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Delirii laicisti in Spagna: un gorilla avrà più di ritti di un bambino

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  Sujet:   Delirii laicisti in Spagna: un gorilla avrà più di ritti di un bambino  
 De: ideuropeala...@fastwebnet.it (Identità Europea area Lazio)
 Groupes: it.cultura.newage, it.cultura.storia
 Organisation: http://groups.google.com
 Date: 27. Jun 2008, 12:44:08
E' stato recentemente approvato dal Parlamento Spagnolo il Progetto
Grandi
Scimmie, che riconosce "diritti umani" ai primati antropomorfi. Tra
breve, in
quella che é ormai la patria del "libertinismo terminale", un Orango
avrà più
diritti di un bambino umano nella pancia di sua madre...
IE Lazio

NUOVA RIVOLUZIONE SPAGNOLA: IL PROGETTO GRANDI SCIMMIE
Avvicinare gli oranghi all'uomo e annullare lo «specifico»…
di Marina Corradi

La magna charta degli oranghi potrebbe essere la nuova rivoluzione
della Spagna di Zapatero. La Commissione ambiente del Parlamento ha
approvato a larga maggioranza, escluso solo il Partito popolare, una
risoluzione che invita il governo ad aderire entro quattro mesi al
'Progetto Grandi Primati', iniziativa internazionale tendente appunto
a riconoscere il diritto alla vita e alla libertà alle scimmie
antropoidi (orangutan, scimpanzé, gorilla e bonobo, per la
precisione). Il Governo spagnolo dovrà farsi promotore del Progetto
presso la Ue.
Forse è una giornata storica. La comunità dei soggetti aventi diritto
ai Diritti dell’uomo si amplia alle scimmie. Con cui, ci ricordano
illustri scienziati a partire da Umberto Veronesi, condividiamo oltre
il 95 per cento del patrimonio genetico. Si potrebbe discutere sulle
differenze derivanti da quel 5% di Dna diverso, tale che – almeno così
pare a noi ignoranti – un orango non è esattamente un uomo. Ma
potrebbe essere una discussione oziosa. Il punto è un altro.
Il punto è che, come ha detto Joaquin Arujo, il presidente del
Progetto Grandi Primati, «in fondo siamo tutti grandi scimmie». Cioè
la tendenza in realtà non è la 'promozione' degli animali a uno status
e a una tutela umana, quanto la negazione di una fondamentale
differenza, e la sostanziale equiparazione del bonobo all’homo
sapiens.
È questo che inquieta, nella rivoluzione di Madrid. Si trattasse solo
di imporre rispetto della vita per gli oranghi, beh, d’accordo, al
massimo ricordando che milioni di uomini muoiono di fame. Si trattasse
solo di difendere gli scimpanzé, se ne potrebbe approfittare per
spezzare una lancia anche per gli embrioni di uomo che vengono pure in
Spagna clonati «a fine terapeutico» o selezionati per avere un figlio
sano. E magari per quei bambini al settimo mese di gravidanza abortiti
in alcune cliniche catalane, nella tacita indifferenza delle autorità.
Insomma, la battaglia per la tutela del primate, in sé, potrebbe
tornare utile per chiedere un po’ di rispetto anche per l’uomo.
Ma il fatto è che, a sentire il leader del Progetto Grandi Primati, la
prospettiva spagnola è altra: «in fondo, siamo tutti grandi scimmie».
Siamo tutti animali. Il punto qualificante allora di questa
rivoluzione a prima vista folkloristica, è una cosa seria: è la
negazione della differenza e della unicità dell’uomo nel creato. C’era
una volta un uomo fatto «a immagine e somiglianza» di Dio, e per
questo, nella concezione ebraico cristiana che ha fondato l’Occidente,
degno di un assoluto rispetto e titolare di libertà inalienabili. Ma
se, nella dittatura del relativismo, si afferma l’idea che siamo tutti
scimpanzé, il principio potrebbe avere qualche ricaduta sgradevole.
Qualche svista o fastidiosa dimenticanza sul rispetto dell’uomo. Per
esempio, la magna charta dei gorilla lodevolmente esclude che si
possano fare sui primati ricerche scientifiche che possono arrecare
danno. Domanda: e le sperimentazioni dei farmaci oggi testati su
questi animali, come avverranno? Sugli uomini magari – volontari,
certo, estratti in quel Terzo Mondo che per mangiare si vende anche un
rene. Se «siamo tutti grandi scimmie», l’orango vale quanto un
poveraccio del Bangladesh. E, vogliamo parlare di clonazione
cosiddetta terapeutica? Se passasse universalmente il Progetto Grandi
Scimmie, gli embrioni di gorilla sarebbero naturalmente tutelati.
Quelli di uomo, no.
È la consueta contraddizione di un ecologismo disposto a tutto per i
pinguini, ma stranamente ostile all’uomo. Ostile a quel 5 per cento di
Dna diverso, a quell’irriducibile fattore di libertà e coscienza che è
l’uomo. L’idea di fondo non è la tutela dell’orango. L’idea di fondo è
negare l’uomo.
Avvenire 27 giugno 2008


DateSujet  Auteur
27.06.
*   Delirii laicisti in
Identità Europea area Lazio
27.06.
`- Re: Delirii laicisti in
pirex
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