On 18 Lug, 18:12, Swan <s...@cignobianco.com> wrote:
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> E’ la pietosa assenza di contatto
> che ci annoda il lenzuolo alle caviglie.
> Le voci, lentamente rianimate
> da una certa sonnolenza, accompagnano
> i tratti di un mattino verso il caffè.
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> S’aggiunge una riga d’acqua, sul segno
> salmastro delle rose.
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> Si ricavano dai muri onde nuove,
> non più recuperate
> dalle sole disgrazie.
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> Lo sguardo non arriva da dietro un giornale
> e non si tace per tacere; non si pensa
> così forte da lesionare il labbro.
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> Le risa basse, in un respiro solo.
> Due corpi contro l’ebano del tavolo.
> Si racconta di una stretta lunghissima,
> quando l’amore sono le tue braccia.
>
> Swan
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mi piace ma qui e là un ritocchino lo farei anch'io, leverei i tratti,
una certa, salmastro, penso anch'io che manchi qualcosa nel mezzo, che
ci sia un vuoto per cui cercherei di legare meglio, solo per esempio e
non per riscrittura
E’ la pietosa assenza di contatto
che ci annoda il lenzuolo alle caviglie.
Le voci, lentamente rianimate
dalla sonnolenza, accompagnano
il mattino verso un caffè.
sul segno delle rose
si aggiunge una riga d’acqua e dai muri,
si ricavano onde nuove
mai più recuperate
dalle nostre disgrazie e da dietro un giornale
che non arriva Lo sguardo
e non si tace per tacere; e non si pensa così forte
tanto da lesionare il labbro.
E poi le risa basse, in un respiro solo.
Due corpi contro l’ebano del tavolo.
dove Si racconta di una stretta lunghissima,
di quando l’amore sono le tue braccia.
saluti marian