E' recente la notizia che il capo del governo avrebbe intenzione di varare
in tempi brevi una riforma dell'ordinamento giudiziario, i cui punti
principali sarebbero costituiti:
1) dalla separazione delle carriere tra magistratura requirente e
giudicante;
2) dalla reintroduzione dell'istituto dell'autorizzazione a procedere nei
confronti dei parlamentari;
3) dalla modifica (non si sa bene in che termini) del consiglio superiore
della magistratura.
A prescindere dal merito di tali questioni, su cui allo stato non può
esprimersi alcuna seria opinione, non essendo ancora noto nemmeno lo schema
di massima degli eventuali disegni di legge, semplicemente mi viene in mente
che ciò che ho letto (fortunatamente non sempre) su questo NG nell'ultimo
mese sembra sintomatico del nuovo modo di fare politica in questo paese.
In sintesi, il dibattito parlamentare è preceduto da una campagna mediatica
condotta, senza esclusioni di mezzi (fino all'insulto ed alla gratuita
diffamazione), allo scopo di suscitare e coltivare una pubblica opinione
acriticamente favorevole all'emananda riforma, la quale quindi viene
contrabbandata come assolutamente necessaria ed assolutamente urgente.
Il tutto in modo totalmente acritico, e cioè senza alcuna effettiva analisi
delle relative problematiche e dei reali contenuti delle modifiche
legislative.
Riesco così a spiegarmi il senso reale dei post di taluni frequentatori di
questo NG (penso ormai noti a tutti), i quali, con toni esasperati, da tempo
non perdono occasione (e spesso se l'inventano) per urlare gratuite
invettive contro una magistratura in toto arrogante e faziosa, che farebbe
regolare mattanza di povere creaturine innocenti, e contro un CSM che non
eserciterebbe per nulla le sue funzioni disciplinari, essendo emanazione
della medesima *casta*.
In sostanza, a mio modesto parere, quei pochi individui (in tutto non più di
una decina) in questo NG fungerebbero da grancassa apripista al fine di
indirizzare l'opinione pubblica in senso favorevole alla modifica
dell'attuale normativa, insinuando a più voci il sospetto, anzi la certezza,
che nel nostro Paese la magistratura sia faziosamente giacobina e che il
CSM, in quanto espressione della medesima casta, per ciò stesso non sia in
grado di assolvere al proprio compito.
I metodi sono gli stessi della pubblicità televisiva, la quale, martellando
incessantemente i medesimi ritornelli sulla assoluta bontà, o sull'assoluta
malvagità, di un determinato prodotto, o comportamento, o situazione, con
termini certamente non logici ma perfettamente suggestivi (ad es. *la natura
di prima mano*, *sapore di casa mia*, *profumo di pulito*, e simili) alla
lunga inducono il consumatore, volente o nolente, a ritener migliore quel
determinato prodotto, rassicurato dal ritornello ormai familiare, e quindi a
comprarlo ad occhi chiusi.
Ciò mi sembra, in sé, pericoloso proprio perché acritico, gratuito, avulso
dal ragionamento e dall'ordinario buon senso.
Ho avuto modo peraltro di rileggere di recente il manifesto di questo
newsgroup e mi preme sottolineare che, tra l'altro, in esso esplicitamente
si dice: *Da evitare invece sia degenerazioni del tipo "referendum
colpevole/innocente", utili solo ad attirare l'attenzione dei mass-media,
oppure lo sfruttamento di queste tematiche per scopi di sterile propaganda
politica.*
Il predetto modo di fare mi sembra sostanzialmente contrario a tale regola
di assoluto buon senso.