La scomparsa dei reati
[ Nouvelle discussion
| Répondre au groupe
|
it.discussioni.giustizia ]
Sujet: La scomparsa dei reati
De: a...@libbero.it (apno)
Groupes: it.discussioni.giustizia
Suivi-à: it.discussioni.giustizia
Organisation: [Infostrada]
Date: 08. Jun 2008, 23:23:52
|
Ieri, prima di accusare un lieve malore, dunque ancora nel pieno possesso
delle facoltà psicofisiche, il presidente del Consiglio ha annunciato che
saranno vietate le intercettazioni, fuorché per «criminalità organizzata,
mafia, camorra e terrorismo».
E le poche che si potranno ancora disporre non potranno essere pubblicate.
Per i trasgressori magistrati, agenti di polizia giudiziaria e giornalisti
«saranno previsti 5 anni di carcere». Una pena più alta del falso in
bilancio non ancora depenalizzato, per dire. E poi «una forte penalizzazione
economica per gli editori che le pubblicano» (per esempio per suo fratello
Paolo, il cui Giornale pubblicò una telefonata top secret e priva di
rilevanza penale tra Fassino e Consorte). L’annuncio non deve stupire: è
scritto nero su bianco nel programma elettorale del Popolo della Libertà
provvisoria. Ma, come al solito, era stato sottovalutato dai più.
Soprattutto dal Pd e dall’Anm, protagonisti di un curioso «dialogo» con
l’uomo, anzi l’ometto che si propone di sfasciare definitivamente quel poco
che resta del sistema giudiziario. Lo stesso ometto che contemporaneamente
annuncia «il ritorno dello Stato», la «tolleranza zero» e la «certezza della
pena», subito creduto ed elogiato come statista dai nove decimi della stampa
italiana. Sempreché non sia stato frainteso o non abbia parlato a titolo
personale, basta prendere alla lettera l’annuncio del premier per prevedere
le conseguenze della nuova legge. Qualche esempio.
Tizio viene ammazzato. Nessuna traccia dell’assassino. Il giudice ordina di
controllare i telefoni di parenti, amici e colleghi di lavoro, alla ricerca
di un indizio. Ma l’omicidio (salvo che a commetterlo sia un mafioso, un
camorrista o un terrorista) non è compreso tra i reati per cui sarà ancora
lecito intercettare: dunque resterà insoluto, salvo che l’assassino si
presenti spontaneamente a confessare. Rapina in banca: una telecamera
riprende uno dei rapinatori. Gl’inquirenti riconoscono dalle immagini
sfuocate uno dei rapinatori e gl’intercettano il telefono per accertarsi che
sia proprio lui e individuarne i complici. Questo, oggi. Domani, non essendo
le rapine reati di criminalità organizzata, niente intercettazioni:
impossibile scoprire i malviventi, che la faranno franca, né tantomeno
recuperare il bottino. Un imprenditore viene sequestrato.
Le forze dell’ordine, oggi, mettono sotto controllo il telefono di casa per
risalire dalle chiamate per la richiesta di riscatto - alle utenze dei
sequestratori, pedinarli, scoprire il covo e liberare l’ostaggio. Domani
niente intercettazioni e niente colpevoli. Ai familiari non resterà che
pagare e sperare che il congiunto venga restituito tutto intero. Un
misterioso molestatore perseguita una ragazza con telefonate oscene, o
minaccia e insulta un suo nemico: gl’investigatori controllano il telefono
della vittima e risalgono al disturbatore. Oggi. In futuro anche questo sarà
impossibile. Una donna, picchiata e violentata dall’ex compagno, trova la
forza di sporgere denuncia. Ma mancano le prove. Per trovarle, serve
intercettare l’uomo per verificarne gli spostamenti. Con la nuova legge,
niente intercettazioni e niente prove.
Circa il 90% delle intercettazioni, in Italia, riguardano traffici di droga,
molto spesso a opera di bande di italiani o di immigrati non affiliati alla
criminalità organizzata. Bene, anzi male: non saranno più intercettabili,
così lo Stato rinuncia a sgominare centinaia di pericolose gang e a
sequestrare enormi quantità di stupefacenti. Anche per rintracciare i
latitanti, sfuggiti alla giustizia dopo condanne per omicidio, rapina,
traffico d’armi o di droga ecc., si intercettano i telefoni di parenti,
amici e conoscenti per verificare chi li ospiti o li aiuti: salvo che si
tratti di mafiosi o terroristi, la nuova legge impedirà di acciuffarli. Poi,
naturalmente, ci sono i reati finanziari, fiscali e contro la Pubblica
amministrazione.
Che poi sono quelli che Berlusconi, avendone commessi parecchi ed essendo
tuttora imputato per tutte e tre le categorie penali, spera di rendere
impossibili da scoprire e da punire (magari con una norma transitoria che
renda inutilizzabili le intercettazioni sin qui realizzate, tipo quella tra
lui e Saccà per cui è imputato a Napoli per corruzione). Siccome nessuno li
confessa spontaneamente, l’unico modo per smascherarli è intercettare chi è
sospettato di commetterli. D’ora in poi sarà proibito: non commetterli, ma
scoprirli. Così i miliardi di euro che ora lo Stato recupera ogni anno dai
processi per bancarotta, falso in bilancio, corruzione, concussione, frode
fiscale, aggiotaggio (solo dalle intercettazioni dei furbetti del
quartierino, la Procura di Milano e Clementina Forleo hanno recuperato quasi
1 miliardo di euro) resteranno nelle tasche dei criminali. Chissà che ne
dice Robin Hood Tremonti.
Marco Travaglio - da L'Unità, 8 giugno 2008
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

|
 cette fonctionnalité est reservée aux membres ayant une session active !
|