Re: libri e vita
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it.cultura.libri ]
On 24 Lug, 23:10, "Gi_pll" <ci...@lippa.it> wrote:
> "bulgann" <Anna...@gmail.com> ha scritto nel
messaggionews:82f2fe87-bc14-4218-9c8a-bee8a206bdff@o40g2000prn.googlegroups.com...
>
> >> "l'uomo ha la sventura di essere a volte felice e riconoscere così tutte
> > >le altre volte in cui non lo è"
> >Questa mi e' proprio piaciuta! :)
>
> Ma vale al contrario.
Dipende dalle esperienze dei singoli, Gi. E anche da quello che dici
tu piu' in basso, dalla sostanza che associ alla definizione.
> Non fermarti ad una parola; non è importante il nome con cui definisci una
> cosa, uno stato d'animo, un evento ma è la sostanza ad essere importante.
> Cioè ciò che quello stato d'animo rappresenta per te.
> Le parole di per se sono solo parte di una convenzione;
Mmmhhh. Non sono sicura che sia lecito deformare la parola ad uso
personale. E' vero, sono delle convenzioni, ma e' necessario tenerle
fisse, definirle in modo uniforme, altrimenti sarebbero facilmente
manipolabili e, allo stesso modo, diventerebbero mezzo di facile
manipolazione, come gia' altre volte e' successo nella storia.
Ciao,
Anna

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