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Islam in Turchia:Elettrochoc piuttosto che cambio di sesso...

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  Sujet:   Islam in Turchia:Elettrochoc piuttosto che cambio di sesso...  
 De: italian_drea...@mailcity.com (Reno)
 Groupes: it.cultura.religioni, it.cultura.newage
 Organisation: http://groups.google.com
 Date: 20. Jul 2008, 07:16:53
Un atro paese con una "religiosita' " integrale,  che si impone nella
vita sociale...con conseguenze drammatiche!(il ragazzo(fisicamente,ma
non nel pensiero...)costretto ad emigrare in Italia,dove lo stato
"laico" resiste agli attacchi...e dove ha potuto realizzare la sua
vera personalita'.

da un articolo di Sara Strippoli su Repubblica del 15 luglio 2008,a:
http://torino.repubblica.it/dettaglio/Jasmine-lodissea-per-diventare-donna/1487897

Jasmine, l'odissea per diventare donna:Transessuale turco operato alle
Molinette dopo 15 anni di torture. Un'odissea durata 15 anni "Mi
costrinsero a fare anche l'elettrochoc".

Jasmine TayfunUn'asportazione «neanche fossi una malata di tumore»
perché per la sua famiglia era una vergogna troppo grande avere un
figlio che voleva essere donna e che per esserlo si era sottoposta ad
una terapia ormonale illegale: «Quando l´ha saputo mia madre voleva
che facessi l´elettrochoc». Quel ragazzo tormentato, racconta Jasmine
Tayfun, trentaseienne di Istanbul laureata in chimica, rifugiata per
discriminazione sessuale, è da poco una donna single e serena. A
dicembre dello scorso anno si è sottoposta all´operazione al centro
per i disturbi dell´identità di genere delle Molinette e finalmente è
la donna che avrebbe sempre voluto essere: «Sono felice di essere in
Italia e adesso voglio soltanto un lavoro e il riconoscimento della
mia laurea. Fino a poco tempo fa avevo anche un fidanzato ma era
giovanissimo e non ce la faceva a raccontare la mia storia alla sua
famiglia».

Dopo quello strazio in un ospedale di Istanbul che lei tormentando la
borsa dorata definisce «una vera tortura quando avevo soltanto vent
´anni», Jasmine ha fatto anche il servizio militare «diciotto mesi nell
´esercito da ufficiale». Poi la fuga, perché «nessuno capiva, il clima
in Turchia nella mia situazione era intollerabile e anche gli amici
non potevano aiutarmi». Prima è stata in Olanda, poi a Roma, dove ha
cominciato la terapia al San Camillo: «Ma ormai lo sviluppo del seno
non era più possibile, mi hanno messo una protesi». Nella capitale l
´incontro con il Gruppo Abele e don Luigi Ciotti: «È stato lui - dice
- a consigliarmi di venire a Torino».

Al centro per i disturbi di identità di genere delle Molinette ha
ripreso le cure e alla fine del 2006 finalmente si è potuta sottoporre
all´intervento che l´ha liberata da «un senso di oppressione e di
tristezza che durava da anni». È dal 2003 che Jasmine vive a Torino.
Qui ha trovato casa in via Caraglio proprio grazie all´aiuto del
Gruppo Abele e anche un´occupazione, un lavoro da precaria nel settore
informatico: «Ma sono laureata in chimica e se finiscono le pratiche
per il riconoscimento della mia laurea turca vorrei tentare di fare
questo lavoro».

La religione musulmana che mai avrebbe accettato quella sua condizione
di diversità l´ha abbandonata da tempo. «Anzi, in realtà non ho mai
pregato, non ho mai creduto in una fede che mi impediva di essere
quello che sentivo dentro». Da tempo Jasmine crede nella
reincarnazione: «Diciamo che sono buddista». I suoi genitori non sanno
nulla, il padre impiegato e la madre casalinga non sanno che lei è
diventata donna: «Non capirebbero e non accetterebbero mai, non credo
di voler tornare mai più».
Una vita che adesso deve far conto sui nuovi amici di Torino, sulle
relazioni che riuscirà a costruire nel futuro. Il passato ormai è
cancellato. La sua storia, confessa, la conosce soltanto una delle sue
sorelle, che vive in Germania: «Ma non credo che potrò incontrarla
perché suo marito non potrebbe mai accettare la mia situazione e lei
non se la sente di ribellarsi a questo».


DateSujet  Auteur
20.07.
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Reno
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