Per farla breve, dopo una lunga ed estenuante querelle, vendiamo un immobile,
del quale sono co-proprietario.
Se la querelle è stata lunga ed estenuante, quando si ha à che fare con una
sorella ed un cognato, professori cattocomunisti che passerebbero sull'anima
delle madri, è sfribrante, il problema verte su altre sponde. Il riciclaggio,
appunto.
Essì, perchè io dei miei soldi non sono padrone, no, devo versarli in una banca,
per forza.
Non posso metterli in tasca, portarli a casa, spenderli come mi pare, regalarli.
No, devo metterli in banca, per forza.
Di quale? Nessun problema, van bene tutte!
E se nessuna riscuotesse la mia fiducia? E se avessi il desiderio di disporre
del mio denaro e farne quel che desidero? No, questo non è possibile. Il
possesso di denaro liquido oltre certe cifre è vietato. Pena la possibile
incolpazione di potenziale riciclaggio.
Ma i soldi sono miei, ho venduto una casa. Beme di famiglia da centinaia di
anni. Niente da fare, i soldi liquidi in misura cospicua non si possono tenere.
Ma sono miei, mica rubati! Si, ma sono soldi, quindi non si può!
Paradossalmente questa legge "antiriciclaggio" altro non è che un ricatto
imposto e perpetrato dalla mafia bancario-magistraturale, il controllo totale
sul cittadino.
Poi chi è amico degli amici fa operazioni fantasmagoriche di "ottimizzazione"
alla faccia delle leggi antiriciclaggio e di laundery money internazionali.
Andate in banca e pretendete i vostri soldi in contanti, sono vostri, ne avete
tuto il diritto, solo così può cambiare qualcosa.
Solo così potrebbe crollare lo strapotere delle banche e di certi ambienti di
stato.
Petronio
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