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Macché
[ Poi sei tornata come attesa postuma. Che belva spadaccina il sesso dei gabbiani, passo di galeotti libri e questo sole pervertito e scarso ammutolisce e chiede. Forse era meglio non è più una frase, è interminabile riverbero di noi, del nostro passo falso al tempo e questo tramestar di mani frusta sui pochi spifferi di senso terso, onde onde onde t'amo t'amo t'amo e tu sei altra, tu sei la bestemmia che rapisce, l'orsa maggiore fatta cateratta, il soglio nero dell'immenso dolore. --
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