Succedaneo.
Troppo spesso avevo visto occhieggiare *Costretti a sanguinare*, e ne avevo
temuto il contenuto. L’argomento mi interessa, mi dicevo, e proprio questo
mi freghera’.
Allora approfitto dell’apparizione sugli scaffali de *La banda Bellini*,
funzione di nuova edizione, per vedere come e cosa scrive questo testimone
del borderline giovanile dei tempi in cui i rivoluzionari non temevano
sguardi, in cabina ed altrove.
Le memorie fatte romanzo di Andrea Bellini, protagonista degli eventi di
piazza in una Milano che si porta appresso come cicatrici le vicissitudini
dal 1968 agli anni di piombo, prima come semplice complottardo sfilante e
quindi come lider di un gruppo dedito al servizio d'ordine nelle
manifestazioni della sinistra extraparlamentare.
La forma narrativa, che dovrebbe fare molto streaming, e raramente scivola
nella piacevolezza da cursore con scia animata, ben si adatta alla
situazione. Gergo di ragazzi o quasi (liceali, universitari) che vivono, e
crescono, nelle realta' delle strade e dei circoli (occupazioni, cortei,
agguati, scontri fratricidi, improbabili sessioni volontarie di
approfondimento degli insegnamenti di von Clausewitz), tirandosi appresso
(un po' San Babila ore 20, un po' banda dei brocchi, ma di successo) un
bagaglio di coscienza su base sociale da sovrapprezzo all'imbarco. Proprio
questo mi ha dato da pensare: l'analisi degli eventi, delle dinamiche, degli
scenari, che viene presentata come simultanea agli accadimenti, tradisce una
capacita' critica, una profondita' , una lucidita' prospettica,
un'impeccabile visione del generale (oltre che, sogno segreto di ogni
dottrinarista, una interiorizzazione in tempo reale degli insegnamenti) che
suona indiscutibilmente frutto di sintesi a posteriori. Poco male: e' un
romanzo, e' piacevole da leggere, sfugge alle trappole del didascalismo ed
e' compiaciuto entro i limiti della decenza. Ci hanno abituato a sospendere
di peggio.
Apprezzo i libri nei quali incontro parole sconosciute che arricchiscono il
mio vocabolario (si parlava di questo, da qualche parte), atout sguanaibili
nelle occasioni ad elevata socialita', e comunque adeguati facilitatori in
comuni situazioni di confronto dialettico. Con *Sotto il vulcano* ho
imparato a scandire *atrabiliare* senza sorridere soddisfatto; Bellini mi ha
insegnato, senza alcuna intenzione retorica, cosa e' (oltre che un termine a
ricorrenza zero su Google) un mazzappiglio. Sono inesorabilmente piu' ricco.
PhFree
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