dei campi che su strada".
"Queste misure, se adottate su ampia scala e sul lungo periodo, possono
veramente contribuire a migliorare le condizioni di molti minori Rom,
mettendoli al riparo da fenomeni di sfruttamento e dalla caduta in attività
illegali", prosegue il Direttore Generale di Save the Children Italia.
"Al contrario, il ricorso alle impronte digitali ci sembra una misura
inutile e non necessaria non solo perché non ci sembra contribuisca in modo
significativo alla protezione e sicurezza dei minori ma soprattutto perché
li discrimina rispetto a tutti gli altri bambini ai quali tale misura non
viene applicata. Inoltre temiamo che il rilevamento delle impronte digitali
potrebbe spingere eventuali sfruttatori a tenere nascosti e ancora più
segregati quei minori Rom vittime di sfruttamento, rendendoli invisibili e
inaccessibili a coloro - forze dell'ordine, servizi sociali, istituzioni
della giustizia minorile - chiamati a proteggerli. Come Save the Children",
conclude Valerio Neri, "siamo disponibili a mettere a disposizione del
Ministro Maroni le nostre competenze ed esperienze e a dare il nostro
contributo in favore e a supporto dei minori Rom e di tutti quei bambini in
condizioni di particolare vulnerabilità e difficoltà".

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