Antonio di Pietro, che a sentirlo parlare, da quello che dice e come lo dice,
appalesa e mette in chiaro uno dei più miserabili e oscuri rebus degli ultimi
anni: come ha fatto a laurearsi, ovvero come hanno fatto a regalare una laurea a
uno che ancora oggi non sa parlare.
L'uomo due cose non potrà mai fare: tradire se stesso e le proprie origini.
Appunto, di Pietro non tradisce nè se stesso e neanche le sue origini, parla per
come è nel suo io, un magniaccia.
Infatti, come considerare un magistrato che, con 100 milioni in tasca, ricevuti
"a babbo morto" dal proprietario della Maa assicurazioni (indagato), una bella
Mercedes Cuopè, anch'essa ricevuta in regalo, un appartamento nel centro che più
centro non si può di Milano, avuto in "uso gratuito" ed altro ancora.... si
presenta in tribunale e ordina l'arresto di gente innocente solo per sospetta
tangente?
Uno di questi per il solo sospetto di aver incassato una tangente di soli 16
milioni, risultato innocente. (*)
Come lo volete considerare un magistrato tale? Una brava persona? Un
integerrimo? No signori ed amici... solo un vero magnaccia di stato, dei più
sporchi.
Scusatemi, per le verità profferite.
(*) Tutte queste notizie sono agli atti.
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