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Un bell'articolo sulla Santa Magistratura Immune da Sbagli della Congregazione degli Unti dalla Perfezione.

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  Sujet:   Un bell'articolo sulla Santa Magistratura Immune da Sbagli della Congregazione degli Unti dalla Perfezione.  
 De: sn...@liber.it (Snafuzz)
 Groupes: it.discussioni.giustizia
 Suivi-à: it.discussioni.giustizia
 Organisation: [Infostrada]
 Date: 03. Jul 2008, 16:40:33
Privilegi ed impunibilità dei magistrati
Malasanità e malagiustizia chi paga e chi la fa franca
di Mauro Mellini E Alessio Di Carlo
"L'Espresso” dedica la copertina ed un ampio servizio alle azioni
giudiziarie che pazienti che sono o si ritengono vittime degli errori dei
medici intentano nei confronti di questi ultimi. E dà cifre, anche per ciò
che riguarda i costi dei contratti di assicurazione che oramai i sanitari,
gli ospedali e le cliniche stipulano a copertura del rischio rappresentato
da siffatti incidenti e dalla responsabilità civile che ne deriva. Quanto vi
si legge è impressionante ma più impressionanti sono alcune considerazioni
che se ne dovrebbero trarre. Basta la cifra delle cause che i clienti hanno
mosso ai medici: trentamila.

Se un medico sbaglia e danneggia il cliente è chiamato, dunque avanti ad un
giudice che dovrà stabilire se il danno c’è stato e se è dipeso
effettivamente da un errore inscusabile del sanitario convenuto in giudizio
e della struttura ospedaliera, per la sua organizzazione ed anche per il
fatto stesso di avere alle sue dipendenze il medico che ha combinato il
guaio. Se c’è un contratto di assicurazione, buon per loro. Se c’è da pagare
pagherà la compagnia. Il medico risponderà comunque penalmente se l’errore e
le sue conseguenze siano tali da concretare un reato. Su tutto deciderà il
giudice che, in genere, si rimetterà al parere di un consulente tecnico,
cioè di un altro sanitario di livello tale, si spera, da far ritenere il suo
giudizio al di sopra di ogni sospetto.

Ma l’ultima parola spetta ai magistrati, specie per quel che riguarda il
quantum del risarcimento ma anche per altri aspetti della vertenza, quale il
nesso di causalità, il grado della colpa, l’incidenza di un eventuale caso
fortuito sulla produzione del danno, etc. etc. Cose note, dunque e meno
note. Ma che accadrà se a sbagliare, anziché il medico, sia il giudice (ed,
eventualmente, il consulente da lui nominato)? Niente. Non succederà niente.
Chi sbaglia paga. Ma chi sbaglia nello stabilire se c’è sbaglio e se s’ha da
pagare, non paga. Non paga se si tratta dello sbaglio professionale di un
altro (del medico). Non paga se sbaglia su qualcos’altro, ad esempio
mandando in galera un poveraccio innocente, se libera e manda assolto un reo
confesso, se strappa i bambini ai genitori per via di un disegno
“disinibito” attribuito ad uno dei piccoli. Non paga e basta. A meno che
l’errore non sia un errore ma un delitto. In tal caso a pagare, si direbbe,
è il delinquente, se paga, non il magistrato.

Il paragone tra le due categorie, con limiti giuridici e incidenze di fatto
delle rispettive responsabilità (o irresponsabilità) professionali è
sconcertante e tale da dare di per sé una risposta allarmante ad
interrogativi che quotidianamente il cittadino deve porsi di fronte a casi
di errori giudiziari con conseguenze a volte catastrofiche. Giorni fa,
conclusa (così si spera) con il ritorno a casa dei due fratellini strappati
ai loro genitori e mandati in istituti per un disegno di un rapporto
sessuale (che appariva) fatto da uno di loro, a seguito dello schiamazzo
scandalizzato della maestra e poi del rapporto (chi sa come infarcito di
neologismi pseudopsicologici) di un assistente sociale, con provvedimento di
un giudice minorile, il Capo dell’ufficio del saggio dispensatore di
giustizia, rassicurava il pubblico in un’intervista affermando che il
magistrato aveva agito in perfetta buona fede ed al fine di tutelare
l’interesse dei due minori (i quali, probabilmente, porteranno per tutta la
vita le conseguenze traumatiche di questo autentico sequestro giudiziario
patito nella loro infanzia).

Se un dirigente di un ospedale in cui si fosse asportato il rene destro
anziché quello sinistro ad un paziente, avesse cercato di rassicurare il
pubblico, rilevando che il chirurgo distratto aveva agito in perfetta buona
fede ed al fine di salvaguardare la vita e la salute del cliente, lo stesso
intervistatore gli avrebbe sbattuto il microfono sulla testa. E, poiché
abbiamo parlato dell’assicurazione, che grava, come ci spiega “L’Espresso”
con cinquecento milioni annui di premi assicurativi incassati dalle
Compagnie sul costo della Sanità, dobbiamo ricordare che, quando nel 1988 fu
varata la legge cosiddetta sulla responsabilità civile dei magistrati (in
realtà la legge per annullare l’esito del referendum con il quale, a
larghissima maggioranza, l’elettorato si era pronunziato contro ogni limite
ed impedimento alle azioni di responsabilità per danni contro di loro) quasi
per una sfida alla pubblica opinione, per un ulteriore grido di dolore
contro l’aggressione subita mettendoli a rischio di dover pagare i loro
eventuali errori, molti magistrati contrassero una polizza di copertura
della loro responsabilità professionale secondo la nuova legge, polizza
appositamente messa a punto da varie assicurazioni. Una assicurazione per la
quale nessuna compagnia ha dovuto sborsare un solo centesimo di euro o di
lira.

Le pochissime azioni di responsabilità promosse contro magistrati sono state
tutte dichiarate inammissibili nella fase preliminare prevista dalla legge.
Da moltissimi anni nessuno ha più neppure provato a farsi risarcire per non
andare incontro a dover pure pagare le spese. I contratti di assicurazione
stipulati dai magistrati, ammesso che per punto preso (a Roma si direbbe
“pe’ tigna”) ancora qualcuno si ostinasse a pagare quel piccolo tributo alla
protesta della categoria, sarebbero da considerare nulli per inesistenza del
rischio assicurato. Malasanità e malagiustizia. Due mali diffusi in Italia.
Dove però sembra che ce ne sia solo uno, il primo. Del secondo si parla
poco, sottovoce e quasi sempre a vanvera. Del primo si cercano i colpevoli e
si chiede loro di pagarne i danni, del secondo sembra che la colpa sia degli
astri. E di chi ne vuole parlare. Cercare i colpevoli può infatti, essere
pericoloso. Per il caso Tortora a dover pagare i danni è stato solo Lino
Jannuzzi: per aver scritto qualcosa su chi Tortora lo aveva messo in galera.
E buon per lui che il Presidente della Repubblica lo ha graziato


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/


DateSujet  Auteur
03.07.
*   Un bell'articolo sul
Snafuzz
03.07.
`- Re: Un bell'articolo sul
Salgiar
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