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Comunicato stampa inviato a tutti i media e a tutti i deputati del Parlamento italiano

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  Sujet:   Comunicato stampa inviato a tutti i media e a tutti i deputati del Parlamento italiano  
 De: <padresenzadiri...@gmail.com>
 Groupes: it.discussioni.giustizia
 Date: 04. Jul 2008, 11:16:57
"padre senza diritti"
      denuncia con nomi e cognomi
      "madre padrona" e complici

      Il mitico Peppino Impastato gridava ai suoi concittadini: "LA MAFIA E' UNA
MONTAGNA DI M." Sappiamo tutti che aveva ragione.

      L'atteggiamento sociale noto con il termine mafia ha purtroppo diverse
sfumature che sono riscontrabili in altri contesti 
sociali, diversi da quello della mafia vera e propria. Alcuni di questi sono
ormai riconosciuti dalle istituzioni, come anche nella 
letteratura specializzata. Ne sono un esempio il mobbing del lavoro e il
bullismo. Noi riteniamo che presto sarà riconosciuto anche 
il mobbing genitoriale e tutti i fenomeni sociali a esso collegati, è solo
questione di tempo!

      La professoressa Stella Ranieri dell'istituto Erasmo da Rotterdam di Sesto
San Giovanni, che dopo vari anni di atteggiamento 
di esclusività su nostra figlia arriva a dichiarare:  "Dalla percezione che io
ho avuto io non mi sento di fargli vedere la bambina 
da solo. Ritengo di non avere fatto nulla per ostacolare il rapporto
padre/figlia. Se chiesto B. inserisce il padre nell'elenco 
delle persone  a cui vuole bene, quindi io non ritengo giusto che una figlia
debba rinunciare al padre ma non posso immaginare di 
affidargliela e non intendo farlo fino a quando qualcosa non cambia",  e che,
invece di venire sanzionata con l'affido condiviso e 
più diritti per il padre di sua figlia e per la figlia stessa, viene "premiata"
con l'affido esclusivo e 300 euro di contributo: 
Q U E S T A   E'    "M A F I A"

      Gli assistenti sociali Paola Farina, Silvia Lo Forti e Gisolfo Facco, che
arrivano a dichiarare:  "Al momento non si ritiene 
vi sia alcun margine per una mediazione familiare fra le parti" (senza
specificare alcuna motivazione);  "La minore ha manifestato 
nel tempo reazioni preoccupanti: rabbia, rifiuto di incontrare il padre,
aggressività e tristezza", dichiarazione falsa e 
strumentale: la bambina era solo contrariata perché si sentiva costretta a fare
ciò che non voleva, cioè di subire l'assurdità degli 
incontri protetti (poi, a due anni di distanza, ovviamente, la madre è anche
riuscita a mettermela contro);   "Per ciò che concerne 
il padre e la sua richiesta di incontri con la figlia, la sua storia di vita e
il profilo di personalità portano a ritenere utili, 
almeno in una fase iniziale, incontri protetti tra lui e la bambina a cadenza
regolare ma non ravvicinata", e tutto ciò al solo 
scopo di assecondare il rifiuto alla mediazione della madre, infischiandosene
dei diritti dell'infanzia:    Q U E S T A   E'    "M A 
F I A"

      Il G.O. EPIFANI ALESSANDRA che arriva a verbalizzare una mia espressione
di stupore:  "Questo lo dico di mia iniziativa, non 
credevo che lei scrivesse, che facesse già parte del verbale. Lei non mi ha
fatto nessuna domanda"; ma che invece quando la madre ha 
dichiarato: "La bambina non vuole stare con il padre" o quando lei stessa ha
affermato: "in qualche modo bisogna subire le decisioni 
dei servizi sociali" non ha verbalizzato nulla:
      Q U E S T A   E'    "M A F I A"

      Il Collegio giudicante  (ALIVERTI EMANUELA, DOMONICO MARIA GRAZIA,
COLOMBINI CESARINA, BOLLATI LUCA) che avalla tutto quello 
che gli propongono i Servizi sociali, senza battere ciglio. Questo cos'è?  No
comment

      Una giustizia che decide che per una bambina ci vogliono 600 euro al mese
per vivere (300 euro, 50%+50%) e che al padre 
possano bastare 705 euro:    Q U E S T A   E'    "M A F I A"

      LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI M.

      Noi padri separati dai nostri figli incoraggiamo il Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi e la sua compagine ministeriale 
nei loro propositi di riformare la giustizia, e lo esortiamo ad andare avanti.
Questa giustizia è profondamente ingiusta e malata.

      http://madrepadrona.altervista.org/


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